giovedì, 18 giugno 2009 ¦ Permalink
categoria : reviews, julia quinn, keepers, romanzi mondadori, regency

RECENSIONE: UN UOMO DA CONQUISTARE ( Romancing Mr. Bridgerton ), di  Julia Quinn

Anno: 2002

Edizione originale: Avon

Pubblicato in Italia da: Arnoldo Mondadori, serie I ROMANZI, n.756, marzo 2007.

Formato: paperback

Livello di sensualità: warm (caldo)

Genere: regency

Ambientazione: Inghilterra,1800

Collegamenti ad altri romanzi: è il quarto romanzo della saga Bridgerton, che ha come protagonisti i membri dell'omonima famiglia, ed è così composta:

- 1: IL DUCA E IO (The Duke and I) - protagonista Daphne

- 2: IL VISCONTE CHE MI AMAVA (The Viscount Who Loved Me) - protagonista Anthony

- 3: LA PROPOSTA DI UN GENTIUOMO (An Offer from a Gentleman ) - protagonista Benedict

- 4: UN UOMO DA CONQUISTARE (Romancing Mr. Bridgerton) - protagonista Colin

- 5: A SIR PHILIP, CON AMORE (To Sir Phillip, With Love) - protagonista Eloise

- 6: AMARE UN LIBERTINO (When He Was Wicked) - protagonista Francesca

- 7: TUTTO IN UN BACIO (It's in His Kiss) - protagonista Hyacinth

- 8: IL VERO AMORE ESISTE (On the Way to the Wedding) - protagonista Gregory
 

Voto: 10/10

Alla veneranda età di ventotto anni, Penelope Featherington non ha ancora ricevuto una proposta di matrimonio. Per lei non è certo una novità: da anni è abituata a fare da tappezzeria a tutte le feste e i balli, considerata da tutti bruttina e inesistente.
Anche il suo amore per Colin Bridgerton, fratello della sua migliore amica Eloise, è da anni segretamente nascosto nel suo cuore, in quanto Penelope dispera davvero di poter anche solo sperare di fare breccia in uno degli uomini più belli e corteggiati di Londra.
E quindi se ne sta nel suo angolino… finchè, dopo anni di questa vita, e quando Penelope si è ormai quasi rassegnata, arriva il momento della riscossa.

Comincio subito dicendo che questo romanzo è in assoluto il migliore di tutta la serie dedicata alla numerosa famiglia Bridgerton. Una storia fresca, divertente, ma insieme profonda, interessante e perché no.. anche un poco misteriosa, con una splendida protagonista in cui molte lettrici si riconosceranno. Penelope infatti è quella che si potrebbe definire un’anti eroina, nel senso che è tutto il contrario delle eroine comunemente rappresentate nei romanzi rosa. Che sono belle,coraggiose, intrepide, decise… mentre Penelope è (secondo i canoni dell’epoca, a  quanto pare non troppo lontani dai nostri per certe cose!) semplicemente insignificante. Tutti ovviamente riconoscono che sia una brava ragazza, dolce e gentile, nessuno parla apertamente male di lei… però è sempre quella destinata a fare da tappezzeria a tutte le feste, e in generale nella vita. Penalizzata da un fisico grassoccio e soprattutto da una famiglia (madre e tre sorelle) non molto brillanti e talvolta imbarazzanti (la signora Featherington mi ha ricordato molto Mrs Bennett di ORGOGLIO E PREGIUDIZIO), finora Penelope è sempre stata lasciata dagli altri in un angolo ad assistere a divertimenti vari e in particolar modo, perennemente senza uno straccio di accompagnatore che si interessi a lei. Solo i Bridgerton si sono sempre dimostrati gentili con lei (in IL VISCONTE CHE MI AMAVA Anthony Bridgerton la difende apertamente da una lady villana che la prende in giro, e la invita a ballare snobbando l’antipatica); e infatti la sua unica amica è Eloise Bridgerton... e il suo unico amore è da sempre Colin Bridgerton.
Come i fratelli, Colin è affascinante, scanzonato, vivace e anche un poco irrequieto, cosa che lo porta a viaggiare molto di frequente in varie parti d’Europa. Per anni considera Penelope soltanto come l’amica della sorella e, diciamoci la verità… anche come una ragazza simpatica ma un poco sfigatella. Con lei è gentile ma distante, al punto che un giorno commette una mortificante gaffe nei confronti di Penelope, che però sarà l’evento scatenante che ribalterà finalmente la vita della nostra eroina.
Eh già: perché Penelope, che nel frattempo è cresciuta, è dimagrita (e qui la cosa mi ha lasciata un po’ perplessa: segno di speranza per tutte le bruttine o adeguamento ai canoni della società dell’apparire?), e, soprattutto, è cresciuta come persona: e quella che Colin ritrova al ritorno dall’ultimo viaggio è, al di là di ogni logica, una giovane donna che lo attrae mentalmente, prima ancora che fisicamente; nonostante il nostro eroe fatichi davvero non solo a capire i motivi di questa attrazione ma addirittura ad ammetterla con sé stesso. E nonostante ciò non può fare a meno di interessarsi a Penelope, soprattutto quando capisce che la giovane solitamente, quando è sicura di non essere vista, si dedica a incontri misteriosi che accendono ancora di più la curiosità di Colin nei suoi confronti… e proprio la risoluzione del mistero che circonda Penelope e la sua attività segreta sarà gradita da chi ha seguito dall’inizio questa serie.
La storia è narrata dall’autrice col solito tocco leggero e divertente che l’ha resa celebre, il che non vuol dire che non ci sia un’attenta caratterizzazione dei personaggi, e soprattutto non vuol dire che alcune situazioni che definirei più sensibili di altre siano prese alla leggera, senza dare la dovuta importanza ai momenti seri.
Penelope si rivela un giovane donna indipendente, intelligente, ma anche responsabile e sensibile nei confronti della sua imbarazzante famiglia che,quando viene a sapere del fidanzamento tra lei e Colin, dimostra quanto scarsa sia la stima che finora le hanno dimostrato, e dà quindi un’ulteriore idea di cosa la poverina ha dovuto silenziosamente sopportare durante gli anni.
Potrei continuare a scrivere per ore, ma davvero per conoscere e apprezzare Penelope e la sua storia in tutta la sua interezza nulla è consigliabile come leggere questo libro, secondo me un vero gioiellino del suo genere. Anche qui ovviamente compaiono, oltre a Colin, anche gli altri membri principali della famiglia Bridgerton, tra cui spiccano mamma Violet (sempre alla ricerca del modo per accasare i suoi figlioli) ed Eloise, protagonista del prossimo romanzo della serie.


Tiziana


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RECENSIONE IL PROFUMO DELLA NOTTE (All through the Night) di Connie Brockway

 

Prima pubblicazione anno: 1997 by Dell

Pubblicato in Italia da: Mondadori, prima edizione I Romanzi dicembre 1998, seconda edizione I Romanzi Oro no.75 maggio 2009

Livello di sensualità: hot (bollente)

Ambientazione: regency

Voto/rating: 9/10

La notte è fredda e silente, buia e pericolosa. La nebbia avvolge la città come un manto gelido, sfumando i contorni del paesaggio urbano e confondendone i tratti. La gente dabbene, rintanata nelle proprie abitazioni, dorme inconsapevole o volutamente ignorante di ciò che striscia fuori, al calar delle tenebre, dal ventre della metropoli: ladri, assassini, stupratori, ruffiani, prostitute, delinquenti di vario tipo, miserabili, disperati. Un’umanità dolente e depravata, un’umanità che non conosce più il significato della parola futuro, ma solo combatte per sopravvivere al presente, spesso non riuscendovi.

In alto sui tetti di Londra, una figura scura e snella sfreccia verso la sua meta e verso l’ennesimo furto. E’ un ladro dalle qualità eccezionali, nessuno è mai riuscito a vederlo, nessuno è mai riuscito a fermarlo od anche solo ad intercettarlo, Il Fantasma di Wrexhall, lo chiamano, non immaginando quando bene tale soprannome si attagli a colui che lo porta. Dietro la maschera di velluto nero, si cela infatti una creatura che non esiste, una creatura di pura invenzione, lo spirito di un individuo a cui la vita è stata risucchiata via, goccia dopo goccia, come sangue dalle vene. Un essere che brama l’oblio, senza esserne cosciente. Una persona che deve sfidare il destino e la sorte quasi ogni notte, per riconoscersi il diritto all’esistenza. Una donna in gramaglie, Anne Wilder, di giorno rispettabilissima vedova di una aristocratico morto durante le guerre Napoleoniche.

Quando il giorno muore e l'oscurità avanza, il colonnello Jack Seward esce per affrontare le sue missioni: incarichi sporchi, pericolosi, illegali ed immorali, incarichi che nessun altro accetterebbe o sarebbe in grado di portare a termine come lui, che è un agente del governo ed una spia eccezionale. Jack compie il suo dovere, ma spesso e volentieri va anche oltre, spinto dai démoni che lo possiedono e che oramai sono l'unica sua compagnia, poichè di quello che un'eternità prima gli batteva in petto, non è rimasto che un contenitore vuoto: vuoto di battiti, vuoto di sangue, privo di sostanza.

Sarà lì, nella notte, avviluppati dalla nebbia che Anne e Jack, si incontreranno e si scontreranno, lei in fuga, lui all'inseguimento, per consegnarne la testa ai suoi capi. Un gioco quasi mortale e certamente mortifero, in cui si introdurrà come elemento disturbante, pericoloso e potente, la passione e poi, lentamente ed inaspettatamente, l'amore. E allora l'asse dell'intero universo si sposterà per entrambi, costringendoli a reiventarsi e ripensare le loro supposte certezze immutabili, per trascinarli verso l'incerto, ma facendoli aprire alla speranza.


La notte ha un profumo? Certamente, mi si risponderà. Ma io non parlo della realtà, parlo della finzione letteraria e molte volte ho letto di notti di cui non mi è stato fatto sentire alcun effluvio. Ma qui l'ho sentito, forte e chiaro; l'ho sentito e l'ho visto, ho assaporato la notte e l'ho vissuta con Anne. Ho inspirato l'aria pesante di nebbia, ho percepito i suoni sommessi ma presenti della città addormentata, ho provato sulla mia pelle la pioggia battente, ho gioito nell'impeto folle della corsa sui tetti, ho odorato la povertà etrema con la disumanizzazione che questo comporta. Vi sono libri e vi sono libri, questo è un'esperienza, non una dimenticabile lettura. La Brockway, come un pittore impressionista, dalle pennellate spesse, ma varie, ripetute e numerose, dipinge un quadro di forte impatto con una rara maestria ed in assoluto stato di grazia. Come la nebbia che strangola la Capitale, si intorcina attorno alla nostra mente prima ed al nostro cuore poi, narrandoci in un crescendo di intensità e profondità, la favola nera di due anime perse, due emarginati, due disadattati, che si immergono pazzamente in un'orgia autopunitiva ed autodistruttiva, nascondendo a sé stessi di star in realtà rincorrendo la salvezza, una salvezza a cui nessuno dei due crede di aver diritto. Anne è talmente morta alla vita da recuperare la capacità di provare emozioni e sensazioni solo rischiando l'osso del collo in imprese estreme, e Jack, dapprima ignaro, proprio guardando Anne e specchiandosi in lei, riconosce in quella immagine riflessa la sua medesima disperazione, la stessa incapacità di umanità, una simile inadeguatezza a far parte a pieno titolo della società. Il loro sfidarsi continuo, li metterà in pericolo e sarà anche l'unica possibile alternativa a quella mummificazione dello spirito, di cui entrambi soffrono e che li blocca sulla riva del fiume dell'esistenza, rendendoli solo spettatori e mai attori protagonisti. Una splendida, magnifica storia di redenzione e rinascita, con due personaggi indimenticabili ed unici, pronti a tutto tranne che a salvarsi, timorosi di accettare di poter e voler essere felici, increduli di fronte al miracolo dell'amore. Jack ed Anne, come la Brockway, ti entrano dentro, dapprima come un soffio leggero, poi come un uragano, facendoci palpitare, gridare, piangere e sognare insieme a loro e lasciandoci un grande rimpianto quando il romanzo si conclude con una delle migliori frasi finali mai lette, un capolavoro nel capolavoro. Grazie signora Brockway!


Crediamo che All Through the Night meriti di essere inserito nel nostro Kit di Conversione con tutti gli onori. Se avete letto questo libro fateci sapere la vostra opinione votando al sondaggio. 

Per saperne qualcosa di più sul Kit di Conversione andate a questo  link:
To know more about the Conversion Kit click the link: 
http://romancebooks.splinder.com/tag/about_conversion_kit

 

 

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RECENSIONE : 
BITTEN di Kelley Armstrong


Publisher / Edizione originale : Viking

Year / anno : 2001

Genre-Setting / Genere-Ambientazione :  Contemporary Paranormal - Canada, US / Contemporaneo Paranormale - Canada, Stati Uniti

Format / formato : hardback

Sensuality Rating / Livello di Sensualità :  hot / bollente

Rating/Voto :  8,5/10

Edizione Italiana : inedito

Collegamenti con altri libri / Connection to other books :
è il primo di nove romanzi della serie paranormale "Otherworld", seguito da STOLEN, DIME STORE MAGIC, INDUSTRIAL MAGIC, HAUNTED, BROKEN, NO HUMANS INVOLVED, PERSONAL DEMON, LIVING WITH THE DEAD

Blurb : Elena Michaels is the world’s only female werewolf. And she’s tired of it. Tired of a life spent hiding and protecting, a life where her most important job is hunting down rogue werewolves. Tired of a world that not only accepts the worst in her— her temper, her violence—but requires it. Worst of all, she realizes she’s growing content with that life, with being that person.
So she left the Pack and returned to Toronto where she’s trying to live as a human. When the Pack leader calls asking for her help fighting a sudden uprising, she only agrees because she owes him. Once this is over, she’ll be squared with the Pack and free to live life as a human. Which is what she wants. Really.

Trama : Elena Michaels è l'unica femmina di licantropo al mondo. Ed è stanca di esserlo. Stanca di una vita spesa a nascondersi e a proteggersi, di una vita dove la cosa più importante è cacciare i licantropi rinnegati. Stanca di un mondo che non solo accetta la sua parte peggiore - la sua resistenza, la sua violenza - ma la pretende. E la cosa peggiore, è che inizia a provare piacere ad essere quella persona. Così abbandona il Branco e torna a Toronto, dove sta tentando di vivere come un'umana. Quando il Capo Branco la chiama chiedendole aiuto per fermare un'improvvisa rivolta, lei accetta solo perchè è in debito. Una volta che tutto sarà finito, non avrà più debiti con il Branco e sarà libera di vivere la sua vita come un'umana. Che è tutto ciò che vuole. Veramente.


Non appena apriamo le pagine di questo romanzo ci sentiamo catapultati nel mondo di Elena, nella sua mente, nel suo corpo, nelle sue sensazioni.
Un bisogno ancestrale, fisicamente insostenibile, un bruciore che le attraversa il corpo, muscoli, ossa, pelle, impossibile da reprimere, impossibile da controllare… che la spinge a lasciare il suo appartamento di Toronto, e il suo fidanzato, in piena notte, a trovare un vicolo buio e ad arrendersi alla trasformazione.
La trasformazione fisica è difficoltosa, lenta, sofferta, dolorosa come se la scuoiassero viva, ma quando risolleva la testa, il mondo è diverso, le sue percezioni sono più intense, più affilate, il suo odorato più sviluppato, il suo istinto totalmente dominante, e lei è un lupo.

My skin stretches. The sensation deepens and I try to block the pain. Pain. What a trivial word - agony is better. One doesn’t call the sensation of being flayed alive “painful”. I inhale deeply and fcus my attention on the Change, dropping to the ground before I’m doubled over and forced down.
It’s never easy - perhaps I’m still too human. In the struggle to keep my thoughts straight, I try to anticipate each phase and move my body into position - head down, on all fours, arms and legs straight, feet and hands flexed, and back arched. My leg muscle knot and convulse. I gasp and strain to relax. Sweat breaks out, pouring off me in streams, but the muscles finally relent and untwist themselves. Next comes the ten seconds of hell that used to make me swear I’d rather die than endure this again. Then it’s over.
Changed.
I stretch and blink. When I look around, the world has mutated to an array of colors unknown to the human eye, blacks and browns and grays with subtle shadings that my brain still converts to blues and greens and reds. I lift my nose and inhale. With the Change my already keen senses sharpen even more. (…)
As I turn, I catch distorted fragments of my reflection in a dented trash can. My eyes stare back at me. I curl my lips back and snarl at myself. White fangs flash in the metal. I am a wolf, a 130 pound wolf with pale blond fur.

La mia pelle si stira. La sensazione si intensifica e tento di bloccare il dolore. Dolore. Che parola banale - agonia è meglio. Uno non si riferisce alla sensazione di essere scuoiato vivo come "doloroso". Inspiro profondamente e focalizzo la mia attenzione alla Trasformazione, inginocchiandomi a terra prima di piegarmi in due e di cadere.
Non è mai facile - forse sono ancora troppo umana. Nel tentativo di mantenermi lucida, cerco di anticipare ogni fase e di muovere il mio corpo in posizione - testa abbassata, carponi, braccia e gambe diritte, piedi e mani contratti, schiena inarcata. I muscoli delle gambe si annodano e si contraggono. Ansimo e mi sforzo di rilassarmi. Inizio a sudare, a grondare, ma finalmente i miei muscoli si calmano e smettono di attorcigliarsi. Seguono dieci secondi di inferno che di solito mi fanno giurare che la prossima volta preferirei morire piuttosto che sopportare di nuovo tutto questo.
Poi tutto finisce.
La Trasformazione è completa.
Mi stiro, batto le ciglia. Quando mi guardo attorno, il mondo è cambiato in una serie di colori sconosciuti all'occhio umano, neri e marroni e grigi con leggere sfumature che il mio cervello ancora converte in blu e verdi e rossi. Alzo il naso e annuso. Con la Trasformazione i miei sensi già acuti si affinano ancora di più. (...)
Mentre mi giro, colgo un frammento distorto del mio riflesso sulla superficie dentellata di un secchio dell'immondizia. I miei occhi mi guardano. Arriccio le labbra e ringhio a me stessa. Zanne bianche guizzano nel metallo. Sono un lupo, un lupo di 60 chili, con la pelliccia biondo chiaro.
(traduzione mia)

Scritto in prima persona, con uno stile asciutto, a tratti secco, crudo, privo di abbellimenti, senza virtuosismi, eppure denso di sensazioni, umane e animali, di istinto, di violenza, pericolo, lotta interiore tra animale e essere umano che si combattono dentro di lei.
Elena non è nata licantropo, lo è diventata dopo essere stata morsa da Clay, l’uomo di cui era innamorata e che stava per sposare. E poiché il gene del licantropismo si eredita di padre in figlio, lei risulta essere l’unica licantropo femmina vivente.
Non solo l’unica femmina, ma l’unica appartenente al “branco”, dal quale si è allontanata con l’unico desiderio di tagliare i ponti con Clay, colui che l’ha morsa, e che le ha tolto ogni possibilità di realizzare i suoi sogni, di avere una vita normale, di sposarsi, avere dei figli.
Per questo si è trasferita a Toronto, e ha iniziato una storia con un uomo che non sospetta la sua vera natura.

Quando le giunge una chiamata urgente da Jeremy, il maschio alpha del branco, Elena è costretta a tornare a Stonehaven, la casa del branco. Un ambiente che esalta e soddisfa la sua  vera natura , il suo spirito, ma non la sua ragione. La situazione è grave, sono stati trovati alcuni cadaveri dilaniati, gli uomini sono impegnati in una caccia al cane randagio, ma il branco sa esattamente cosa sta succedendo: alcuni licantropi rinnegati hanno iniziato a uccidere umani attorno a Stonehaven, e il branco “deve” toglierli di mezzo, per la sua stessa sopravvivenza.

I personaggi sono incredibilmente ben resi. Elena è la voce narrante, quindi il lettore è portato a identificarsi in lei, ma non per questo Clay, l’uomo licantropo che l’ha morsa, che la ama, che è pazzo di lei e che nonostante la lunga, imposta separazione, la considera la sua “compagna” , è meno vero. E’ anzi uno dei più bei personaggi del libro, fors’anche più bello di Elena stessa.
Questo è il vero mondo dei licantropi. Sapientemente reso dall’autrice, e considerando che si tratta del suo primo libro, le aspettative per i titoli che seguono sono decisamente alte e promettenti.

 

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mercoledì, 11 marzo 2009 ¦ Permalink
categoria : conversion kit, keepers, j r ward, libro anno, dark lover

CONCORSO   LIBRO  DELL'ANNO  2008
BOOK OF THE YEAR 2008

ECCO IL VINCITORE !
HERE IS THE WINNER !

 

DARK LOVER,
UN AMORE PROIBITO

di J. R. WARD

 

È pericoloso e affascinante: è il suo primo uomo ed è l’ultimo re dei vampiri...

A Caldwell, vicino a New York, ci sono i vampiri, ma non sono malvagi. Sono gli ultimi superstiti di un’antica stirpe e combattono i lesser, uomini che hanno venduto l’anima al perfido Omega, diventando assassini senza pietà. Come tutti a Caldwell, anche Beth Randall, giovane e bella giornalista, ignora questa realtà. Un giorno, indagando su un fatto di cronaca, s’imbatte in Wrath: il suo fascino tenebroso e il suo sguardo magnetico catturano Beth che, per la prima volta in vita sua, si lascia andare all’amore. Ma nella bruciante passione con quell’uomo si annida un’ombra: qualcosa di oscuro e pericoloso, che la attira in modo irresistibile...


le nostre note :
http://romancebooks.splinder.com/post/17130447
le nostre recensioni :
http://romancebooks.splinder.com/post/17185361
http://romancebooks.splinder.com/post/19436408

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lunedì, 02 febbraio 2009 ¦ Permalink
categoria : fiction, reviews, keepers, contemporary, linda gillard

RECENSIONE :  STAR GAZING di Linda Gillard


Publisher / Edizione originale : Piatkus, UK

Year / anno : 2008

Genre-Setting / Genere-Ambientazione :  Fiction - Contemporary - Scotland, Isle of Skye  / Fiction - Scozia, Isola di Skye - Contemporaneo

Format / formato : large paperback

Sensuality Rating / Livello di Sensualità :  subtle / sottile

Rating/Voto :  9/10

Edizione Italiana : attualmente inedito

Collegamenti con altri libri / Connection to other books :  nessuno

 

Dal sito di Linda Gillard:
"L'amore non può dare l'idea della musica; la musica può dare un'idea dell'amore.
 Ma perchè separarle?  Esse sono due ali di un'unica anima."
 Hector Berlioz, nelle sue memorie, 1865
 

Marianne è cieca dalla nascita ed è rimasta vedova a ventisette anni dopo appena un anno di matrimonio.
Ora, a quarantacinque anni, Marianne è una donna fieramente indipendente, determinata, volitiva e passionale, con un profondo amore per la natura e per la musica. Conduce una vita solitaria in un appartamento che divide con la sorella Louise, scrittrice di successo di romance storici paranormali ambientati in Scozia, fino a quando, in un gelido giorno invernale, nella sua vita entra Keir Harvey, uno sconosciuto che l’aiuta a ritrovare le chiavi di casa che le sono cadute di fronte alla porta.
Con lui scambia poche battute sulla musica e su Puccini, scoprendo un’immediata affinità e ritrovandosi per la prima volta dopo tanti anni a desiderare di reincontrare un uomo.
Quasi per caso, Marianne incontra Keir a teatro, e poi ai giardini, dove lei ama andare a passeggiare, specialmente quando piove, perché la pioggia, con il suo suono e il suo movimento, le permette di avere una percezione di quello che la circonda.
Keir è diverso dagli altri uomini, e dalle altre persone in genere, innanzitutto non mostra imbarazzo né pietà nei suoi confronti, la tratta in modo normale, addirittura un po’ rude, ma è altresì eccezionalmente gentile e sensibile. Quando Marianne gli spiega che il suo mondo è ristretto a ciò che può toccare e sentire attraverso l’udito e l’odorato, e che concetti come luce, colore, montagne, paesaggi, cielo per lei non hanno alcun significato, Keir impara a tradurre per lei quello che lui vede e le sensazioni che prova attraverso la vista, in musica e odori.
E’ bellissimo il passaggio in cui Marianne gli chiede di descriversi utilizzando concetti che lei possa capire associando i colori agli odori, e lui associa ai suoi capelli castani il profumo delle noci, quando le si schiaccia a Natale e ai suoi occhi (uno blu e uno verde) il profumo del ginepro e quello fumoso delle foglie autunnali.
Quando Keir le chiede di andare con lui a casa sua, sull’Isola di Skye, dove ha un piccolo cottage immerso nella natura, per mostrarle la sua isola e le stelle, Marianne accetta. Keir le regala così una settimana indimenticabile, portandola in mezzo al bosco, aiutandola  ad attraversare un ruscello, facendola arrampicare sulla casa sull’albero costruita da suo nonno, e la notte le descrive il cielo stellato, la storia delle costellazioni, traducendolo per lei in musica e in sensazioni… dando inizio a un amore delicato e poetico, ma anche fragile, che ha bisogno di fede e di speranza per vivere.


Star Gazing è una bellissima storia romantica e poetica, piena di sentimento e di emozione, un romanzo originalissimo, scritto a tre voci: quelle in prima persona di Marianne e della sorella Louise, e la voce narrante, che si alternano regalando al lettore una narrazione a tutto tondo, in grado di farlo immedesimare nella protagonista, facendogli vivere le sue sensazioni e nello stesso tempo permettendogli di conoscerla dall’esterno, perché Marianne è un personaggio complesso e sfacettato, passionale e intimamente segnato dal dolore, dalla rabbia, dalla delusione, ma che difficilmente mostra quello che prova. Il suo mondo è ristretto, limitato. Vi sono concetti legati alla realtà visiva che Marianne semplicemente non comprende. Colore e luce, per lei sono termini privi di senso, non è in grado di capire ciò che non può toccare, o udire o sentire attraverso gli odori. E l’esperienza che la Gillard ci regala, attraverso questo personaggio, è unica e sensazionale, perché ci spinge a cercare di “vedere” attraverso gli odori e la musica, come fa lei. Keir è un eroe romantico unico e affascinante, sia per il suo amore per la natura, sia per la sensibilità con cui riesce a regalare a Marianne una “visione” del cielo, delle stelle, della neve, della luce, delle montagne… E’ un uomo solitario con un pesante fardello: la capacità di avere premonizioni future, che lo isola e in qualche modo lo fa sentire colpevole verso le tragedie che si avverano.
La trama avvince fin dalla primissima pagina, ed è bravissima la Gillard a tenerci col fiato sospeso, divisi tra timore e speranza, per la sorte di questo amore speciale e toccante. Molto belli e divertenti anche i co–personaggi di Louise e Garth, che donano al libro una godibilissima vivacità.
Vivamente consigliato.

 

From Linda Gillard's website:
"
Love cannot give an idea of music; music can give an idea of love.
But why separate them? They are the two wings of the soul."
Hector Berlioz, in his Memoirs, 1865


Marianne is blind from birth . At 27, after only a year of marriage, she remained widow.
Now, at 45, Marianne is a proudly independent woman, determined, strong-willed and passionate, adoring nature and music. In a flat shared with her sister Louise, a successful Scottish historical paranormal romance writer, she leads a solitary life, until one cold winter day, when a stranger, Keir Harvey enters it. He helps Marianne finding her keys which she dropped at her doorstep.
They exchange few words, mostly about music and about Puccini, sensing an immediate affinity. After so many years, Marianne finds herself desiring to meet a man once again.
By chance, they meet again at the theater, and later on in the gardens, where she likes having a walk, especially when it rains, for it allows her , with its sound and movement, to perceive better her surroundings.
Keir is different from any other men and from any other person in general. He does not feel embarrassed or pity for her. He treats her as he would any other person, sometimes even a bit roughly, but otherwise ,extraordinarily kind and gentle. When Marianne explains him that her world is limited to her senses of hearing and touch and that she can perceive things by their sound or odor and that the visual concepts of light, color, mountains , landscapes or sky do not have any meaning for her, Keir learns how to interpret for her things he can see and feel through his eyesight, in music and odors.
One of the most compelling passages in this book is the one where Marianne asks Keir to describe himself using concepts that she can understand, associating colors with odors. And so Keir describes his chestnut hair as a smell of cracked nuts on a Christmas Eve, his eyes (one blue and one green) as a perfume of juniper, and a smoky smell of autumn leaves.
When Keir proposes her to visit his island home on the Isle of Skye, where he has a small cottage immersed in nature, so he could “show” her the stars, Marianne accepts. She will be gifted with seven unforgettable days in which Keir will bring her in the middle of a forest, help her cross over a creek , make her climb up on a tree house built by his grandfather, and in the night , he will describe her the starry sky, the story about constellations, translating it all in music and feelings......giving a beginning to a love story, poetic and delicate, and as such, fragile, in need of faith and hope to go on living.


“Star Gazing” is a beautiful story, romantic and filled with emotion. The story line is original, narrated in three voices: in first person, with voices of Marianne and her sister Louise and in the third, with the narrating voice itself. The three alternate during the storytelling, which gives a full insight of the story and allows the reader to personify into Marianne herself, thus experiencing her emotions, but also, to understand her exterior, complex and with many facets. Marianne is a passionate person, but, her inner self is marked with anger, pain and delusion, and she finds difficulties in expressing her feelings. Her world is enclosed and limited. There are those visual concepts that Marianne simply cannot comprehend. Terms like color or light for her do not have any meaning, she cannot understand what she cannot touch, hear or smell. What Gillard delivers us through the personality of Marianne, is a unique experience, which urges us to try to “see” things the way she does, through the sense of smell or the sound of music. Keir is a real romantic hero, unique and fascinating, both because of his love for the nature and his sensibility thanks to which he manages to give to Marianne the “vision” of the sky, the stars, the snow, the light or the mountains. He is a solitary man with a heavy burden : he has premonitions of the future, which forced him into isolation and feeling of guilt for the forthcoming tragedies.
The story line is gripping from the very first page and Gillard shows a real master in keeping the readers tension high in a mixture of hope and fear for the fate of this, so special and poignant, love story. Very lovely and enjoyable side characters, Louise and Garth, who give a pleasant and lively touch to the story.
Highly recommended read.

(english translation by drakon75)

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sabato, 31 gennaio 2009 ¦ Permalink
categoria : reviews, historical, loretta chase, keepers, romanzi mondadori

RECENSIONE : 
MR IMPOSSIBLE
  (Mr Impossible) di Loretta Chase


Publisher / Edizione originale : Berkley

Year / anno : 2005

Genre-Setting / Genere-Ambientazione :  Historical - Egypt 1821 / Storico - Egitto 1821

Format / formato : paperback

Sensuality Rating / Livello di Sensualità :  warm / caldo

Rating/Voto :  9/10

Edizione Italiana : pubblicato nella collana I Romanzi Mondadori, n. 845

Collegamenti con altri libri / Connection to other books : è il secondo romanzo della serie dedicata ai fratelli Carsington così composta:

1. MISS WONDERFUL (Miss Wonderful ) - protagonisti Alistair Carsington, terzo figlio di Lord Hargate, e l’ereditiera Mirabel Oldridge –
2. MR. IMPOSSIBLE (Mr. Impossible) - protagonisti Rupert Carsington, quarto figlio di Lord Hargate, e la vedova-studiosa Daphne Pembroke
3. Lord Perfect - protagonisti Benedict Carsington, primogenito ed erede di Lord Hargate , e Bathsheba Wingate
4. Not Quite a Lady - protagonisti Darius Carsington e Charlotte Hayward


Mr Impossible è il secondo romanzo della serie dedicata ai fratelli “Carsington”, i figli del conte di Hargate, che avrebbe preferito che gli ultimi tre fossero femmine, poiché a differenza di molti nobili del suo tempo, ha una vera avversione nell’accumulare debiti… e tutti sanno che i figli maschi, specialmente i nobili figli maschi, sono dannatamente costosi.

Ora che Alistair è sistemato, è il turno di Rupert, ma Rupert è un altro paio di maniche.
Ovunque va i guai lo seguono, e se non lo seguono se li cerca, e visto che Lord Hargate è stanco di gestire questo figlio ingestibile, lo manda in Egitto, a raccogliere “sassi” per la cugina appassionata di Egittologia, di fatto trasferendo la responsabilità e i costi del suo mantenimento sulle spalle dell’ambasciata Britannica.
Quando Daphne si reca dall’ambasciatore per denunciare il rapimento del fratello e chiedere assistenza, questi coglie la palla al balzo dicendole che purtroppo non ha nessun uomo disponibile ad accompagnarla in giro per l’Egitto alla ricerca del fratello scomparso (probabilmente fatto di hashish in un bordello), tranne uno, in quel momento detenuto nelle prigioni del Pasha. Non le resta che riscattare la sua libertà (sollevando nel contempo l’ambasciata dall’ennesimo esborso di denaro).

Rupert ha fatto parecchi danni, ha tentato di fuggire innumerevoli volte, e non è detenuto in una normale prigione, ma in una vera e propria cella sotterranea, incatenato mani e piedi e non è ancora stato giustiziato poichè suo padre è un Inglese importante.
Daphne non è particolarmente entusiasta di questa soluzione, ma non ha scelta e quando scende nelle segrete si ritrova a contrattare per un uomo che riesce immediatamente a irritarla.
Spassosa la scena in cui Daphne contratta con i turchi per il prezzo necessario al rilascio del prigioniero (che alzano le richieste perchè hanno scoperto che è figlio di un lord molto ricco) e la sua assistente traduce per Rupert (che nonostante sia in Egitto da mesi, non si è neppure curato di imparare la lingua)

(…) “She says you are of little worth to anybody. She says your head on a pike would be good for entertaining the Cairenes, but this is all the value she sees. She tells him that lords are as common in England as sheiks in Egypt. She says only the oldest son of an English lord is valuable and you are one of the youngest. She says your father sent you away because you are an imbecile.”
“Ashtonishing,” he said with a laugh. “She can tell all that - when we’ve only just met - and in the dark too. What an amazingly clever woman.”

(...) "Lei dice che avete poco valore per chiunque. Dice che la vostra testa su una picca andrebbe bene per intrattenere i Cairenesi, ma questo è tutto il valore che vede. Gli sta dicendo che i lord sono comuni in Inghilterra quanto gli sceicchi in Egitto. Dice che solo il figlio più vecchio di un lord inglese ha valore e voi siete uno dei più giovani. Dice che vostro padre vi ha mandato via da casa perché siete un imbecille."
"Stupefacente," disse lui con una risata. "Riesce a dire tutto questo - quando ci siamo appena incontrati - e nel buio per giunta. Che donna meravigliosamente intelligente."
-- traduzione mia

Rupert è irresistibile. Si diverte a fare la parte dello stupido con Daphne perchè la trova assolutamente attraente quando è in collera, e in qualsiasi situazione riesce sempre a fantasticare di averla nuda tra le braccia. Nella loro ricerca del fratello rapito, Daphne (studiosa di geroglifici) decide che lei farà la parte del cervello (lui non dimostra di averne!) e lui quello della forza bruta (e in questo è insuperabile!).

Tra pericoli di ogni genere, assassini, attentati alla loro vita, francesi e inglesi che si disputano il fratello di Daphne, poiché lo credono in grado di decifrare i geroglifici, un papiro che potrebbe condurre a una tomba reale, attacchi di delinquenti, salvataggi di giovani mamme disperate e di piccole manguste! Daphne e Rupert affrontano un viaggio entusiasmante lungo il Nilo, alla ricerca degli indizi lasciati dai rapitori e scoprono la passione che li unisce.

Il personaggio di Daphne è quello di una donna passionale e intelligente. E' la vedova di uno studioso che ha fatto di tutto per inibirla, per cambiarla, ma ci è riuscito solo a livello esteriore. Daphne infatti indossa una maschera, finge di non essere la mente brillante che è, preferendo rimanere nell'ombra di un fratello che per amore le permette di studiare e di sentirsi realizzata, fingendo di essere lui lo studioso. Ma se tutti sono caduti nell'inganno, lo "stupido" Rupert riesce a vedere con estrema chiarezza al di là di quella maschera, e a fare emergere la donna che si cela dietro di essa.
Un romanzo bellissimo e divertente, con personaggi indimenticabili.

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giovedì, 22 gennaio 2009 ¦ Permalink
categoria : reviews, keepers, j r ward, contemporary, paranormal urbanfantasy

Recensione: Lover Awakened di J.R. Ward

 

Anno di pubblicazione: 2006

Edizione originaleSignet Eclipse

Livello di sensualità: hot/bollente

Ambientazione: Stati Uniti-Giorni nostri


Voto/Rating: 10/10

Collegamenti con altri libri / Connection to other books: "Lover Awakened" è il terzo capitolo della saga "La Confraternita del Pugnale Nero". I romanzi nell'ordine sono: "Dark Lover", protagonista Wrath; "Lover eternal", protagonista Rhage; "Lover awakened", protagonista Zsadist; "Lover revealed", protagonista Butch; "Lover unbound", protagonista Vishous; "Lover enshrined", protagonista Phury; "Lover avenged", protagonista Revhenge (di prossima pubblicazione).


Plot: In the shadows of the night in Caldwell, New York, there’s a deadly war raging between vampires and their slayers. And there exists a secret band of brothers like no other - six vampire warriors, defenders of their race. Of these, Zsadist is the most terrifying member of the Black Dagger Brotherhood.
A former blood slave, the vampire Zsadist still bears the scars from a past filled with suffering and humiliation. Renowned for his unquenchable fury and sinister deeds, he is a savage feared by humans and vampires alike. Anger is his only companion, and terror is his only passion—until he rescues a beautiful aristocrat from the evil Lessening Society.
Bella is instantly entranced by the seething power Zsadist possesses. But even as their desire for one another begins to overtake them both, Zsadist’s thirst for vengeance against Bella’s tormentors drives him to the brink of madness. Now, Bella must help her lover overcome the wounds of his tortured past, and find a future with her…

Trama: Nelle ombre notturne di Caldwell, New York, infuria una guerra mortale trai vampiri ed i loro assassini. Ed esiste una squadra segreta di fratelli come nessun'altra: sei vampiri guerrieri, difensori della loro razza. Di questi Zsadist è il membro più terrificante della Confraternita del Pugnale Nero. Della sua prigionia come schiavo di sangue, il vampiro Zsadist ancora porta le cicatrici di un passato pieno di sofferenza ed umiliazione. Rinomato per la sua inappagabile ferocia ed azioni sinistre, è un selvaggio temuto sia dagli umani sia dai vampiri. La rabbia è la sua sola compagna ed il terrore la sua unica passione... finché non salva una bellissima nobildonna dalla malvagia Lessing Society. Bella è attratta all'istante dal potere ribollente che Zsadist possiede. Ma anche quando il loro reciproco desiderio comincia a travolgerli, la sete di vendetta di Zsadist contro gli aguzzini di Bella lo conduce sull'orlo della follia. Ora Bella deve aiutare il suo amato a superare le ferite del suo torturato passato ed a trovare un futuro insieme a lei...

Un capolavoro. Non esiste altro modo per definire quest'opera meravigliosa d'amore e dolore, spensieratezza e tragedia, in cui J.R. Ward porta le sue capacità narrative ai livelli più alti. "Lover awakened" era il romanzo che aspettavo con trepidazione di leggere, a raggiungimento di un climax costruito lentamente e splendidamente dall'autrice nelle sue due opere precedenti. "Lover awakened" è il romanzo di Zsadist, il terrificante, feroce, tenebroso Zsadist. Lo sfregiato senz'anima con la voce di un angelo. Zsadist affascina con i suoi silenzi impenetrabili, i suoi modi aggressivi, la sua rabbia raggelante, il suo aspetto respingente, la sua reputazione spaventosa. La presentazione che l'autrice ci offre di lui in "Dark lover" è quella di un sociopatico... un serial-killer forse. "Ruined, not broken" ("Rovinato, non rotto") secondo le stesse parole del suo gemello Phury in "Lover eternal".  Eppure oltre i suoi occhi d'ossidiana privi di luce, oltre le sue zanne da tigre che minacciano di stare lontani, emerge altro. C'è la sua lealtà alla Confraternita, al suo Re, ai suoi compagni. C'è la desolante consapevolezza di riuscire ad elaborare solo il dolore. C'è tutto il suo passato come schiavo di sangue: cento anni di segregazione, umiliazioni, abusi, violenze e depravazione che l'autrice non si limita a raccontare, ma ci fa vivere, immergendoci in quel sotterraneo buio e disperato con flashback intensi, terribili e perfetti.
"Lover awakened" svela i segreti delle cicatrici che sfregiano il corpo di Zsadist e di quelle ancora più atroci che hanno devastato la sua anima.
"Lover awakened" è la storia di uno straordinario legame fraterno, dell'amore assoluto e speciale tra due gemelli identici e diversissimi, due destini egualmente traditi, i riflessi opposti del medesimo specchio. Phury è splendido in questo romanzo: non soltanto un eroe dalla nobiltà d'animo straordinaria e con uno spirito di sacrificio che mi ha commossa profondamente, ma anche un uomo di carne e sangue, con desideri e sentimenti che pospone rispettando ciò che è giusto (senza per questo soffrire di meno).
"Lover awakened" è soprattutto il racconto travolgente di un amore coraggioso, intenso e dolcissimo: l'amore tra Zsadist e Bella.
Conosciamo Bella in "Lover eternal" e ho trovato straordinario che la Ward sia riuscita a caratterizzare una vampira di nobilissima famiglia come una ragazza genuinamente normale. Bella è molto giovane (dovrebbe essere in vita da non più di una trentina d'anni), non ha la malinconia ed il disincanto che l'esperienza di secoli di esistenza ha trasmesso a molti suoi simili. E' cresciuta coccolata (e soffocata) dal suo carismatico ed autoritario fratello maggiore. E' una ragazza dalla mentalità contemporanea e dalla personalità solare e spensierata nel rigidissimo, vittoriano mondo dell'alta aristocrazia vampiresca. E' una civile e come tale pensa ai Guerrieri del Pugnale Nero con il timore, il rispetto e la curiosità con cui ci si rivolge a misteriose creature leggendarie, ammirate e discusse. Zsadist attrae Bella fin dal primo incontro con un magnetismo irresistibile dove si sfumano paura e desiderio. Zsadist è sensuale, aggressivo e selvaggio e Bella desidera il brivido probito ed assoluto d'eccitazione che lui le fa provare con un solo sguardo. Bella è soprattutto un personaggio estremamente sincero nei suoi sentimenti, nel riconoscerli con sé stessa e nell'esternarli agli altri. Non nasconde l'interesse che prova per Zsadist, da parte sua dolorosamente incapace di affrontare una simile dinamica. Bella scopre di sorpresa il lato nascosto, fragile e spezzato di Zsadist ed è questo che la fa innamorare davvero. Con il rapimento di Bella da parte dei lessers si chiude "Lover eternal" e si apre "Lover awakened", mostrando un Zsadist più pazzo ed inarrestabile che mai, devastato ed ossessionato, ma si intravede anche la sua tenerezza nascosta, che emerge del tutto nella dolcezza rispettosa con cui si prende cura di Bella in seguito alla sua liberazione. Il sequestro di Bella avvicina i due personaggi, ma non è su questo che si basa il loro amore (cosa che ho molto apprezzato) perché ciò che provavano Zsadist e Bella l'uno per l'altra esisteva già da prima: lei aveva già deciso di persistere con lui ed il guerriero si era ripromesso di proteggerla, essendo l'unica cosa che si sentiva capace di offrirle. La loro relazione non è facile ed all'autrice va riconosciuto il grande valore per aver saputo gestire con umanità e straordinaria coerenza un personaggio complesso come Zsadist: la Ward ha creato il suo inferno e l'ha reso coraggiosamente fino in fondo con tutte le sue conseguenze e ripercussioni. Bella, con la sua forza e compassione, deve sciogliere nodi dolorissimi nel suo amato, ma si giunge anche ad una delle più tenere e toccanti dichiarazioni d'amore mai fatte dal protagonista di un romanzo! "Lover awakened" prosegue inoltre la storia di John Matthew. Assistiamo ad una tragedia inattesa e sconvolgente, dalle conseguenze imprevedibili. Ritroviamo tutti i personaggi che abbiamo imparato ad amare nei romanzi precedenti ed un enigmatico "mangiatore di peccati" fa il suo ingresso affascinando fatalmente.
Lo confesso, avevo delle aspettative altissime su questo romanzo, ma l'autrice non si è limitata a soddisfarle: è andata oltre! Mi ha commossa, mi ha intenerita, mi ha emozionata, mi ha travolta. Ripeto: un capolavoro.

 

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sabato, 10 gennaio 2009 ¦ Permalink
categoria : reviews, historical, keepers, anne gracie, romanzi mondadori

RECENSIONE PILLOLA  :
L'ADORABILE TENEBROSO
  (The Perfect Waltz) di Anne Gracie


Publisher / Edizione originale : Berkley

Year / anno : 2005

Genre-Setting / Genere-Ambientazione :  Historical - England 1818 / Storico - Inghilterra 1818

Format / formato : paperback

Sensuality Rating / Livello di Sensualità :  warm / caldo

Rating/Voto :  9/10

Edizione Italiana : pubblicato nella collana I Romanzi Mondadori, n. 829

Collegamenti con altri libri / Connection to other books : è il secondo romanzo della serie dedicata alle Sorelle Merridew così composta:

1 - IRRESISTIBILE LIBERTINO (The Perfect Rake) - Prudence Merridew + Gideon, Lord Carradice; 
2 - L’ADORABILE TENEBROSO (The Perfect Waltz) - Hope Merridew + Sebastian Reyne
3 - ADORABILE SCONOSCIUTO (The Perfect Stranger) - Faith Merridew + Nicholas Blacklock
4 - The Perfect Kiss ( inedito in Italia ) - Grace Merridew +Dominic Wolfe


Se The Perfect Rake era brioso, divertente, a tratti persino esilarante, The Perfect Waltz è intenso, profondo, commovente, e più d’una volta nel leggerlo mi sono ritrovata gli occhi pieni di lacrime.

Sebastian è un uomo oppresso dal senso di colpa, deciso a reprimere i propri desideri e i propri sogni, pur di dare alle sorelline Cassie e Dorie stabilità, sicurezza e un futuro migliore. E’ per questo che si reca a Londra in cerca di una moglie adatta a far da madre a due bambine problematiche, segnate da un passato doloroso che le ha viste abbandonate a loro stesse e vittime di chi si doveva occupare di loro.
Sebastian non può perdonarsi di non aver potuto proteggerle, e anzi di averle “perse”.
L’idea della moglie ideale è quella di una donna non giovane, che non abbia grilli per la testa, che ci sappia fare con bambini traumatizzati e difficili, e la sua scelta, per tutte queste ragioni, cade su Lady Elinore, una zitella che lavora in un orfanotrofio, che si veste sempre di grigio e che si comporta secondo rigide regole di proprietà. Sebastian deve solo farle una corte discreta e farle la sua proposta, salvo che i suoi sensi vengono improvvisamente travolti da una giovane donna bellissima e spensierata, che per il suo cuore duro e addolorato è come il sole.

Hope ha fatto un sogno, molto tempo prima: ha sognato il suo eroe materializzarsi dall’ombra e conquistarla con un valzer al chiaro di luna. QUando scorge lo sconosciuto che sembra divorarla con lo sguardo, è sicura che si tratta di lui! Il suo tenebroso dal cuore grande, che è pronto a sacrificare la sua vita, e la sua futura felicità per il bene delle sorelle… pronto a rinunciare anche all’amore…
Fortunatamente, Hope non è una donna che si arrende, e l’amico Giles farà di tutto per spingere Sebastian tra le sue braccia, anche fare da cavaliere alla impettita e grigia signorina Elinore.

Sebastian è un personaggio meraviglioso, e Hope lo è altrettanto, in modo completamente diverso. Lui è l’oscurità, l’espiazione, il sacrificio, il tormento, lei è la luce che illumina e guarisce, e Sebastian, per quanto cerchi di combattere il suo cuore, non può non accorgersi, alla fine, che la luce di Hope non solo ha il potere di guarire lui, ma anche di restituirgli l’affetto delle sorelline.

Bellissima anche la storia d’amore secondaria tra Lady Elinore e Giles, che alla fine strappa persino un sorriso divertito.
Un libro bellissimo, emozionante, commovente. Un vero keeper.

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venerdì, 09 gennaio 2009 ¦ Permalink
categoria : fiction, reviews, keepers, contemporary, andrew davidson

RECENSIONE:  GARGOYLE (The gargoyle) di Andrew Davidson

Anno di pubblicazione: 2008

Edito in Italia da: Mondadori  (collana Scrittori italiani e stranieri)

Ambientazione: Canada, giorni nostri

Livello di sentualità: sottile

Genere: fiction

Voto: 10/10

Trama: Una vita senza sentimenti, una carriera come famoso attore porno, serate dedicate al più assoluto edonismo, nessun legame. È tutto ciò che l'anonimo protagonista di questo romanzo si trova alle spalle, mentre giace in un letto d'ospedale a seguito di un terribile incidente stradale, completamente sfigurato dalle ustioni. Ora che non può più in alcun modo fare affidamento sul suo corpo egli attende in solitudine, senza nessun amico, il giorno in cui sarà abbastanza forte da alzarsi dal letto e uccidersi. Durante una delle sue interminabili giornate, tuttavia, una ragazza di nome Marianne entra nella sua stanza e comincia a parlargli come se lo conoscesse da sempre. Si tratta di una paziente psichiatrica dell'ospedale, una geniale scultrice di gargoyle di pietra affetta però da profonde crisi maniacali. Nonostante l'iniziale diffidenza del narratore Marianne tornerà anche nei giorni successivi, raccontandogli ciò che lei dice essere stata la loro prima storia d'amore, avvenuta nella Germania del tredicesimo secolo. Di lì, a cadenze regolari, tornerà al suo capezzale per narrargli, come nelle Mille e una notte, di storie d'amore avvenute in altre epoche...

Come definire quest'opera prima del professore canadese Andrew Davidson? Un romanzo storico? Un racconto d'amore? Un esempio riuscito di realismo soprannaturale? Un'intensa riflessione sul destino, sul riscatto, sulla vita stessa? "Gargoyle" è tutto questo e qualcosa di più: quel qualcosa che segna la differenza tra un bel romanzo (un bellissimo romanzo) ed il capolavoro, oltre i generi e le etichette.
"Nella vita a volte gli incidenti ci colgono di sorpresa, spesso con violenza. Proprio come l'amore". Con questa frase si apre "Gargoyle" ed è con un incidente che si inaugura la narrazione: la mente annebbiata dalla cocaina, l'odore del bourbon e giù lungo il precipizio, dentro un'auto che si accartoccia, incendiandosi. E' l'automobilista a raccontare ciò che si prova nell'essere intrappolati in un rogo ed il lettore ascolta, proseguendo la lettura suo malgrado morbosamente affascinato dall'orrore e dallo sfacelo. Seguiamo le parole del narratore, che orrendamente ed atrocemente ustionato ci racconta tutta la sua vita senza mai svelarci il suo nome. Conosciamo così la sua squallida infanzia, la sua difficile adolescenza, il suo acuto e sensibile intelletto, il suo corpo stupendo ed il suo volto bellissimo. Seguiamo i passi che lo hanno portato nel mondo della pornografia, diventandone una stella ed un abile imprenditore. E' una cronaca lucidissima, un sincero raccontarsi ad un estraneo, ma non una confessione perché manca la ricerca di un'assoluzione. Insieme alla sua pelle è come se si fosse disciolta la stessa identità del narratore e le maschere (di vittima, di carnefice o altro) non hanno più alcuna ragione d'essere. E' la stessa vita a non avere più importanza, nonostante le figure che si susseguono intorno al suo letto e che si impegnano per fargli credere il contrario: gli altri pazienti, la seria dottoressa che lo ha in cura, le tre infermiere del reparto, la fisioterapista ottimista, lo psichiatra discreto... e Marianne Engel. Eccentrica e geniale scultrice di mostri di pietra, dai bellissimi occhi acquamarina smerigliati dalla follia, Marianne entra un giorno nella sua camera e comincia a parlargli come se lo conoscesse... come se si fossero incontrati tanto, tantissimo tempo prima. E' pazza, il narratore lo comprende e, com'è sensato fare con i pazzi, tenta di assecondarla. Marianne così comincia a raccontargli la propria storia... la loro storia... ed altre storie, bellissime fiabe d'amore d'altri luoghi e tempi.
Ed in un'unica cornice, in un sognante gioco di specchi, in un caleidoscopio delirante, tante storie cominciano ad intrecciarsi le une nelle altre, intersecando presente e passato. Pazza Marianne. Generosa Marianne. Straordinaria, unica Marianne. Ma cosa sono davvero le sue storie? Una verità mistica e sconvolgente o soltanto il fantasioso frutto di una mente schizofrenica? Giunta alla conclusione di questo meraviglioso romanzo, ho compreso che non mi interessava saperlo. L'unica verità che meritava di essere riconosciuta è che "forte come la morte è l'amore. Tenace come gli inferi è la passione. E se la morte separa l'anima dal corpo... l'amore separa ogni cosa dall'anima".

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Recensione: Dark Lover (Dark Lover) di J.R. Ward



Anno di pubblicazione: 2005

Edito in Italia da: Euroclub 2008

Edizione originaleSignet Eclipse

Livello di sensualità: hot/bollente

Ambientazione: Stati Uniti-Giorni nostri


Voto/Rating: 9/10

Collegamenti con altri libri / Connection to other books: "Dark Lover" è il primo capitolo della saga "La Confraternita del Pugnale Nero". I romanzi successivi sono "Lover eternal", protagonista Rhage; "Lover awakened", protagonista Zsadist; "Lover revealed", protagonista Butch; "Lover unbound", protagonista Vishous; "Lover enshrined", protagonista Phury.


Trama: A Caldwell, vicino a New York, ci sono i vampiri, ma non sono malvagi. Sono gli ultimi superstiti di un’antica stirpe e combattono i lesser, uomini che hanno venduto l’anima alla diabolica dività Omega, diventando assassini senza pietà. Come tutti a Caldwell, anche Beth Randall, giovane e bella giornalista, ignora questa realtà. Un giorno, indagando su un fatto di cronaca, s’imbatte in Wrath: il suo fascino tenebroso e il suo sguardo magnetico catturano Beth che, per la prima volta in vita sua, si lascia andare all’amore. Ma nella bruciante passione con quell’uomo si annida un’ombra: qualcosa di oscuro e pericoloso, che la attira in modo irresistibile...


Dimenticate il romantico Dracula di Coppola, l'immor(t)ale Lestat di Anne Rice, il raffinato Jean Claude della Hamilton ed il sensibile Edward di Twilight. 
Dimenticate il sottile ed ambiguo fascino che tradizionalmente ammanta la figura del vampiro, la solitudine eterna, il dolente distacco e l'eleganza decadente.
Pensate ad un mondo clandestino e notturno, crudo e spietato e ad una guerra che è guerriglia segreta, offensive ed attentati, esplosioni ed armi ninja.
Pensate ad un manipolo di formidabili guerrieri scelti, temuti ed irresistibili, sexy e carismatici, ironici e scostanti.
E' il mondo di J.R. Ward e loro sono i tenebrosi membri della Confraternita del Pugnale Nero, non filosofi e tanto meno gentiluomini, ma guerriglieri da prima linea, tutti d'un pezzo e con un turpiloquio da caserma.
E sappiate che la sottoscritta si è perdutamente innamorata di loro!
In "Dark lover" l'autrice presenta il suo mondo, la sua personale interpretazione del mito vampiresco e, soprattutto, i suoi personaggi. Sono lieta l'Euroclub abbia cominciato a pubblicare questa serie dal suo primo romanzo, perché tutto lascia supporre i singoli libri siano fortemente intrecciati tra loro e non rispettarne l'ordine comprometterebbe la comprensione della serie (per fare un esempio, in questo romanzo si incontrano e cominciano ad innamorarsi i due protagonisti del quarto libro).
La Ward rielabora il vampirismo, partendo dal presupposto non ci sia alla base un fattore di contagio, ma genetico. I vampiri semplicemente appartengono ad una specie compatibile con quella umana, ma molto diversa biologicamente e con caratteristiche peculiari quali la longevità, la forza e la vulnerabilità alla luce solare. Per la loro sopravvivenza devono nutrirsi del sangue di un loro simile di sesso opposto, ma la loro dieta non si limita a questo né hanno una particolare predilezione per il sangue umano. Il popolo dei vampiri, soprattutto, è in guerra da sempre, perseguitato dai seguaci di una divinità oscura che vuole sterminarli a dispetto dell'enigmatica dea che li ha creati, la Vergine Scriba. La Confraternita del Pugnale Nero è il gruppo di guerrieri che si frappone trai lesser ed i vampiri civili. Ed è sicuramente nella caratterizzazione dei suoi personaggi che la Ward mostra un talento straordinario, delineando figure affascinanti e seducenti, tragiche nelle atroci ferite del loro misterioso passato, irresistibili nella loro forza, umanissime nelle loro debolezze.
Cominciamo con Wrath, protagonista di "Dark lover", ultimo dei purosangue e re per diritto di nascita. Freddo, distaccato, ermetico, Warth è un re che non vuole governare, ma solo combattere alla giornata, tanto si sente guerriero dentro e poco portato a guidare gli altri.
Thorment è il suo secondo in comando. Il più solido ed equilibrato tra tutti, è cordiale, fedele e perdutamente innamorato della sua risoluta compagna.
C'è Rhage, dalla bellezza irresistibile e gli appetiti più voraci, maledetto da un'anatema che vuole si trasformi in una creatura mostruosa ed incontrollabile.
C'è Vishous, geniale, enigmatico e con il terribile dono della chiaroveggenza.
C'è Phury, il martire, l'altruista, che vive nel rimpianto e nell'espiazione.
C'è Zsadist, il gemello di Phury dal passato inenarrabile. Forse un sadico, forse un masochista, forse completamente pazzo. Per certo il più imprevedibile e letale (il mio preferito in assoluto!).
E poi ci sono figure finora secondarie, ma altrettanto affascinanti come la dolce Marissa, principessa triste e promessa sposa di Wrath.
O Butch O'Neal, Ossoduro, l'autoironico sbirro col coraggio da leoni ed i mezzi sbrigativi.
Sicuramente anche Beth, protagonista femminile di questo primo romanzo, è una figura riuscita. E' una donna forte, dal passato molto difficile e dalla vita indipendente. Una donna in cerca di risposte a domande che neppure è consapevole di porsi. Sarà Wrath a rivelarle le sue origini e la verità sulla sua natura. Beth è una mezzosangue, figlia di un'umana morta nel darla alla luce e di Darius, vampiro di nobilissimo lignaggio e rispettato membro della Confraternita del Pugnale Nero. Ogni vampiro venticinquenne subisce la "transizione", dolorosa mutazione che segna il passaggio all'età adulta e la manifestazione della vera natura vampiresca, con i suoi poteri e le sue necessità. Darius strappa a Wrath la promessa di assistere sua figlia durante quel momento, nella speranza che il sangue puro del re le permetta di sopravvivere al cambiamento.
Beth resta sconvolta dalle rivelazioni di Wrath, dalla scoperta di un mondo soprannaturale di cui si trova perfino ad essere parte. E l'attrazione magnetica che scatta tra loro, imprevista ed incontrollata, sbalordisce entrambi. Il loro è sesso selvaggio da annebbiare il cervello, gelosia, possesso... ma diventa presto anche altro: tenerezza, confidenza, protezione reciproca, amore vero.
Nel corso del romanzo la Ward alterna con grande abilità l'io narratore trai vari personaggi, filtrando così situazioni e caratteri attraverso occhi diversi in un risultato più completo, più critico, più umano ed appassionante. Il cast, sicuramente nutrito, viene gestito benissimo dall'autrice e sebbene "Dark lover" sia il primo di una serie di romanzi, non risente dell'effetto "introduzione": la presentazione di questo mondo e l'entrata in scena dei vari personaggi sono raccontati con molta naturalezza e senza forzature, donando l'impressione di conoscerli da sempre.
In conclusione "Dark Lover" è un romanzo avvincente di azione pura, travolgente passione, virile cameratismo e gustosa ironia.
Consigliatissimo a chi ama i personaggi forti, gli eroi non convenzionali e non si fa impressionare dalla violenza e dalle tinte metropolitane più cupe.
Per quanto mi riguarda mi sono già procurata il secondo e terzo libro in lingua inglese: non ho nessuna intenzione di abbandonare tanto presto i magnifici personaggi di questa saga.

Lener

Altra recensione su Dark Lover by Naan

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venerdì, 17 ottobre 2008 ¦ Permalink
categoria : reviews, historical, keepers, deborah simmons

RECENSIONE:  IL CAVALIERE ROSSO ( The devil's lady ), di Deborah Simmons

Anno: 1994

Edizione originale: Harlequin Historical

Pubblicato in Italia da: I Grandi Romanzi Storici-Agosto 1996 (I edizione). I Grandi Romanzi Storici Special-Novembre 2003 (II edizione). Sperling & Kupfer 2007 "La scelta del cavaliere rosso"

Formato: paperback

Livello di sensualità: warm

Genere: medievale

Ambientazione: Inghilterra, XIII° secolo

Collegamenti con altri romanzi: "La bella prigioniera" "Maiden Bride", sequel di questo romanzo.

Voto: 10/10

Trama: Abituata fin dall’infanzia ad assumersi le sue responsabilità di castellana di un grande, prospero feudo, Aisley si ribella all’idea che, poco dopo la morte di suo padre, il re le imponga di scegliere un marito. Ma forse, se la sua scelta cadesse su un cavaliere dalla fama troppo sinistra, il sovrano potrebbe rifiutarsi di approvarla, e lei sarebbe libera. Sembra un piano realizzabile, ma Aisley ha fatto i conti senza il re… e soprattutto senza Piers Montmorency, il forte, temibile, misterioso Cavaliere Rosso…

Lo confesso: sono in difficoltà nel recensire questo romanzo, perché raramente, purtroppo, ho avuto il grande piacere di una lettura tanto coinvolgente, dalla narrazione impeccabile, i personaggi umanissimi e le atmosfere seducenti.
Piers Montmorency, il Cavaliere Rosso, è un barone circondato da oscure leggende. Si dice sia un feroce guerriero e si dice anche frequenti stregoni ed alchimisti, che nelle ombre del suo tetro maniero si svolgano sabbah e riti malefici, che lui stesso pratichi la magia nera e si diletti con le arti occulte.
Aisley De Laci è una giovane donna istruita, una castellana capace, che desidera salvaguardare il feudo della sua famiglia e la propria indipendenza. Non è affatto un'eroina anacronisticamente femminista o ribelle (come spesso succede con le protagoniste dei romance medievali), ma una ragazza costretta ad assumersi molto presto grandi responsabilità, che è dovuta maturare in fretta e che non ha mai conosciuto la dorata spensieratezza dell'infanzia, vuoi anche per una famiglia di nobilissimo orgoglio ma ben poco calore. Ciò che mi è piaciuto molto di Aisley è stato il suo carattere propositivo: è una ragazza molto intelligente, forse un po' avventata in certe sue risoluzioni, ma che cerca sempre di farsi forza e di affrontare con lucidità e buon senso ogni situazione. Ed avrà bisogno fino all'ultima oncia di lucidità e buon senso per affrontare il Cavaliere Rosso! Re Edoardo, infatti, sbalordisce Aisley e tutta la corte benedicendo la sua scelta ed ordinando la giovane sia accompagnata al castello di Montmorency per celebrare immediatamente le nozze. Ed ecco entrare in scena il terzo grande protagonista di questo romanzo: il buio. Cupo e fatiscente è il maniero di Montmerency, nell'ombra viene celebrato il matrimonio tra Aisley e Piers, nelle tenebre è immersa la camera del barone. Nelle ombre in cui è costretta a muoversi è una battaglia continua per Aisley
non farsi suggestionare dalla superstizione che circonda il Cavaliere Rosso... così come le è impossibile non rabbrividire per la voce roca del suo misterioso marito, non lasciarsi sedurre dall'enigma che lui rappresenta nell'oscurità languida e vellutata che sempre avvolge i loro incontri. Piers non si concede alla vista della sua giovane sposa ed ad Aisley è concesso unicamente il tatto per imparare a conoscere suo marito in notti di passione tanto travolgenti da indurla a domandare se davvero non sia stata stregata. Quest'opera della Simmons mi ha felicemente ricordato l'antica e splendida favola di Amore e Psiche e non nascondo il mio cuore abbia sobbalzato quando Aisley, disobbedendo alla volontà del marito, accende una candela per spiare finalmente l'aspetto del suo sposo addormentato...
Una storia avvincente, romantica ed appassionata, curata nei suoi dettagli e nei suoi contesti, ci si immerge insieme ai personaggi in ogni scena ed in ogni momento si vivono le loro emozioni: le speranze, le paure, si avverte la loro forza, si comprendono le loro fragilità.
Un romanzo bellissimo ed una storia d'amore meravigliosa!

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lunedì, 13 ottobre 2008 ¦ Permalink
categoria : fiction, reviews, historical, keepers, jonis agee

RECENSIONE: THE RIVER WIFE  di Jonis Agee


Publisher / Edizione originale : Random House

Year / anno : 2007

Genre-Setting / Genere-Ambientazione :  Historical fiction - Missouri 1811-1950 / Narrativa storica - Missouri 1811 - 1950

Format / formato : hardcover / rilegato

Sensuality Rating / Livello di Sensualità :  subtle / sottile (non trattandosi di romance l'indicazione ha valore relativo)

Rating/Voto : 8,5 /10

Edizione Italiana : di prossima pubblicazione (Novembre 2008) nella collana OSCAR EMOZIONI, col titolo "La Sposa del Fiume"

Collegamenti con altri libri / Connection to other books : nessuno


E’ il 1930, Hedie Rails Ducharme arriva con il marito Clement Ducharme a Jacque’s Landing, la grande proprietà sul fiume Mississippi, a poca distanza da New Madrid, Missouri, appartenenete alla famiglia del marito da oltre un secolo. E’ giovanissima, incinta e innamorata, e ancora non conosce il lato oscuro che accomuna tutti i Ducharme, ma fin dal primo momento la casa e la terra che la circonda le provocano come un brivido. Ben presto Clement inizia ad assentarsi la notte per occuparsi di misteriosi affari e, lasciata sola, Hedie si trova spesso insonne ad aggirarsi per quella grande casa, piena di vecchi oggetti, di rumori, di scricchiolii e di strane presenze.
Attraverso alcuni diari trovati per caso, scoprirà la storia di Jacques Ducharme, uomo carismatico, cacciatore di pelli, pirata e tagliagole, della sua prima moglie Annie Lark, che ha salvato ragazzina da morte certa dopo il terribile terremoto di New Madrid del 1811, unica veramente amata e morta tragicamente, di tutte le altre donne che sono entrate nella sua vita: la sua amante Dealie, la sua seconda moglie, l’infedele Laura, la sua schiava nera liberata e compagna di scorrerie Omah, e sua figlia Little Maddie, madre di Clement… tutte spose del fiume, perché il fiume, come Jacques, come questa enorme proprietà per la quale i Ducharme da più di un secolo sono disposti a sacrificare tutto, cattura e non lascia più andare.


 ATTENZIONE : possibili spoilers !

La prima cosa che mi viene da dire, su questo libro, è che non si dimentica. Non è una lettura che si finisce rimettendo il libro sullo scaffale, anche dopo giorni non si può fare a meno di pensarci, di riviverlo, perché è un romanzo che colpisce, anche se non sempre nel modo migliore.
Non è un romanzo perfetto.
La prima parte è semplicemente spettacolare. La storia di Annie e Jacques è stupenda, emozionante come poche e lascia un segno profondo nel lettore. Il terremoto di cui ci parla Jonis Agee è un fatto storico reale, descritto con tale realismo da tenere il lettore incollato alle pagine.
Jacques è un uomo di grande carisma, forte, pericoloso, a tratti il migliore degli uomini a tratti il peggiore. Sembra uscire dalle pagine, come i suoi sorrisi affettuosi verso la giovane moglie zoppa e le sue azioni efferate. La scena in cui uccide a freddo uno schiavista per appropriarsi dei tre schiavi negri è sconvolgente e nello stesso tempo ammaliante nella sua crudezza, e il lettore non può che provare quello che prova la stessa Annie. Mentre quella della lotta tra i cani e la morte della figlioletta è cruda in modo quasi gratuito, e per questo scioccante.
La seconda parte è un po’ più lenta, ma apprezzabile. Laura e Omah sono personaggi forti, soprattutto quest'ultima, ma è sempre Jacques il vero protagonista, insieme alla terra e al fiume, e come la terra e il fiume ci appare sempre più come un uomo senza età, che nessuno può sconfiggere e che tutti temono. Protagonista anche nella morte, poiché la sua ombra domina anche tutto il racconto di Little Maddie, sua figlia, fino alla scoperta del suo corpo, che ci porta alla virtuale conclusione del romanzo. 
La terza parte, rispetto alle precedenti, è decisamente carente. Carente per la fine troppo affrettata (dopo più di 500 pagine!), per il carattere debole dell’ultima Ducharme, Hedie, che non regge sicuramente il confronto con le precedenti “consorti del fiume”, e per l’atto finale con cui entra di fatto nell’oscura tradizione di famiglia: la morte di Clement, che lascia l’amaro in bocca e non pochi interrogativi rimasti insoddisfatti.
Hedie conclude una saga di donne, ma in realtà il vero protagonista di questo libro, intitolato alla compagna del fiume, è il fiume stesso, ovvero Jacques.
Non è facile identificarsi in queste donne, ma ci si ritrova trascinati nelle loro vicende proprio come si trattasse del fiume in piena, e si possono apprezzare, amare, detestare, condannare con pari intensità. Non è un libro con una fine, bella o brutta, in realtà la vicenda dei Ducharme non si conclude, forse questa è una pecca… ma anche un pregio, perché ci porta a pensarci, a ripensarci, a rifletterci, a risentire le emozioni che ci ha lasciato, negative o positive che siano, ed è indubbio, che in un qualche momento, vicino o lontano, ci si senta tentati di riaprirne le pagine.

nota storica:
Nell’inverno del 1811-12, la regione centrale della Mississippi Valley fu colpita da tre tra i più forti terremoti nella storia degli Stati Uniti. Anche oggi, questa regione ha più terremoti di qualsiasi altra parte degli Stati Uniti ad est delle Rocky Mountains.
I 400 residenti della città di New Madrid (Missouri) furono svegliati brutalmente nel cuore della notte da una violenta scossa e un tremendo ruggito. Era il 16 Dicembre del 1811, e si era appena verificato un potentissimo terremoto. Questo fu il primo di tre terremoti di magnitudo 8 seguiti da migliaia di scosse di assestamento che sconvolsero la regione quell’inverno. I sopravissuti raccontarono che i terremoti aprirono brecce sulla superficie, fecero ondeggiare la terra, e sprofondare o innalzare intere aree. La ciurma del battello New Orleans raccontò di avere ormeggiato nei pressi di un’isola che il mattino successivo era scomparsa sotto le acque del fiume Mississippi.

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giovedì, 18 settembre 2008 ¦ Permalink
categoria : reviews, keepers, contemporary, diego galdino

RECENSIONE:   L’OSSERVATORE DI FOGLIE di Diego Galdino

Anno: 2008

Editore: EdiLet - Edilazio letteraria

Genere: contemporaneo

Formato: brossura

Ambientazione: Stati Uniti, Vermont

 Livello di Sensualità : kisses( dolce )

Voto: 9/10

Il romanzo, L’osservatore di foglie, è una classica commedia romantica americana trasportata su carta. Non è facile individuare i veri protagonisti della storia, potrebbero essere Dea Martin, la giovane giornalista arrivata dalla piccola cittadina di Bennington in prova per tre mesi al New YorkTimes, Clark Kent, il collega di cui s’innamorerà, ricambiata, durante il suo tirocinio nella grande mela. Oppure i protagonisti della storia potrebbero essere, il Vermont, definito per la sua bellezza ‘il secondo stato di ogni americano’, gli alberi di Bennington che attendono l’autunno per cambiare colore con un effetto domino naturale unico al mondo. O ancora il protagonista della storia potrebbe essere semplicemente ‘L’AMORE’ che porta un giornalista di New York a fingersi ‘Un osservatore di foglie’ e correre a Bennington per far innamorare di nuovo l’unica donna che voleva al suo fianco.....

Così, dopo aver dato ancora una sbirciata al solitario, Dea allungò una mano per accarezzare il volto di sua nonna. “Mi serve il tuo aiuto, ho un matrimonio tra due settimane.” Clark non c’era più: il suo ricordo, la sua essenza, l’amore che egli rappresentava per lei, divenne solo puro pensiero, volato via dalla mente per volteggiare nell’aria, sospinto, insieme con le prime foglie cadute dagli alberi, dal primo vento autunnale lontano da Bennington, lontano dal Vermont, lontano da lei».


Dea è una bella ragazza bionda con occhi color acquamarina dotata di un carattere solare, amichevole e spensierata, ma è anche attaccata ai valori e doveri familiari e come tante ragazze ha un sogno nel cassetto, ossia diventare giornalista del New York Times.
Con la valigia piena di belle speranze, Dea  lascia oltre che  il suo paese d’origine  e la sua  casa, un  fidanzato che sa di non amare  più, se mai lo ha amato.
La sua avventura al momento è in cima ai suoi pensieri e come tante ragazze vuole darsi un’occasione nella vita prima di fare il gran passo, ossia sposarsi.Quante di noi possono dire di averlo fatto?
Clark Kent è un giornalista del Times, (non è uno scherzo ! a quanto pare ha pure la tutina nell’armadio!!!) che stringe amicizia con la bella  collega Dea, e che passando tanto tempo assieme  a lei finirà per amare.
La sensibilità, l’umorismo l’ironia e la simpatia del giovane conquistano Dea che vede Clark come un esemplare (secondo il mio parere) in via d’estinzione.
Infatti Clark possiede una sensibilità non comune, che affascina Dea. Inoltre lui  riuscirà a  sfidare il destino per aver diritto alla sua fetta di felicità con la donna  che ama.
Ma  Clark è anche  un giovane che coglie le sfumature, che comprende le esigenze di una donna e i dettagli che spesso paiono insignificanti alla maggioranza degli uomini e invece hanno un'importanza fondamentale in una relazione.
Chi ha scritto il libro ha  dotato di una sensibilità  straordinaria il personaggio maschile e di una fortuna sfacciata in amore  quella femminile!!! Ma anche gli altri personaggi sono a dir poco mitici, come la nonna di Dea, adorabile e indipendente vecchietta, che affitta le stanze della sua casa a degli affittuari per la stagione autunnale, in modo da non dipendere dal perfido genero, il padre di Dea, che la vorrebbe rinchiudere in un ospizio, e al simpatico Mr. Bentley uno dei suoi ospiti, che tratta Clark come un figlio, oppure all’antipatico Rufus,  il prepotente fidanzato della ragazza, per giungere infine alla figura sottomessa della madre di Dea, donna succube del marito, che dimostra di non avere carattere.
Tutti questi personaggi rendono la storia degna di essere letta. Indimenticabile è il bellissimo luogo che fa da cornice alla storia: il Vermont, con i suo caratteristici boschi dove dimorano i suoi “figli” gli alberi, che per un effetto del tutto naturale in autunno subiscono una metamorfosi particolare che richiama molti appassionati del genere e che non dirò perché chi ha scritto il libro ha descritto la trasformazione in maniera splendida.
Ci sono delle storie che leggiamo per puro piacere, per distrazione, perché ci piacciono, perché adoriamo leggere, ci rilassiamo con un bel libro, sprofondati comodamente in un divano, e ci isoliamo dal resto del mondo, poi ci sono le storie che ti gratificano culturalmente, che ti fanno sospirare, piangere, arrabbiare e ci sono storie  che ti conquistano all’istante!
La mia empatia con un libro in genere avviene subito dalle prime pagine , qualche volta si evolve più in là, perché sono una lettrice che dà sempre una possibilità a un libro andando sino in fondo….poi ci sono libri come questo appena letto che mi fanno sentire veramente bene!
Leggere nutre la mia  mente, il cuore, ma più di tutto, nutre la parte astratta  di me stessa, quella parte che non si vede ma che c’è e che conta più di tutto: l’anima.
Alimentare l’anima è molto difficile, e quando leggi un libro  che riesce nel compito, sei felice, soprattutto se è scritto da un uomo, perché L’osservatore di foglie è scritto da un uomo, con una sensibilità straordinaria che tocca nel profondo, specialmente se ci si immedesima nella protagonista femminile Dea, baciata dalla fortuna che le ha donato un uomo come Clark, ed è per questo che mi  ha colpito tanto il libro, per il modo in cui il protagonista ama  la sua donna. Amore che  fa bene oltre al cuore, anche all’anima. Indimenticabile è la descrizione accurata e poetica dello scrittore sull’evento naturale che la natura ha donato al paesaggio bucolico del Vermont .
Se consiglio la lettura? Assolutamente sì, trovo che Diego Galdino sia un ottimo scrittore, tanto che  “ Il giornale”   lo ha definito il Nicholas Sparks made in Italy.

 By Andreina 

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RECENSIONE:  DARK LOVER  by J.R. Ward


Publisher : Signet

Year : 2005

Genre / Genere : Contemporary-Paranormal / Contemporaneo-Paranormale

Setting / Ambientazione : Caldwell, New York

Format : Paperback

Sensuality Rating / Livello di Sensualità :  Hot / Bollente

Rating/Voto :  8/10

Edizione Italiana
DARK LOVER, edizione originale Euroclub
Mondolibri 2008 in uscita a breve.
Per saperne di più ecco il link della news :
http://romancebooks.splinder.com/post/17130447

Collegamenti con altri libri  / Connection to other books : è il primo romanzo della serie paranormale "BLACK DAGGER BROTHERWOOD" ovvero "LA FRATELLANZA DELLA DAGA NERA", così composta:

1. DARK LOVER, storia di Wrath;
2.
LOVER ETERNAL, storia di Rhage;
3. LOVER AWAKENED, storia di Zsadist;
4. LOVER REVEALED, storia di Butch;
5. LOVER UNBOUND, storia di Vishous;
6. LOVER ENSHRINED, storia di Phury (in uscita a giugno)

"Daga" (dal latino daca) è una spada corta e robusta a doppio taglio, in cui spesso il codolo si estende dall'impugnatura lungo la linea centrale della lama, che in genere  Veniva usata come arma secondaria da difesa in combattimento, e rappresenta l'arma distintiva dei Vampiri Guerrieri di J.R. Ward, che le usano in coppia.

La serie della "Fratellanza della Daga Nera" ha praticamente spopolato negli Stati Uniti, e dopo appena una decina di pagine di questo romanzo ho capito il perchè.
Avevo i primi due romanzi della serie nella mia pila di libri da leggere da molto tempo, addirittura credo da quando vennero pubblicati, ma per una ragione o per l'altra non avevo mai avuto l'occasione di prenderli in mano. Poi, recentemente, c'è stato una specie di boom tra chi di noi ama i paranormali, un frenetico passa parola, e mi sono detta "proviamoli".
Dire che non riuscivo a staccarmene è un eufemismo, e arrivata a metà ho aperto ibs e acquistato tutti i titoli successivi che mi mancavano, con la speranza che arrivassero con perfetto tempismo a lettura conclusa del secondo. Così è stato, e per alcuni giorni questa è stata la mia "droga" :-)

Dark Lover ci introduce la "Fratellanza", un gruppo eletto di Vampiri Guerrieri con straordinarie abilità e poteri, ma anche in qualche modo tormentati e maledetti, guidati da Wrath, l'ultimo vampiro di sangue puro esistente sulla Terra ed erede della stirpe reale, conosciuto come il "re cieco", perchè nella transizione ha perduto quasi completamente la vista.
Il compito di questi guerrieri è quello di proteggere la loro razza dall'estinzione e conducono una guerra ferale e senza quartiere contro i Lessers, un'armata di assassini non-morti creati da un'entità di puro male : l'Omega, con il solo scopo di annientare la razza dei Vampiri e far torto alla divinità che li ha creati: la Vergine Scriba.

Dark Lover è la storia di Wrath, ma ci fa conoscere tutti i sexy, affascinanti e letali guerrieri che compongono la Fratellanza, Vishous, Zsadist, Phury, Tohrment, Rhage, Darius ... e dell'incredibile rapporto che li lega l'uno all'altro.
L'Ultimo Vampiro purosangue incontra il suo Fato in una mezzosangue : Elizabeth, figlia di una donna umana e di Darius, il guerriero che rimane vittima dei Lessers all'inizio del libro.
Wrath non ha nessuna intenzione di rimanere invischiato con questa mezzosangue, ma l'affetto che lo legava a Darius gli impone di adempiere a quanto l'amico gli aveva chiesto come favore personale : occuparsi di sua figlia durante la transizione.

Tutti i giovani Vampiri, attorno ai 25 anni, devono affrontare la transizione che se non viene assistita da un Vampiro adulto può portare anche alla morte. Elizabeth avrà bisogno di lui e del suo sangue per vivere… ma è all’oscuro della sua natura. Vissuta come orfana fin da quando è nata non sa chi siano i suoi genitori, e soprattutto non sa che suo padre era un Vampiro. A Wrath sta il compito di istruirla e farle superare la transizione per poi affidarla a un Vampiro maschio… facile a dirsi, ma non altrettanto a farsi, considerato il fatto che tra loro scaturisce un’insaziabile passione, impossibile da controllare o da negare.

Una parola speciale merita Butch, il poliziotto rude che per salvare Elizabeth da quello che lui crede un trafficante e un assassino (Wrath!), finisce per rimanere invischiato nella Fratellanza, e diventare il primo umano ad esservi ammesso e a vivere con i Guerrieri (perchè tutti lo trovano simpatico e nessuno ha voglia di ucciderlo!)

Una nota di merito all’autrice per aver creato dei cattivi veramente rivoltanti. I Lessers non sono umani, poiché l’Omega toglie loro l’anima, e col tempo perdono tutte le loro caratteristiche fisiche, come i lineamenti, la carnagione, il colore degli occhi e dei capelli, per diventare sempre più simili, esseri privi di colorazione, con capelli e occhi bianchi. Perdono in questo modo anche la loro individualità, non hanno identità (si chiamano Mr. O, o Mr. X), sono esseri infidi, mediocri, marionette nelle mani del male e per questo letali, che hanno anche un grande vantaggio sui Vampiri: possono muoversi di giorno! e non c’è pericolo che il lettore si lasci intrigare da loro (come avviene spesso nei Romance con cattivi di un certo calibro).

La trama è entusiasmante, i personaggi sono secondo me unici, ben modellati e intriganti, si finisce il libro d’un fiato e non si vede l’ora di iniziare il successivo (come ho fatto!).
Avendo letto parecchi libri di Sherrilyn Kenyon, però, non posso fare a meno di paragonarli, e devo dire che, sebbene differiscano concettualmente (qui i vampiri non sono i cattivi!) preferisco per certi versi il background della Kenyon, molto più fantasioso e legato alla mitologia che lascia spazio anche ai cattivi.

 
Altra recensione di Dark Lover by Lener

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mercoledì, 26 settembre 2007 ¦ Permalink
categoria : reviews, lisa kleypas, keepers, contemporary, women fiction, sugar daddy

RECENSIONE / REVIEW : SUGAR DADDY   by Lisa Kleypas

Publisher / Editore: Piatkus( UK edition)

Year / Anno:2007

Format : Mass Market Paperback - pg 371

Edizione Italiana: Mondadori Oscar emozioni

Genre / Genere :  Women Fiction Contemporary / Contemporaneo

Sensuality rating / Livello di sensualità : Warm/Caldo

Rating / Voto : 9/10

When I heard that Lisa Kleypas was the next to join the legion of writers turning to contemporary, I couldn't refrain from rolling my eyes. No, not her, too!
What's going on? Ok, they've been blathering about the crisis of the historical for ages; ok, sometimes we need to try something new...but none of them has ever heard the old say" better the devil you know than the devil you don't?"
So it was with some trepidation that I picked up the book, expecting some disappointing reading like Dodd's contemporary, or something enjoyable but unconvincing like Enoch's or Brockway's ones. Much fuss about nothing! Listen to my advice: just relax and enjoy!

Before starting let me warn you, though is a great book, it’s not a real romance, I would say is more of woman fiction, I dare say that it reminds me a bit of some young adults I used to love- I still love- when I was a teenage.

The story it’s told by the heroine and starts when Liberty Jones is just 14. Her Dad died when she was only 4 years, and since then her Mum had a long string of boyfriends. Following the latest good-for-nothing lover, they move to Welcome, Texas, to live in a shabby trailer park.
Shortly after her arrival, she meets Hardy, one of the local “ bad boys”, a loner  who comes from a difficult family. Even if he is only 17, Hardy has been working and taking care of his family since his father was convicted.
Liberty instantly stirs Hardy’s protectiveness, and  they both fall hard for each other, but the boy has no intention to follow his heart: he wants to leave Welcome to chase after his big dreams, and he won’t allow anyone to keep him from realizing them.
As the years pass, Liberty adjusts to her new life, she makes friends and little by little she learns to be more self-confident, helped by the realization that she is a beautiful girl, in spite of those exotic features that have always made her very self-conscious.
When Diana becomes pregnant and gets rid of her idle boyfriend, Liberty feels like she can finally grasp her dream of having a “family”. The birth of her baby sister, Carrington, is a turning point in her life, the two sisters instantly develop a deep bond, which excludes the probably depressed mother. Liberty is fiercely devoted to little Carrington and acts more like a mother than a sister to her, and this is almost going to break her  teenage endurance. Fortunately, Hardy,  solid and reliable as always, is there to help her.
But when tragedy strikes, his interior demons and his hunger for success have already driven him far away, to a risky job with an oil company.
At eighteen Liberty finds herself alone in the world, with a baby sister to care for. She doesn’t know what to do with her future, or either how to grant a living for the two of them, the only thing she’s sure of, is that no one is going to take Carrington away from her, so she is ready to do all it’s needed to get her custody.
With the help of some friends she finds a part time job, and one of them, Miss Marva, volunteers to baby-sit little Carrington. In the meanwhile, she makes up her mind and apply for a scholarship to a beauty school.
Her efforts are rewarded, and shortly after graduation she finds a job in a very exclusive saloon in Houston.
Here she meets one of the richest and most powerful men in the city, Churchill Travis, who takes a fatherly interest in her, though everybody assumes that Liberty is hunting for a sugar daddy.
The innuendos become stronger when the tycoon offers the girl the position of personal assistant and ask her to move into his house with Carrington. Here Liberty discovers that her most bitter enemy is Churchill’s son, the enigmatic and aloof Gage, who considers their new guest  an obnoxious gold-digger.
However, “he who blames, would buy”.

After years of hardships and struggles she can finally achieve something that goes beyond her dreams; but when she thinks she has left it all behind, her past knocks at the door, threatening her happiness and forcing her to choose between her childhood sweetheart and her new, grown love.

As I’ve told you, I was sceptical, even a bit worried, when I picked up this book, but by the first quarter of the story I was very interested, and half-way down I was so engrossed by the book that I couldn’t put it down.
I was impressed  by how Kleypas moved effortlessly from historical to contemporary setting, and by how she skilfully switched from her usual third-person narrator to the first-person. Thanks to this device we can get to know Liberty better, and follow her as she develops from a shy and self-conscious teenage, to a confident and self-possessed young woman.

Liberty is a delightful and well developed heroine, though she may lack the charisma of some of Kleypas’ best ones, she is still a complex and endearing character. I admired her strength, ingenuity and  devotion. What bothered me, instead, was that most of her success, and pivotal choice were somehow favoured by external help, if this is acceptable in a historical, I doubt it really works in this post-feminist age. In my opinion, all these meddling are somehow responsible for her retaining her naivety (sometimes she’s scathingly guileless, and undoubtedly the first-person narration enhanced this effect); maybe some more blow, and less aid, would have turned her in a  harder and  more conscious woman.
Nevertheless, all said and done, I think we all envy  Liberty her luck: finding two wonderful men!

Yes, because if I might have some slight doubts about Liberty, I’m utterly convinced of the two male characters. Who is familiar with Kleypas historical, will recognize “her” hero, the larger-than-life alpha male, macho, dominating, at times ruthless, however, sensitive, caring and absolutely gorgeous! 
Hardy and Gage are likable characters, different but similar in their pursuit of what they want, they may come from different backgrounds but they are both fighters, and if you go beyond the surface, and the questionable moves one of them did at the end of the book, you’ll find the same drive, the same qualities and principles. The choice of the Texas setting, suits them, because they blend perfectly in this old-fashioned, male-dominated environment.

Personally, I fell in love with both of them ( don’t dare to judge me!! No romance reader can claim to be a monogamist! If you don’t believe me, have a look at Kinsale’s excerpt), but Gage won me at page 322( UK edition) when, while in the limo, he tells Liberty: “I’d do almost anything for you. I think I’d kill for you. But I’m not going to comfort you while you cry in my arms over another man.”
That’s a macho!!

However, I’m really happy that Kleypas next contemporary(oh, yes!!) will feature  Hardy as the hero!!
A pity we have to wait  March 2008!!


Quando ho sentito che anche la Kleypas sarebbe andata ad ingrossare le fila delle autrici che si sono convertite al romance contemporaneo, non ho potuto trattenere la mia esasperazione! No, non lei!
Ma che gli prende a ‘ste autrici? Ok, è da un po’ che si blatera sulla crisi dei romance storici; ok, ad un cero punto nella vita abbiamo bisogno di intraprendere nuove strada…ma nessuna di loro ha mai sentito il vecchio adagio “chi lascia la vecchia per la nuova…”?
Quindi, è con molta trepidazione che ho intrapreso questa lettura, non sapendo se aspettarmi un qualcosa di deludente come il contemporaneo della Dodd, oppure un libro piacevole, ma poco convincente come quello della Enoch o della Brockway. Tante storie per nulla! Vi do  un consiglio: rilassatevi e godetevi la lettura.

Prima di iniziare, però, vi avverto: pur essendo un libro molto bello, più che un romance lo definirei un Woman Fiction, addirittura a me ha ricordato alcuni dei Gaia Junior che tanto amavo –amo- da ragazzina.

La storia inizia quando Liberty Jones ha 14 anni. Suo padre è morto quando lei aveva solo 4 anni, e da allora sua madre ha avuto una lunga fila di fidanzati. Sulla scia dell’ultimo amante buono  a nulla, si trasferiscono a Welcome, una cittadina nel Texas, per vivere in uno squallido  campeggio per roulotte.
Poco dopo il suo arrivo, incontra Hardy Cates, uno dei ragazzacci della zona, un solitario con alle spalle una famiglia disagiata. Anche se ha solo 17 anni, Hardy già lavora e si occupa della sua famiglia, dato che il padre è in prigione.
Liberty ispira immediatamente un forte istinto protettivo in Hardy, e si innamorano immediatamente l’una dell’altro, ma sfortunatamente il ragazzo non ha intenzione di seguire il suo cuore: vuole lasciare Welcome per inseguire i suoi sogni di ricchezza, e non permetterà a nulla di frapporsi tra lui e la loro realizzazione.
Con il passare del tempo, Liberty si adatta alla sua nuova vita, fa nuove amicizie e, piano piano, impara ad avere più fiducia in sé stessa, anche aiutata dalla scoperta della propria bellezza, nonostante i tratti esotici che l’hanno sempre fatta sentire inadeguata.
Liberty sente di far parte finalmente di una “famiglia”, quando scopre che Diana aspetta un bambino e ha buttato fuori di casa il suo inetto compagno. La nascita della sua sorellina, Carrington, è una svolta importante nella sua vita. Liberty è attaccatissima alla piccola Carrington, e si comporta più come una madre che una sorella, caricandosi di responsabilità troppo onerose per la sua giovane età. Fortunatamente, Hardy, solido ed affidabile come sempre, è pronto ad aiutarla.
Tuttavia, quando la tragedia si abbatterà sull’esistenza di Liberty, i suoi demoni interni, e la sua smania di successo, avranno già portato il ragazzo lontano, impegnato in un rischioso lavoro su una piattaforma petrolifera.
A soli 18 anni, Liberty si ritrova sola al mondo, con una sorellina piccola da accudire. Non sa né cosa fare del suo futuro, né come provvedere a loro due, l’unica certezza che ha, è che non permetterà a nessuno di separarla da Carrington, ed è pronta a fare tutto ciò che è necessario per ottenere la sua custodia.
Grazie ad alcuni amici, riesce a trovare un lavoro part-time, e una sua vicina, Miss Marva, si offre come baby sitter per la sorellina. Nel frattempo, Liberty decide di iscriversi ad un corso per estetista e riesce ad ottenere anche una borsa di studio.
I suoi sforzi vengono premiati, e poco dopo il conseguimento del diploma, riesce a trovare un lavoro con buone prospettive di carriera in uno dei più esclusivi saloni di bellezza di Houston.
Qui la ragazza incontra uno degli uomini più ricchi e influenti della città, Churchill Travis, che si interessa, in modo assolutamente paterno, alla sua vita, anche se la gente è convinta che Liberty sia a caccia di un amante vecchio e ricco.
Le insinuazioni si fanno più forti quando il magnate offre alla giovane il posto di sua assistente personale, a condizione che lei e Carrington vadano a vivere nella sua villa.
Una volta ospite di Travis, Liberty scopre che il suo più acerrimo nemico è il figlio maggiore del suo benefattore, l’enigmatico e freddo Gage, che le dice chiaramente di considerarla una disgustosa mantenuta.
Ma, “chi disprezza, compera”.

Dopo anni di fatiche e privazioni, Liberty riesce ad ottenere qualcosa che va oltre i suoi sogni più rosei; ma, quando pensa di essersi ormai lasciata il passato alle spalle, questo ritorna a bussare alla sua porta, minacciando la sua felicità e costringendola a scegliere tra il suo amore d’infanzia e il suo nuovo amore da adulta.

Come vi ho già detto, ero molto scettica e, anche un po’ preoccupata, riguardo questo ‘esordio’, ma ad un quarto del libro ero già  molto presa, e a metà ero così immersa nel racconto che non sono riuscita a metterlo giù finché non l’ho finito.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla facilità con cui la Kleypas è riuscita a transitare dai romanzi di ambientazione storica a i contemporanei, e dalla maestria con cui è passata dalla narrazione in terza persona a quella in prima persona. Grazie a questo artificio, riusciamo a conoscere Liberty in maniera più completa, e seguirla mentre matura da timida ed impacciata teenager a giovane donna sicura e padrona di sé.

Liberty è un’eroina piacevole e ben sviluppata, anche se forse manca del carisma di alcune delle protagoniste più riuscite della Kleypas, rimane comunque un personaggio complesso e accattivante. Ho ammirato la sua forza, la sua ingegnosità e la sua abnegazione. Invece, ho trovato un po’ fastidioso che la maggior parte dei suoi successi, e le sue scelte più importanti siano state in qualche modo manovrate da aiuti esterni; se questo è accettabile in uno storico, non credo che funzioni nella nostra epoca post-femminista. Secondo me, tutte queste ingerenze sono responsabili di quella ingenuità ( a volte è di un candore disarmante, e sicuramente la narrazione in prima persona ha amplificato l’effetto) che molti hanno criticato; forse qualche batosta in più e qualche aiuto in meno, l’avrebbero resa una donna più dura e consapevole.
Tuttavia, credo che tutte noi invidiamo a Liberty la sua sfacciata fortuna: aver trovato due uomini fantastici!

Eh sì, perché potrei pur avere qualche piccolo dubbio su Liberty, ma i due personaggi maschili mi hanno sicuramente convinto. Chi di voi conosce i libri della Kleypas, riconoscerà sicuramente il “suo” eroe, sopra le righe, carismatico, macho, dominatore, talvolta spietato, ma pur sempre sensibile, attento e assolutamente magnifico!
Hardy e Gage sono due personaggi accattivanti, diversi ma simili nella loro determinazione, pur venendo da realtà diverse, sono entrambi dei lottatori, e, andando oltre la superficie e soprattutto, oltre le azioni decisamente opinabili compiute da uno dei due, troveremo la stessa volontà, le stesse qualità e gli stessi principi. La scelta del Texas come sfondo per questa storia, si adatta perfettamente a loro, che ben si armonizzano nella sua realtà vecchio stampo e maschilista.

Personalmente mi sono innamorata di entrambi ( non provate a giudicarmi, eh!! nessuna lettrice di romance può dirsi monogama! se non mi credete, leggetevi il saggio della Kinsale), ma Gage mi ha definitivamente conquistato a pag 322( Ed UK) quando, mentre sono in limousine, dice a Liberty : "Farei quasi tutto per te. Penso che ucciderei per te. Ma non ho intenzione di consolarti mentre piangi sulla mia spalla per un altro uomo.”

Che macho!!
Comunque sono molto contenta che il prossimo contemporaneo della Kleypas( eh, già!!) avrà per  protagonista…Hardy.

Peccato che bisognerà aspettare Marzo2008!!

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martedì, 07 agosto 2007 ¦ Permalink
categoria : reviews, historical, conversion kit, lisa kleypas, keepers, where dreams begin

RECENSIONE : L'ALBA DEI SOGNI (Where Dreams Begin) by Lisa Kleypas

Publisher / editore: Avon

Year / anno di pubblicazione: 2000

Format: paperback

Genre / genere: historical, London 1830 - storico, Londra 1830

Sensuality Rating / Livello di Sensualità: hot/bollente

Italian translation / Edizione italiana:  L'alba dei sogni, Mondadori, serie I Romanzi Passione, 2007

Voto / rating:  9/10

Holly Taylor è una donna segnata dal dolore per la perdita del suo amatissimo marito, dopo tre anni di lutto stretto, ancora non riesce a tornare alla vita di società, né a dimenticare. Per sfuggire l’atmosfera opprimente di un ricevimento, si rifugia in giardino, e qui si ritrova, nel buio più cupo, abbracciata a uno sconosciuto, e persa in un bacio appassionato, che, con orrore di lei, le risveglia il desiderio di quello che non ha più, e le fa versare una lacrima. L’uomo si accorge solo tardi che lei non è la donna che aspettava, ma resta intrigato dalla reazione di lei, e quando lei fugge, fa in modo di scoprire di chi si tratta.
Zachary Bronson, è un uomo potente, infinitamente ricco e di successo, ma è anche un uomo di poveri natali, considerato volgare e rozzo dalla maggior parte dei membri del ton.
Holly Taylor è un modello di comportamento e perfezione, e Zachary le fa pervenire una richiesta a dir poco scandalosa: la invita a trasferirsi nella sua grande casa per istruire lui e la sua famiglia nei modi di comportarsi e di parlare in società. Le fa un’offerta che non può rifiutare, in cambio del suo servizio per un anno le verrà corrisposta la somma di trentamila sterline per la figlioletta Rose.
E contro ogni previsione, Holly accetta.
Ci vuole poco perché, sotto i modi bruschi e schietti di Zachary, il suo aspetto poco elegante e a volte selvaggio, Holly veda l’uomo che ha sofferto, lottato per la sua famiglia, e che è emerso con le sue sole forze e il suo intelletto, fino a diventare quello che è. A poco a poco, si accorge che il pericolo di provare qualcosa di molto più profondo per lui è in agguato, e lei ne ha paura.
Zachary non vuole innamorarsi di Holly, portandola a casa sua si aspetta prima o poi di riuscire ad attirarla anche nel suo letto, ma quando inizia a conoscerla, si ritrova impossibilitato a sedurla. La rispetta e lentamente, malgrado tutto, se ne innamora.
Quando, contro i loro stessi propositi, si ritrovano ad amarsi sotto un gazebo durante un temporale, Holly ne è terrificata: come può non avere una brutta fine, una storia tra due persone che appartengono a mondi così diversi?

E’ un libro bellissimo; i protagonisti indimenticabili, vengono da due mondi diametralmente opposti, lei quello della nobiltà, quello dell’eleganza, della gaiezza, della bellezza; lui quello dei ghetti, della povertà, della violenza delle strade e della vita, della lotta per emergere. Lei è delicata, bella, perfetta; lui rozzo, scuro, spregiudicato, spietato negli affari, considerato un arrivista da tenere a distanza in pubblico e a cui allearsi nelle speculazioni commerciali. Attraverso il compito di insegnargli i modi da tenere in società, e di introdurlo nei circoli più in vista, Holly scopre che sotto la dura scorza c’è un uomo generoso e altruista, che lotta per chi non ha niente e per chi lavora in condizioni disumane, e in se stessa, trova la voglia di vivere e il coraggio di amare ancora, nonostante il dolore immenso della perdita. E’ un libro profondo che fa commuovere e ridere, dallo stile capace di fare vedere e sentire, di catapultare il lettore in mezzo alla scena e di fargli provare le stesse sensazioni che provano i protagonisti.
Una particolarità di questa autrice è proprio lo stile, visivo, che coinvolge i sensi in modo quasi fisico, capace di proiettare il lettore nel pieno della scena, di fargli sentire quello che accade come se vi si trovasse dentro.
La scena di apertura, del bacio nel giardino, è estremamente suggestiva, il buio, il silenzio, il tatto che sostituisce la vista; sembra di esservi dentro, di sentire i respiri e le carezze. E’ una delle scene più sensuali che abbia mai letto, così come profondamente coinvolgenti sono le scene d’amore, dove questa grande diversità che li divide diventa complementare.

*****°*****

Where dreams begin è uno dei più bei romance che abbia letto sinora, e credo che meriti di essere inserito nel nostro Kit di Conversione con tutti gli onori.
Se avete letto questo libro fateci sapere la vostra opinione votando al sondaggio. 

Per saperne qualcosa di più sul Kit di Conversione andate a questo  link:
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mercoledì, 07 febbraio 2007 ¦ Permalink
categoria : reviews, historical, keepers, eloisa james, much ado about you

RECENSIONE : NON SENZA DI TE (Much Ado About You) by Eloisa James

Publisher: Avon, January 2005

Mass Market Paperback: 384 pages

First in a series followed by

- Kiss me, Annabelle

- The Taming of The Duke

- Pleasure for Pleasure

Pubblicato in Italia: con il titolo Non Senza di Te da Mondadori

Sensuality Rating: Warm/Caldo


I think, I’ve already told you of the strange feeling that envelopes me every time I finish reading a very good book: a mixture of contentment and satisfaction, with a touch of regret, perhaps blue, and wonder.

Now, I’m positively glowing! I’ve just reread Much Ado About You, and I’m here, sighing with contentment, and thinking of how amazing is this book, that always succeeds in pleasing, and cheering me up.

Usually, I’m not one to identify itself with its reading, I’m too analytic to actually enter in the story and live it. Yes, I can get involved, and be very taken by it, but feel it deeply, not to say get carried away…mmhh no, it’s most unlikely!

Nonetheless, MAAY has touched me deeply, and did tug at some heartstrings!

This book as some literary references, starting from the title- doesn't it ring familiar?-, and Eloisa James states that, it’s a sort of tribute to Louisa May Alcott, and it is, somehow, inspired to her works – indeed, the parallelism between the Essex sisters, and the March one, are undeniable, one for all…they are four!-. But don’t be deceived by the Little Women plot, because, as she says in the love letter to L.M. Alcott, the main inspiration for this book was Rose in Bloom. Indeed, the character and story of Draven Maitland, was inspired by Charlie, from Rose in Bloom, and, like him, he will live a very touching moment, that is practically lifted from Alcott’s book.

The story itself is nothing extraordinary, or convoluted. There’s neither heartbreaking dramas(at least not in the main story), nor big misunderstanding, though she makes good use of Regency romance leitmotivs; but it displays a composure and a restraint that is fascinating, even in the most crucial points. However what makes this book really outstanding, is the author ability to give to the story some interesting twists ( a pity that the back blurb gives them away), which take away any risk of being formulaic and hackneyed, and to proceed in a somehow maieutic way, to bring out and develop characters, who, at first, may seem a bit stereotyped.

Rafe Jourdain, Duke of Horlbrook, is named guardian of four girls, daughters of a Scottish acquaintance, the late Lord Brydone, and even though they've met only a few times, he accepts willingly this responsibility.

But poor Rafe gets the shock of his life, when he discovers that the four little darlings, as his friend Mayne puts it, he is expecting ( he has already settled a nursery with four nannies, four dolls, with all their nécessaire, and four rocking horses as tall as foals, so that the “babies” won’t have to fight over their toys), are indeed four head-strong, young women: Tess, the oldest, who is twenty four, Annabelle, twenty two, Imogen, twenty and Josie, fifteen.

Thanks to their horse-mad Papa's recklessness, the girls are penniless, and, on the Marriage Mart, they can count only on their looks, and on their unconventional dowry, which consist in a prized thoroughbred, each. Moreover, none of them wants to rely on kind, but constantly tipsy Rafe, who’s not exactly a socialite, so, the plan is to be a burden for him, for the shortest time possible.

They are all well aware that, to accomplish this, they need to get married, get it well, and get it fast.

And here the Little Women tinged with Sex and the City (as some review described it) plot, takes off. Just three of them are of marriageble age, but goosey Imogen is desperately in love with Draven Maitland, a nitwit horse-mad, who has too much in common with their Papa; and Annabelle is to busy appraising eligible candidates, with all her razor-sharp cynisism, and lightly discarding them, if they are unimpressive or taken.

Therefore, dear, sensible Tess, as the eldest, takes it upon herself to find a suitable husband, so she will be able to provide for her sisters, and sponsor their coming out, in order to allow them to marry for love.

For a fortuitous combination of events, when the girls arrive at Rafe’s house, their ward is hosting his customary all-male get-together, preceding Ascot’s and Silchester’s races, with his friends Garret, the Earl of Mayne, a charming, but jaded rake, and Lucius Felton, one of the richest men in England. And so it happens that, the destiny of this charming threesome - a drunkard, a lecher and a merchant- will be irremediably interwoven with the one of the Essex sisters.

In need for an appropriate chaperone, Rafe will turn to the loathed Lady Clarice Maitland, a widowed neighbour, who has set her hopes on becoming the next Duchess of Holbrook, and never miss the occasion for making her intention clear to the poor Duke!

With her, comes her son, Draven Maitland, with his fiancée, the peerless Miss Gillian Pythian-Adams, the most cultivated young lady of the hour, as lady Clarice puts it. Unfortunately for his Mother- and fortunately for her- her charms are wasted on Draven, who’s not in possession of the right amount of brightness, to enjoy her incessant Shakespearians quotes. Instead, he falls easily prey to the dramatic beauty of Imogen, who, foolish chit that she is, is absolutely determined to marry him. On the other hand, witty and sparkling Gillian is absolutely determined of getting rid of Maitland, and it’s really funny watching her turn to a boring and bookish girl, or to a veritable shrew, in order to get jilted!

When Imogen selfishly succeed in her plot to snare Draven, putting her family in a duffucult situation, Tess is forced to hasten her marriage to the Earl of Mayne, who,meanwhile, enticed by her dowry, the thoroughbred Something Wanton, has decided that, he and Tess will suit each other very well, both aware of the fact that, theirs will be a nice, and undemanding marriage of convenience.

Though she is not very interested in Mayne, Tess knows this is the best offer she could get, and, as the sensible, and level-headed girl she is, she recognize the benefits of this union- this is what I like about her-…The only shadows, to her quiet living, are cast by those disturbing feelings, that the mere presence of the enigmatic Lucius Felton, stirs up.

From now on, the story will take some unexpected turns and will have a change in tunes, which, from lighthearted and sparkling, becomes more serious, profound, and somehow tragic, thanks, even, to the overarching story about the shallow sister…ehm…sorry, Imogen. When talking about the unexpected turns in the story, you can't skip over the alternation of light-heartedess and heavyness, sweetness and bitterness. And much of the seesaw is due to the clashing contrast between Lucius and Tess' story, and Imogen and Draven's one. The second couple should have been the gay and feisty one, they've rushed into marriage due to a "grand passion", Imogen had been forever in love with Draven, and he succumbs to it, struck by her beauty, while Tess an Lucius'marriage, was one of convenience. But at the end it's obvious that Tess' union that started like a Society marriage, will become a happy one, based on love and respect, regaling us with sweet and touching moments, while Imogen's shallow story will be shattered by life, and bitterness.

One of the aspects that made me love MAAY, is the multitude of characters, a sort of ensemble cast, that moves on the stage of life in Regency era, and, unlikely many other romances, it acts in a very real way. They face real problems, and unexpected situations, behaving with common sense ( at least most of them), and according to their time, and Society rules, and not like 21th century people transplanted in the 19th century. I found their presence, vital to the story, rather than to detract from it. Surely, they set the path for the next books, and their presence may take some pages from the main story, but they make it real, by giving us a different insight on the H/H, who, like every other couple, have a very busy world spinning around them.

It’s fascinating to see how the relationships among them, are developed, the way the characters are first sketched, and then better fleshed out, the way their behaviour and interactions, reach a startling grip on reality, very far from being formulaic and stereotypical, that gives them an all-round dimension.

Moreover, I found very daring, and successful, the choice for the leading couple, because, from the beginning, it's plain that, the centre of the stage is held by Imogen and Mayne, and that, there are many characters likely to steal the scenes where they are in, like Miss Pythian-Adams, or Annabelle.

Tess and Lucius, are not exactly prima donnas, because, far from be weak, indeed they are quite forceful and assertive, they shun the limelight, taking a more observant role. Lucius is a shrewd business man, who, thanks to his undeniable intuition, intellect and innate ability to take care of problems, is the richest man in England, and is not by chance that, the most acute and pregnat description of the Essex sisters, is given from Lucius' point of view. Tess, too, is endowed with a piercing gaze, and a rationality that, sometimes may result a bit too cool. These features makes them more of éminence grise, in my opinion.

Somewhere I read that, the sisters’ relationship is not very…sisterly. And I ask… why? Because they quarrel? Disagree? Tease and banter with one another? Or because they are victims of that human feeling, that green eyed monster, called Envy? And sometimes they have a falling-out? My dears, have you ever had a brother, or a sister? If yes, and you agree with the previous statement, maybe you’ve grown up in a sort of Bradford Family. Lucky you!!

Like Alcott’s little women, the Essex sisters are a loving bunch of young women, trying to face life and adjust to it. At first, each of them falls into a category: Tess, the eldest is sensible and serious, Annabelle is the flirtatious and outrageous one, maybe a bit of a gold digger, Imogen, the impetuous and self absorbed one, and young Josie is the chubby and shy one. Just don’t be deceived, there’s much more to all of them, and between all of them.They know they can count on each other, but at the same time, they need their breathing space. They need to find their individual place in the world, but always knowing that they will support each other. They are likeable characters, but not flawless. On the contrary, they are likable thanks t their flaws.

But what will keep you glued to this book, is the romance between Tess and Lucius. A love story involving two real, sensible people, who face marriage, well aware of the obstacles they may encounter, and of the mutual wariness, and reciprocal expectations and limits.

Tess is a level-headed, witty, and warm, young woman. The fact that she had to take care of her little sisters, since her mother’s death, when they were very young, has taught her to be loving, and somewhat maternal, and quite selfless, but never a martyr (you should see how she stands up to Imogen, when she starts nagging, out of envy, during the horse-race). When she meets Lucius, for the first time, she can experience the feeling of been protected and cherished, and eventually be able to rely on somebody, instead of to be relyed on.

I think she is the perfect match to the enigmatic Lucius, because, thanks to her perceptiveness, and her ability to go beyond the surface, she can see that there’s something more to Lucius, under his armour of cool politeness, and she’s the woman, who can make him crackle with life. Even in this, Tess is different, because, unlikely many other heroines, she is not missish about using their sizzling attraction, to break through his reserves.

Lucius is an intriguing hero; though he doesn’t want to show it, the estrangement from his snobbish family, that blames him for being involved in the stock market, is an open wound. As if in response to his mother accusation of behaving like a commoner, Lucius wears a stiff armour, made of restraint and exceedingly good manners, and deceives himself by stating that he is a person incapable of deep feelings. But, how come a person so cold, and hard-hearted, as he sees himself, have such bone-deep integrity and loyalty, or such obvious attachment to his friends - there are two memorable scenes with Garret and Rafe-? And where do his protector instincts, his drive to fix things, come from? And that strange feeling that draws him to Tess?

It’s very sweet and heart-warming, to see this wonderful couple struggle for their happiness. Watching them getting closer and fall in love day by day, realize how much they need each other, and live this deep and all-consuming feeling, is really engrossing, and I can’t help a touch of envy! Sigh!!

The marriage of convenience’s plot, is taken to a different extent, and it becomes the first step towards maturity and full consciousness for both of them.

"May I admit to being very happy that you are with me?" he said. He put a finger on her lips. "I know you wish you could be with your little sister, but Tess, I am glad you are with me instead."

A ghost of a smile touched her lips. He was so dear, trying to make her believe that she was necessary to him, when she knew perfectly well that Lucius was self-sustaining. He was peaceful in his solitude and happy in his study. He didn't need her. But it was perfectly dear of him to say so.

She leaned her head against his arm and watched a sparrow hop across the flagstones.”

Alas, my dears. I think that I’ve already said too much!! However,did you guess why I had to reread it? There's a lot to catch about this book, and this is why you need to read it, reread it, and then start over again. Trust me! Enjoy!!

Credo di avervi già detto della strana sensazione che provo ogni volta che finisco di leggere un libro veramente bello: un misto di contentezza e soddisfazione, con una punta di risentimento, forse un pò di malinconia e stupore.

In questo momento sto gongolando! Mi sono appena riletta Much Ado About You e ora sono qua, tutta contenta, ma anche sorpresa, per come questo libro riesca sempre a soddisfarmi e tirarmi su.

Solitamente non sono una che si immedesima molto in quello che legge, sono troppo analitica per "vivere" la storia. Coinvolta, appassionata, sì, ma viverla e entrarci, no.

Eppure, MAAY mi ha colpita profondamente e ha toccato delle corde sensibili.

Nel libro sono presenti alcuni riferimenti letterari, a partire dal titolo - vi suona familiare?-, e la stessa James afferma che questo libro è una sorta di tributo a Louisa May Alcott e che trae ispirazione dai suoi lavori - infatti, il parallelismo tra le sorelle Essex e March è innegabile, uno per tutti(!)...sono quattro!-. Ma non lasciatevi ingannare dalla trama alla Piccole Donne perchè, come si afferma nella lettera d'amore a L.M.Alcott alla fine del libro,qui la principale fonte d'ispirazione è Rose in Bloom. Non a caso il personaggio di Draven Maitland, e la sua storia, assomiglia molto a Charlie, un personaggio con cui condividerà una scena molto toccante.

La storia in sé non è nulla di straordinario, nè convoluto. Non ci sono né melodrammi( almeno, non nella storia principale), né grossi fraintendimenti, ma la James riesce a fare buon uso dei leitmotiv tipici del genere Regency; c'è una compostezza e un senso della misura affascinante, anche nelle situazioni più critiche.Comunque, ciò che rende questo libro notevole è l'abilità dell’autrice nel dare alla storia delle svolte inaspettate ( peccato che la quarta di copertina sveli un po’ troppo della trama), che impediscono che scada nel formulaico e nel trito, nonché, la sua capacità, quasi maieutica, di delineare e sviluppare personaggi, che, a prima vista, possono sembrare un po’ stereotipati.

Rafe Jourdain, duca di Horlbrook, è nominato tutore di quattro ragazze, figlie di un suo conoscente scozzese, il defunto Lord Brydone e, nonostante si siano incontrati pochissime volte, accetta di buon grado la nuova responsabilità.

Ma il povero Rafe subirà uno shock tremendo quando scoprirà che i quattro piccoli angeli che sta aspettando, come le chiama il suo amico Mayne - ha già organizzato la nursery, con quattro tate, quattro bambole con tutto il loro nécessaire e quattro cavallini a dondolo, alti come puledri, così che le bimbe non debbano litigarsi i giochi-, sono, in realtà, quattro giovani donne dotate di una forte personalità: Tess, la più grande, di 24 anni, Anabelle di 22, Imogen 20, e la piccola Josie, di 15 anni.

A causa dell'avventatezza del padre e della sua passione per i cavalli, le ragazze sono senza un soldo e, sul "mercato matrimoniale", possono contare solo sulla loro bellezza e la loro dote, piuttosto insolita; infatti, il padre ha lasciato in eredità a ciascuna di loro un prezioso purosangue. Inoltre, resesi conto che Rafe, per quanto caro e gentile, non fa esattamente molta vita mondana e ha un certo attaccamento alla bottiglia, non vogliono approfittare della sua ospitalità più del necessario.

Sanno bene che, per raggiungere i loro obiettivi ,devono sposarsi bene e, al più presto.

Questo è lo scoppiettante inizio di storia alla Piccole Donne, con un pizzico di Sex and the City.

Solo tre di loro sono in età da marito ma, quell'oca di Imogen è disperatamente innamorata di Draven Maitland, una testa vuota che va pazza per i cavalli e ha molto in comune con Lord Brydone; Annabelle è troppo impegnata a valutare, con acuto cinismo, papabili mariti, e a scartarli con leggerezza se non sono sufficientemente titolati, o sono già occupati!

Quindi resta solo la cara, assennata Tess che, da brava sorella maggiore, decide di accollarsi la responsabilità di trovare un buon marito, così da poter provvedere alle sue sorelle, permetter loro di debuttare e far sì che possano sposarsi per amore.

Per una fortuita combinazione di eventi, l'arrivo delle sorelle Essex coincide con l'annuale rimpatriata che Rafe tiene in coincidenza con le corse ad Ascot e Silchester con i suoi più cari amici, Garret, il conte di Mayne, un libertino affascinante ma annoiato, e Lucius Felton, uno degli uomini più ricchi d'Inghilterra. Ed è così che il destino di questo delizioso terzetto- un ubriacone, uno sporcaccione e un mercante- sarà irrimediabilmente intrecciato con quello delle sorelle Essex.

Rafe riluttantemente chiede di fare da chaperone alle sue pupille ad una vicina, l'odiosa vedova Lady Clarice Maitland, che lo tormenta con il suo ardente desiderio di diventare la prossima duchessa di Holbrook.

Lady Clarice arriva, accompagnata da suo figlio, Draven Maitland, e dalla sua fidanzata, l'impareggiabile signorina Gillian Pithyan-Adams la giovane donna più colta del momento, come la definisce entusiasticamente la futura suocera. Sfortunatamente per sua madre- e fortunatamente per la ragazza- il suo fascino è sprecato con Draven, il quale non è dotato di sufficiente vivacità mentale per apprezzare le sue continue citazioni shakespeariane. Invece, è facile preda della drammatica bellezza di Imogen che, sciocca com'è, è assolutamente determinata a sposarlo. Invece, l'arguta e frizzante Gillian è assolutamente determinata a liberarsi di Maitland ed è uno spasso vederla trasformarsi da gentildonna noiosa e libresca, a vera e propria bisbetica, nella speranza di fargli rompere il fidanzamento.

Quando Imogen, incurante delle ripercussioni sulla sua famiglia, riesce ad accalappiare Draven, Tess è costretta ad affrettare il suo matrimonio con Mayne che, nel frattempo, allettato dalla dote della ragazza, il purosangue Something Wanton, ha deciso di chiederla in sposa, sicuro che il loro sarà un matrimonio di convenienza, piacevole e poco problematico.

Anche se non è molto presa da Mayne, Tess, da ragazza sensata e con la testa sulle spalle, acceta la sua proposta, consapevole che questa è la miglior offerta che può ottenere riconoscendo gli indubbi benefici di questa unione - questo è uno dei tratti che più mi piacciono del suo carattere-... Le uniche ombre che minacciano il suo quieto vivere, sono dovute a quelle allarmanti sensazioni che la mera presenza dell'enigmatico Lucius Felton sembra risvegliare.

Da questo momento in poi la storia avrà degli sviluppi inaspettati e dei repentini cambi di atmosfera che, da frizzante e felice, diventa seria, profonda e, anche un pò tragica per via delle vicissitudini della sorella meschina..ehm..scusate, Imogen. L'alternarsi di spensieratezza e pesantezza, dolcezza e amarezza è molto marcata, ed acuita dallo stridente contrasto tra la storia d'amore di Lucius e Tess e quella di Imogen e Draven. La seconda coppia sarebbe dovuta essere quella felice ed allegra, visto che il loro è un matrimonio dettato da una cocente passione; Imogen è sempre stata innamorata di Draven e lui soccombe alla passione, colpito dalla sua bellezza; mentre quello tra Lucius e Tess, è un matrimonio di convenienza. Alla fine però, quello di Tess sarà un matrimonio felice, basato sull'amore e sul rispetto, che ci delizierà con momenti dolci e molto toccanti, mentre il rapporto di Imogen, ben più superficiale, sarà sopraffatto dalla vita, generando molta amarezza.

Uno degli aspetti che mi hanno fatto amare MAAY è la moltitudine di personaggi, una sorta di ensemble, che si avvicenda sul palco della vita in epoca Regency e, a differenza di molti altri romance, si comporta in modo reale e consono. Tutti loro affrontano problemi reali e situazioni inaspettate, comportandosi con buonsenso (almeno la maggior parte), coerentemente con il loro tempo e secondo le regole della buona società, mai in modo anacronistico, come se fossero personaggi del ventunesimo secolo trapiantati nell'ottocento. Credo che la loro presenza sia essenziale per la storia, e non le nuoce, nè la sminuisce. Sicuramente, la presenza di molti personaggi serve a costruire l'impianto per tutta la serie anche se forse erode un pò di spazio alla storia principale, ma la rende più reale, permettendoci di guardare la coppia di protagonisti da diverse angolazioni, visto che, come ogni altra coppia, hanno un mondo che gira intorno a loro.

E' affascinante vedere come le relazioni vengano sviluppate, il modo in cui i personaggi sono prima abbozzati per poi prendere progressivamente una maggiore corporeità, come le loro interazioni e i loro comportamenti aderiscano alla realtà, allontanando ogni pericolo di stereotipia e formulaicità, e, conferendo loro una dimensione a tutto tondo.

Non vi nego che ho trovato piuttosto temeraria e azzeccata la scelta della coppia protagonista poichè, sin dalle prime battute, è palese che re e regina del palco sono Mayne e Imogen e, che ci sono diversi personaggi in grado di rubare la scena, come Gillian e Annabelle. Tess e Lucius non sono tagliati per il ruolo di prima donna infatti, pur non essendo dei personaggi deboli, anzi sono piuttosto autorevoli e assertivi, non amano le luci della ribalta, preferendo un ruolo più defilato, da osservatori. Lucius è un astuto uomo d'affari, dotato di un intelletto e un intuito notevole, e di un'innata capacità di risolvere i problemi, che lo hanno reso l'uomo più ricco d'Inghilterra, quindi, non è un caso che sia lui a darci la descrizione più acuta e pregnante delle sorelle Essex. Anche Tess ha uno sguardo penetrante e una razionalità che, a volte, può risultare un pò eccessiva. Queste caratteristiche, secondo me, li rendeno più eminenze grigie che prime donne.

Da qualche parte ho letto che il rapporto tra le sorelle, non è proprio amorevole e fraterno. E vorrei sapere...perchè? Perchè litigano? Hanno disaccordi?Perchè si prendono in giro e si punzecchiano? O perchè sono vittime di quell'umano sentimento, quel mostro dagli occhi verdi, chiamato Invidia?Perchè qualche volta si allontanano? Mie care, avete sorelle o fratelli? Se sì, e siete comunque d'accordo con la precedente affermazione, probabilmente siete cresciuti in una specie di famiglia del Mulino Bianco. Beati voi!!

Le sorelle Essex, un pò come le piccole donne della Alcott, sono un gruppetto di amabili giovani donne, che unite cercano di affrontare la vita e di adattarcisi. All'inizio ognuna di loro è ascrivibile in una categoria: Tess, la maggiore, è seria e dotata di buonsenso; Annabelle, è civettuola, scandalosa e, un pò cacciatrice di dote; Imogen è impetuosa ed egocentrica; Josie, invece, è paffuta e timida. Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze, perchè sono personaggi ben più complessi, e il loro rapporto è ricco di sfaccettature. Sanno di poter contare l'una sull'altra, ma allo stesso tempo, hanno bisogno del loro spazio. Devono trovare il loro posto nel mondo, pur sapendo che il sostegno delle altre non verrà mai a mancare. Sono personaggi accattivanti, anche se imperfetti. Anzi, sono accattivanti proprio perchè imperfetti.

Ma ciò che vi terrà incollati a questo libro, è la storia d'amore tra Tess e Lucius, due personaggi molto reali e razionali, che affrontano il matrimonio, ben consapevoli degli ostacoli che potrebbero incontrare e delle reciproche diffidenze, aspettative e limiti. Tess è arguta ed affettuosa, ma anche molto ragionevole. Occuparsi delle sue sorelle, dopo la morte della madre quando erano molto piccole, l'ha resa amorevole e materna, e con uno spiccato spirito d'abnegazione, ma senza quella banale vocazione al martirio che caratterizza molte eroine ( dovreste vedere come tiene testa a Imogen, quando, spinta dall'invidia, inizia a tormentarla ,durante le corse dei cavalli). L'incontro con Lucius, le permette di sperimentare, per la prima volta, che cosa significhi essere protetta e amata, e finalmente poter contare su qualcuno, invece di essere quella su cui contare.

Credo che Tess sia la compagna perfetta per l'enigmatico Lucius, perchè, la sua perspicacia e la sua capacità di andare oltre la superficie, le permettono di cogliere che sotto l'armatura di distaccata educazione e formalità, che Lucius indossa, c'è molto di più, e lei è la donna che può riportarlo a vivere la vita con più leggerezza.

Anche nel fare questo, Tess si allontana dall'immagine tipica dell'eroina, infatti, senza nascondersi dietro a falsi pudori, non esita ad usare la loro fortissima attrazione, per far breccia nelle sue riserve.

Lucius è un eroe intrigante; anche se non vuole darlo a vedere, la mancanza di contatti con la sua famiglia molto snob, che non gli perdona la scelta di dedicarsi alla Borsa e alla finanza, è una ferita aperta. Come per reazione alla madre, che lo accusa di comportarsi in modo poco consono alla loro posizione sociale, Lucius indossa una rigida armatura fatta di moderatezza e maniere estremamente squisite, e cerca di convincersi della sua incapacità di provare sentimenti profondi. Ma come è possibile che una persona così fredda e dura di cuore, come lui si dipinge, possieda una lealtà e un'integrità così radicata, o possa essere così legato ai suoi amici - a riguardo, ci sono due scene memorabili con Garret e Rafe-? E da dove viene il suo istinto protettivo, la sua pulsione e innata capacità d risolvere situazioni difficili? E che dire di quello strano sentimento che lo spinge verso Tess?

E' molto dolce e coinvolgente vedere come questa coppia lotti e si impegni per raggiungere la felicità, seguirli mentre giorno dopo giorno diventano più intimi e si innamorano, prendono coscienza di quanto hanno bisogno l'uno dell'altra, e vivono questo sentimento profondo e totalizzante. Sigh...l'invidio un pò!!

Il matrimonio di convenienza, uno dei clichè tipici del genere romance, viene caricato di significati ulteriori e diventa il primo passo verso la maturità e la piena consapevolezza, per entrambi.

""Posso confessarti quanto sia felice che tu sia qui con me?" le disse. Le posò un dito sulle labbra. "Lo so che vorresti essere con la tua sorellina, ma Tess, sono contento che tu, invece, sia qui con me."

Le sue labbra furono accarezzate dall'ombra di un sorriso. Era così caro; farle credere che gli fosse necessario, quando sapeva perfettamente che Lucius era un uomo autosufficiente. Era pacifico nella sua solitudine e sodisfatto nel suo studio. Non aveva bisogno di lei. Ma era assolutamente dolce da parte sua affermare il contrario.

Appoggiò la testa sul suo braccio e si mise ad osservare un passero che saltellava su una lastra di pietra."

Ahimè, mie care, penso di aver già detto troppo.!! Comunque, avete capito perchè ho dovuto rileggerlo? C'è molto da scoprire su questo libro, e questo è il motivo per cui dovete leggerlo, rileggero e poi rileggerlo di nuovo! Fidatevi!! Buon divertimento!!

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domenica, 04 febbraio 2007 ¦ Permalink
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RECENSIONE : QUEL CHE VOGLIO DA TE (Seduced) by  Virginia Henley

by MarchRose e Naan

MarchRose: Ecco un’ennesima dimostrazione di come la percezione di un libro possa essere estremamente diversa a seconda di chi legge.

Questo romanzo non è un capolavoro letterario, ma ha comunque, a mio avviso, dei punti di merito che non si possono ignorare e che lo rendono una lettura a suo modo originale, piacevole e perfino divertente. Cerco di spiegarli.

In generale detesto le trame dove c’è una protagonista femminile travestita da ragazzo : le trovo improbabili, poco convincenti. Possibile che nessuno si renda conto della mascherata ? L’unica eccezione che finora ho trovato a questa regola è proprio “Seduced”.

Il punto che rende accettabile, ai miei occhi, la mascherata è il fatto che è descritta con ironia ( cosa che non ho mai trovato in nessun altro romance con lo stesso sotterfugio ). Quando Adam, che è un duro abituato a giungle e pericoli d’ogni genere, si trova di fronte questo ragazzino impacciato e fin troppo effeminato, si preoccupa: d’accordo, è giovane, ed è sempre vissuto con la sorella, che per giunta è appena morta nel naufragio, ma è davvero un caso disperato ! Se continua così, diventerà sicuramente un gay ( ammesso che non abbia già tendenze in questo senso… ) ! Si mette quindi in testa di provvedere al più presto a… portarlo sulla retta via: lo trascina nel mondo degli uomini, da taverne a bordelli e sale da gioco, lo fa fumare il sigaro, lo porta ad prendersi la sua prima sbronza, cerca di insegnargli a duellare di spada, gli presta il Kamasutra perché si faccia una cultura in preparazione al suo primo incontro amoroso… insomma cerca di tenerlo sempre costantemente a contatto con robuste dosi di testosterone. Inutile dire che i risultati di questo “corso accelerato per uomini veri” sono pietosi, e che il suddetto elevato tasso di testosterone ha unicamente l’effetto di interessare sempre più Antonia al suo tutore. Infatti, alla prima occasione la ragazza ( che nel frattempo è riuscita a farsi, suo malgrado, un’ottima cultura sul mondo degli uomini e le loro abitudini ) pensa bene di gettare alle ortiche il travestimento e gettarsi, invece, pur sempre sotto mentite spoglie, tra le braccia di Adam.

A questo punto è abbastanza chiaro che l’inganno non reggerà ancora a lungo – e difatti la verità viene presto a galla, e la vera identità di Antonia scoperta. Ma la cosa più divertente è la reazione furibonda di Adam, che si rende conto di quali e quante bestialità abbia fatto in presenza del suo “pupillo”, di quanto si sia involontariamente reso ridicolo, e di come la sua credibilità come uomo solido, maturo e responsabile ne sia uscita irrimediabilmente danneggiata.

Insomma, un maschio-alfa in profonda crisi d’identità ! evviva ! ^_^

Dopo Seduced, ho cercato di ritrovare in altri libri di quest’autrice un minimo di questa verve e ironia, ma ahimè, finora non ho trovato niente di equivalente. Quindi, forse, è stato davvero un caso isolato.

Quello che invece non è casuale è la splendida descrizione delle giungle di Ceylon e della vita ai tropici: ambientazioni difficilissime da trovare in un romance, e che la H. ricostruisce con grande cura dei dettagli ed abilità, così come tutte le sue ambientazioni storiche (in particolare, secondo me, quelle dell’Inghilterra Tudor).

Circa le scene – ehm – “piccanti”, l’incontro di Antonia e Adam a Venezia è senz’altro una delle scene più sensuali ed intriganti che ho trovato in un romance finora, tra i romanzi di livello “hot” , cioè “bollente” ( è chiaro che non si possono fare confronti tra la Henley e autrici più tiepide, tipo la Balogh : sarebbe come voler confrontare vini bianchi e vini rossi, cioè cose diverse che non hanno niente a che vedere le une con le altre ). Ammetto però, anche in questo caso, che tra i libri della H. che ho letto finora non ho trovato niente di equivalente – per cui, anche questa, chissà, magari è stato un caso isolato.

In conclusione: ironia, sensualità ed ambientazioni esotiche per me sono più che sufficienti a non soltanto salvare il romanzo, ma a renderlo un mio “keeper”.

Anna: E' chiaro che questo giudizio non è dettato dal fatto che MarchRose sia estimatrice particolare della Henley, e ciò secondo me è ancora più interessante e indicativo; per quanto mi riguarda, come sostenitrice di tale giudizio, devo dire che della Henley mi sono veramente piaciuti forse tre dei libri che sono stati tradotti in italiano, il primo è proprio Seduced, seguito da Tempted e da The hawk and the dove. Sicuramente la Henley non è una lettura per chi predilige una sensualità più sottile e tiepida, quella tra le righe, è una scrittrice come dice March Rose a tinte forti, estremamente sensuale (sono perfettamente d'accordo con lei sulla scena a Venezia, è una delle più belle scene di seduzione che abbia mai letto).
Come ho già detto, della Henley non mi sono piaciuti tutti i libri che ho letto, ma l'ho comunque sempre apprezzata per l'accuratezza delle sue ambientazioni storiche, davvero notevoli. Confermo: questo è uno dei miei "keeper" assoluti!

by MarchRose e Naan

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giovedì, 02 novembre 2006 ¦ Permalink
categoria : reviews, historical, keepers, gaelen foley, the duke

RECENSIONE / REVIEW : THE DUKE by  Gaelen Foley

Mass Market Paperback: 400 pages

Publisher: Ivy Books Historical Romance (December 2000)

Inedito in Italia

First in the Knight Miscellany series

followed by

Lord of fire - Damien

Lord of Ice - Lucien

Lady of Desire - Jacinda

Devil Takes A Bride - Lizzie

One Night of Sin - Alec

His Wicked Kiss - Jack

At first The Duke didn’t struck me like a book I’d like to read. I’m sorry to admit it but I’m not overly fond of heroines that are courtesans, and I can’t help be over worried about the fate of a relationship that is inadmissible and almost suicidal ( socially) from the beginning.

But lately I met a lot of people that have been praising Gaelen Foley, and this prickled my curiosity, because with some of them I share the same tastes and we often agree on some books!

I couldn’t resist…I had to try!

And here I am, left with the strange feeling that I always have when I finish a very good book: a miscellany of happiness, sadness, amazement and regret, that makes me slightly lightheaded and spoils the enjoyment of the next 2 o 3 books!! A nuisance!!!

The book starts with one of the most suggestive scenery I’ve ever read. Robert Hawscliffe, the powerful Paragon Duke, is standing against the “smoke-colored sky[…] wind-blown and lost, the wide shoulders slumped as the gusty rain blew his black greatcoat around him”, still and mindless of the elements in his grief, he is mourning his beloved Lucy, the late Countess of Coldfell ( I hope the irony of the name is not wasted).

Her much older husband, the Earl of Coldfell is aware of Hawscliffe love for his late wife, but he knows that the virtuous duke has been loving her from afar and has never approached her. The shrewd politician uses Hawscliffe’s feelings to exact revenge against his nephew and heir, Dolph Breckinridge. He hints to the duke that the countess’ death wasn’t an accident, and that she was likely murdered by his ruthless nephew, knowing that the duke will go to any length to avenge his beloved.

While hunting for evidences against Breckinridge’s, Robert discovers that the man is obsessed with Belinda Hamilton, the rising star amongst London’s courtesans, moreover he learns that the beauty too has a score to even with Breckinridge, who is responsible of her downfall; so he offers to become is protector in name only, so that they can join their forces and dislodge their common enemy.

But this will the beginning of a very engrossing and tender love story between two strong, tormented and lonely souls, two kindred spirits, that have been looking for their half, their fulfilment and suddenly are sweetly startled by the deep bond and passion that will lead them on a difficult path, against the rules and the roles Society has designed for them.

Robert is a romantic hero, though at first quite short- sighted, he is still so in love with his “Beatrice”, so taken with his courtly love that at first he doesn’t recognize true love sitting just beside him.

He is the son of the Duchess of Hawscliffe, better known as the Hawscliffe Harlot, the woman that has shocked the Ton by flaunting her many lovers, and giving birth to six children from four different men, that’ s why they go under the name of Knight Miscellany. Even if legitimate, Robert has suffered the insults to his mother and his siblings, and since he came into his title at the tender age of seventeen, he has taken care of his half brothers and sister. All this has turned him into a hard and sensible man, duty-driven, who feels compelled to prove himself always above reproach, as if to wash the stains his mother behaviour has left on their name.

Living with Bel, cracks his armour as Paragon Duke deeper than what the Ton thinks( how funny that the only one to notice this is the true villain, Coldfell). In spite of his inability to get past Bel been a courtesan, he is drawn to her, to her quiet, caring and soothing presence, to her loving nature, to her capacity to bring back beauty in his life, and to teach him to appreciate even the smallest gift and pleasures of life. Moreover he can’t make sense of the dignity, self-respect and shyness she shows, of the sorrow that is there, shadowing her eyes.

Belinda has suffered a lot. She is a gently-bred lady hunted by a cad, who has caused her father arrest, thrown her on the street, caused her dismissal from the finishing school for young ladies where she was employed, but she bravely faces her life, never letting the hardships to knock her down, clinging to her dignity and self-awareness, even when she has to sell oranges on the street. But when she has to endure the prison warden raping her, she decides that as a fallen woman, she’s better to make the best of it. She begs the most known courtesan to tutor her and become her sponsor.

Belinda is a strong woman, and a very likable heroine, her world is falling apart but she doesn’t accept defeat, she keeps a sense of herself and develops a moral code that lets her hold her head high, no matter how much the Ton looks down on her – about this there are a couple of heartbreaking scenes!! -. She has lost her virginity in a most atrocious way, now she is set against loosing herself , so she guards her dignity and heart strenuously. And here is where love shows is healing power. From the start Robert stands as her Knight in shining armour - even when they are fooling themselves with the business nonsense – her rock and safe harbour, and as she fights to earn his respect she learns to respect herself again.

Their relationship is wonderful. The attraction is powerful and the sensuality is…burning; even though sex happens quite ahead in the book, the tension is high, and there are some really steamy scenes, there’s one in particular that may sound a bit to forward – and hot – for a just-raped-ex-virgin-afraid-of-sex, but I think that that too conveys the extent both of them are ready to go for each other.

As the story goes on, we watch how it develops from a simple attraction and an interaction sometimes a bit stereotypical, to something deeper and all-absorbing. When Bel moves in with Hawscliffe their relation grows and change. Bel wins the affection and the esteem of the household ( or most of it), as she starts acting as a hostess for Robert - fact that doesn’t goes unnoticed by Coldfell, who start fretting for the destiny of the match he has been planning between Robert and his deaf daughter-.

Foley’s succeeds in writing a story of two nice people that fall passionately in love, showing even the dark side of love, when it becomes obsession and wrath- just wait to read what happens to the warden after Roberts discovers what the worm did to Bel-. This makes up for the weakness of the plot, that sometimes seems a bit confused with too many stories just hinted, and none well developed except the leading one. In this potpourri of characters is interesting to see many historical figures peep out giving more plausibility and accuracy to the story, especially to Robert’s political involvement.

But now let me give you a most dispassionate advice, I hope you won’t mind it, but if you are the type of reader for whom a bad ending dishes a good book, please stop reading at page 391 and skip the remaining five pages - after all by then you should be reassured about the HEA- because what is written there is one of the most disappointing and tragicomic ending I’ve ever read. I’m still afraid that perhaps a naughty sprite has come at night and changed my last pages.

I won’t tell you anything else but that everytime I think of it I just envision a very mad Don Quixote from a very bad schoolplay.

Nevertheless I’m utterly enchanted with Robert and Bel, I found their story a moving faerie tale and I’m looking forward for the rest of the Knight Miscellany.

All’inizio dubitavo che the “ Duke” fosse un libro che potesse piacermi, sinceramente devo ammettere che non mi convincono molto le eroine che sono delle cortigiane,inoltre non posso fare a meno di stare in ansia per come andrà a finire una relazione inammissibile e socialmente suicida, sin dall’inizio.

Ultimamente però, mi è capitato di incontrare diverse persone che mi hanno parlato di Gaelen Foley in toni entusiastici, e questo mi ha molto incuriosito, tanto più che con alcune di loro condivido gli stessi gusti e ci troviamo spesso d’accordo su diversi libri.

Non ce l’ho fatta a resistere e come dice un recente spot “Bisogna provare”!!

Ed eccomi qua, avviluppata in quella strana sensazione che mi lascia sempre un libro veramente bello: un miscuglio di gioia, tristezza, stupore eoro rimpianto, che mi stordisce un po’ e mi fa apprezzare di meno i 2 o 3 libri successivi!! Una rottura!!

Il libro inizia con una delle scene più suggestive che abbia mai letto. Robert Hawscliffe, il potente Duca Perfetto, si staglia contro “ il cielo color fumo […] esposto al vento e sperso, le ampie spalle ricurve, mentre raffiche di pioggia gli fanno svolazzare il cappotto”[t.d.r] compreso nel suo dolore resta immobile e incurante degli elementi, mentre piange la sua amata Lucy, la scomparsa contessa di Coldfell.

Il marito di Lucy, di molti anni più vecchio, sa che Hawscliffe l’amava, ma sa anche che il virtuosissimo duca si è sempre limitato ad adorarla da lontano e non si è mai dichiarato.

Lo scaltro politico decide così di usare i sentimenti che Hawscliffe prova per la sua defunta moglie per vendicarsi di suo nipote, Dolph Breckinridge, che è anche il suo erede, e rivela al duca che la morte di sua moglie non è stato un incidente, ma che, probabilmente, è stata uccisa dal suo spietato nipote, ben sapendo che Hawscliffe non si fermerà davanti a nulla pur di vendicare la sua amata .

Mentre è alla ricerca di prove contro Breckinridge, Robert scopre che l’uomo è ossessionato da Belinda Hamilton, l’astro nascente tra le cortigiane londinesi, e che anche la bellissima donna ha un conto in sospeso con Breckinridge, che è responsabile della sua rovina; Robert decide di sfruttare la situazione e le propone una piccola farsa in cui si finge suo protettore, in modo da poter collaborare per stanare il loro comune nemico.

Ma questo sarà in realta l’inizio di una tenera e avvincente storia d’amore tra due persone forti, tormentate ma anche sole, due anime gemelle, in cerca della loro metà, della parte che le completa, e che vengono improvvisamente e dolcemente sorprese dal profondo legame e dalla passione che sboccia tra di loro, che li condurrà su un arduo sentiero, sfidando le leggi e i ruoli designati dalla società.

Robert è un eroe romantico, anche se un pò miope, infatti è talmente innamorato della sua “Beatrice”, così preso dal suo amor cortese, da non riuscire a riconoscere il vero amore seduto accanto a lui.

È il figlio della duchessa di Hawscliffe, meglio nota come la Puttana di Hawscliffe, la donna che ha scioccato tutto il bel mondo, sbandierando i suoi amanti e per di più partorendo sei figli da quattro uomini diversi, che si sono involontariamente guadagnati il nome di Masnada dei Knight. Anche se legittimo, Robert ha sempre sofferto per gli insulti rivolti a sua madre e ai suoi fratelli, e si è preso cura di loro sin da quando ha assunto il titolo alla tenera età di 17 anni. Tutte queste responsabilità l’hanno reso un uomo duro, sensato e con un forte senso del dovere, un uomo che deve dimostrare di essere sempre al di sopra di ogni critica, quasi a voler lavare le macchie che il comportamento della madre ha lasciato sul loro nome.

Vivere con Bel incrina la sua armatura di Duca Perfetto più profondamente di quello che la gente crede ( stranamente l’unico che se ne accorge è il vero cattivo della storia, Coldfell). A dispetto della sua difficoltà a superare il fatto che Belinda sia una cortigiana, Robert è attratto da lei, dalla sua presenza calma, affettuosa e riposante, dalla sua capacità di riportare la bellezza nella sua vita e di insegnargli ad apprezzare anche il più piccolo dono e piacere della vita. Inoltre non riesce a capire come una "donna perduta" possa essere così dignitosa, posata e timida, oppure come mai i suoi occhi siano cosi tristi.

Belinda è stata molto provata dalla vita. Gentildonna di buona famiglia, è stata oggetto delle insistenti attenzioni di un mascalzone che, pur di averla, ha fatto arrestare suo padre per debiti, e l'ha gettata in mezzo ad una strada e, non pago, ne ha causato il licenziamento dalla scuola per giovani signore dove insegnava; ma, nonostante tutto, Belinda affronta la vita a testa alta, senza farsi scoraggiare dalle avversità, e mantenendo la sua dignità, la consapevolezza e rispetto di sé, anche quando si ritrova a vendere arance per strada. Quando però viene violentata dal direttore della prigione dove è rinchiuso suo padre, si rende conto di essere ormai rovinata, e che l'unica cosa che può fare è trarre il meglio da tutto ciò. Così si fa forza e supplica la più nota cortigiana della città di istruirla nella sua "arte" e aiutarla a farsi strada.

Belinda è una donna forte e finalmente un'eroina con i fiocchi ( vedi articolo Kinsale Il lettore androgino: punti di vista nel romanzo rosa), anche se il suo mondo sta crollando, non accetta la sconfitta e lotta per mantenere la coscienza di ciò che è, al di là di quello che gli altri possono pensare, e si impone un codice morale che le consente di mantenere la testa alta anche di fronte al biasimo e alle cattiverie della gente che la guarda dall'alto in basso - preparatevi per un paio di scene strappalacrime!!!-. Ha perso la sua verginità in modo atroce, ma invece di farne una malattia, come avrebbe fatto un'eroina stupida, cerca di superare e di non perdere anche se stessa, proteggendo strenuamente la sua dignità e il suo cuore. E qui l'amore svela le sue capacità taumaturgiche. Sin dall'inizio Robert si erge a suo paladino, a suo cavaliere (Knight) senza macchia - anche quando si illudono di avere un rapporto meramente d'affari- a sua roccia e porto sicuro, e mentre lotta per guadagnare il suo rispetto, Belinda impara anche a rispettare se stessa di nuovo.

Il loro rapporto è stupendo. L'attrazione tra di loro è potente, la sensualità è al calor bianco; anche se di sesso vero e proprio se ne parla piuttosto in là, la tensione è alle stelle, e ci sono delle scene decisamente infuocate, una in particolare può sembrare un pò troppo spinta per una ex-vergine-appena-violentata-spaventata-dal-sesso, ma, a mio avviso, anche questo fa capire quanto siano presi l'uno dall'altra, e quanto siano disposti a mettersi in gioco per l'altro.

Piano piano la loro storia si trasforma, e da semplice attrazione, con scambi e interazioni a volte stereotipate, diventa qualcosadi più profondo, che li coinvolge completamente.

Quando Bel si trasferisce da Hawscliffe il loro rapporto cresce e inizia a cambiare. Bel riesce a conquistare l'affetto e la stima di tutto la servitù ( o quasi tutta) prendendo in mano la gestione della casa, e facendo da padrona di casa per Robert - cosa che non passa inosservata da Coldfell, che inizia a percepire la minaccia che costituisce per i suoi piani, che includono anche un matrimonio tra Robert e sua figlia, che è sorda.

La Foley riesce a scrivere una storia avvincente, di due brave persone, che si innamorano appassionatamente, e scoprono anche il lato oscuro dell'amore e della passione, quando diventa ossessione e furia - aspettate di leggere quello che succede al direttore della prigione quando Robert scopre quello che il verme ha fatto a Bel-. Con la sua abilità la Foley riesce a far dimenticare una trama a volte debole e un pò confusa, che cerca di seguire troppi intrecci, riuscendo solo a accennarli senza svilupparne nessuno bene, fatta eccezione per quello principale. Comunque in questo pot-pourri di personaggi è interessante vedere far capolino molte figure storiche, che danno più verosimiglianza e accuratezza alla vicenda, soprattutto al ruolo politico di Robert.

Ora spero che non ve la prendiate per il consiglio spassionato che sto per darvi, ma se siete il tipo di lettrici per cui basta un brutto finale per gettare alle ortiche un bel libro,beh, smettete di leggere a pagina 391 e saltate le restanti 5 pagine- tanto a quel punto si sarà capito che il lieto fine è garantito-, perchè cio che troverete in quelle pagine è probabilmente uno dei finali più deludenti e tragicomici che abbia mai letto. Mi chiedo ancora se uno spiritello dispettoso non abbia sostituito le ultime pagine nottetempo.

Non vi dico nient' altro, eccetto che ogni volta che ci ripenso, mi passano davanti le immagini di un Don Chisciotte demenziale in una recita scolastica decisamente brutta.

Eppure, nonostante tutto sono incantata da Robert e Belinda, la loro storia è una fiaba commovente, e non vedo l'ora di leggere gli altri libri della Masnada dei Knight

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sabato, 23 settembre 2006 ¦ Permalink
categoria : reviews, historical, johanna lindsey, keepers, love me forever

AMORE PER SEMPRE (Love Me Forever) di  Johanna Lindsey

Titolo originale: Love me forever

Anno di pubblicazione negli USA: 1997

Pubblicato in Italia da: Sperling & Paperback

Ambientazione: Inghilterra,1800.

E’ il secondo romanzo della trilogia SHERRING CROSS, così composta:

1- Man of my desire ( L’uomo del mio desiderio);

2- Love me forever ( Amore per sempre)

3- The pursuit ( Per amore di Melissa.)

Trama: Still mourning her mother's death, Kimberly Richards is incensed by the determination of her father, the Earl of Amburough, to marry her off as quickly as possible—just to please the jealous lover he plans to wed. And since Kimberly harbors a deep-seated dislike of gold-diggers and the whole distasteful state of affairs, the feisty young heiress already despises the "worthy suitor" she encounters at Sherring Cross Estate: Lachlan MacGregor, the dashing, newly impoverished Laird of Clan MacGregor. A tryst with the handsome, haughty Lachlan seems dubious at best—especially since the rogue has designs on the married Duchess of Wrothston. But strange turns and outrageous circumstances promise to lead a woefully mismatched pair to a wildly unexpected destination—where a hard, resisting heart can open to the true glories of love.

Inghilterra, fine Ottocento: il conte di Amborough, rimasto vedovo, decide di trovare marito alla seducente figlia Kimberly e la costringe perciò a trascorrere un periodo nella residenza di nobili amici, disposti ad assecondare il progetto. Ed è proprio lì che la giovane conosce Lachlan MacGregor, irruente e squattrinato rampollo di un antico clan scozzese. Tra i due è subito amore-odio: lei lo considera un arrogante cacciatore di dote; lui un'insopportabile snob. Ma, si sa, prima o poi gli opposti si attraggono...

Kimberly,figlia del conte di Amborough, viene mandata dal padre a Sherring Cross, la residenza dei duchi di Whorston, con lo scopo di passarvi un periodo di tempo che le servirà per trovare un marito.

La ragazza parte, non troppo volentieri,ma appena arrivata fa subito amicizia con la duchessa Megan, che le presenta vari gentiluomini.

Unica nota negativa è la presenza di Lachlan McGregor, uno scozzese imparentato con una zia del duca Devlin, che è riuscito a intrufolarsi tra gli ospiti con l’obiettivo di conquistare la bella duchessa, che già una volta aveva tentato di rapire.

Da subito Lachlan e Kimberly si scontrano a causa del carattere irruento e chiassoso dell’affascinante scozzese, che non perde occasione per punzecchiare Kimberly sui suoi propositi matrimoniali.

Ma si sa che gli opposti si attraggono, e difatti ben presto i due non riescono più a nascondere nemmeno a loro stessi la reciproca attrazione,da cui scaturisce una passione fortissima che vivrà in barba a convenienze, pregiudizi e insospettabili segreti.

Il romanzo della Lindsey è davvero un seguito ben riuscito:una trama tutto sommato banaloccia viene compensata da una narrazione leggera e frizzante e da una scoppiettante e divertente storia d’amore tra due personaggi davvero affascinanti.

Lachlan è il predone scozzese che nel precedente L’UOMO DEL MIO DESIDERIO aveva tentato di rapire la futura duchessa durante la fuga per sposarsi con Devlin:il suo motto a quanto pare è “ho perso una battaglia , ma non la guerra”, e così stavolta si ripresenta addirittura a casa loro per compiere l’opera, senza sospettare che stavolta troverà davvero la donna della sua vita!

E’ un tipo passionale, irruente, chiassoso, che se inizialmente viene attratto da Kimberly solo fisicamente e pensa di vivere questa sua passione senza compromettere i suoi propositi iniziali,poi si vedrà costretto suo malgrado non solo a cambiare idea, ma anche a convincere la sua amata che sono fatti l’uno per l’altra.

Kimberly d’altro canto non ha nulla da invidiargli: è una ragazza dotata di una forte personalità indipendente, è intelligente e sa perfettamente ciò che vuole nella vita, fino a quando non incontra Lachlan,che la fa andare più volte su tutte le furie, che scatena in lei un fuoco mai sentito prima e a cui sarà molto difficile scegliere di cedere.

Al loro fianco i personaggi già noti di Megan e Devlin( protagonisti del primo romanzo)nell’inedito ( anche per loro) ruolo di sensali di matrimonio, a cui soprattutto lei si applica con molta energia, e non solo per liberarsi di Lachlan, ma anche per personale divertimento.

La vicenda incrocerà le storie delle due coppie,dando ovviamente maggior risalto alla prima, ma senza trascurare l’importanza della seconda.

Unica nota stonata del romanzo l’improbabile finale che prelude al terzo capitolo della serie;ma per il resto vale davvero la pena di leggerlo!

Tiziana

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