sabato, 10 ottobre 2009 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

Mattino di nozze

Si spacca il mattino come una melagrana
Con rosse crepe lucide;
Ah, quando arriverà domani l'aurora, tardi,
Biancheggiando oltre il letto,
Vigile mi troverà ai cancelli del matrimonio,
Mentre aspetto che si diffonda la luce
Su di lui, che sazio dorme
Con la testa sprofondata, incosciente.

E quando l'alba s'insinuerà dentro
Cauta m'alzerò
per osservare la vittoria della luce
Sul primo dei miei giorni
Che lui mi mostra, addormentato nel sonno
In cui con me cadde, e il mio sguardo
Meno vago diverrà, e la sua faccia calda
Vedrò liberata dall'agitarsi della fiamma.

Saprò allora a quale immagine di Dio
E' fatto il mio uomo;
E vedrò il castigo o il premio
della mia vita nel dormiente;
Calcolerò allora lo stampo e il valore
Dell'uomo che come mio ho accettato,
Mi si rivelerà un aspetto del cielo o della terra
Nello splendore del metallo in cui è coniato.

Oh, sono ansiosa di vederlo
dormire totalmente in mio potere,
Saprò allora chi è che ho da tenermi...
Sono ansiosa di vedere
Questo amore mio, questa moneta che ruota, posarsi
Immobile al mio fianco e pronta
Per la mia stima: certo egli sarà
Ricchezza di vita per me.

E allora sarà mio, giacendo
a me rivelato,
Aperto ai miei occhi, chiaro
Dormirà,
Disteso negligentemente,
Affidando a me la sua realtà, e io
Guarderò l'alba illuminare
Il mio destino.

Guardando splendere la debole luce
Su quel sonno colmo di me,
Sulla sua fronte, ove i riccioli
Negligenti s'accoppiano e appiccicano,
Sulle sue labbra, ove il respiro leggero va e viene,
Inconsapevole, sulle sue membra assonnate finalmente stese,
Indifese,
Piangerò, lo so, oh se piangerò
Di gioia e di tormento.


David Herbert Lawrence

 

Cenni biografici dello scrittore

David Herbert Richards Lawrence, nasce a Eastwood, Inghilterra, l’11 settembre del  1885.
Figlio di un minatore del Nottinghamshire,  e di  una maestra, frequentò le scuole primarie a Eastwood e poi la High School a Nottingham.
Fu un romanziere vigoroso ed originale, che rispecchiò efficacemente la rivolta della sua generazione contro l'epoca vittoriana, considerato profeta e mistico del sesso con quasi mezzo secolo di anticipo sui figli dei fiori.
Il suo romanzo d'esordio, Il pavone bianco, esce nel 1911. Già nel suo libro Figli e amanti del 1913, si nota che la sua narrativa è basata sulle intense esperienze emozionali dei personaggi: attrazione sessuale, collera, delusione, amore.
Il 7 settembre 1907 pubblicò, con la firma di Jessie Chambers, sul Nottinghamshire Guardian il suo primo racconto, Preludio a un felice Natale. Conseguì poi il diploma e nel 1908 divenne maestro a Croydon, presso Londra.
Nel 1912 Lawrence fugge con Frieda von Richthofen Weekley, figlia di un nobile tedesco e moglie di un suo ex professore. Nel 1913 scrive il volume giovanile Poesie d'amore.
La burrascosa storia d'amore con Frieda, serve allo scrittore come ispirazione per numerose sue opere come L'arcobaleno (1915) e il suo seguito Donne innamorate (1921). I personaggi di questi romanzi sono particolarmente spregiudicati e procurano al primo romanzo la censura per oscenità e al secondo l'accusa di istigazione al vizio.
Nel 1919 l'insorgere della tubercolosi, costringe lo scrittore a viaggiare in continuazione alla ricerca di un clima più favorevole. Dal novembre 1919 soggiornò con la moglie in diverse località italiane tra cui Firenze, La Spezia, Spotorno, Picinisco, Ravello, Capri, Taormina, la Sardegna. Tra le sue  opere ricordiamo: Il trasgressore o Contrabbando d'amore (1912),  La ragazza perduta (1920, vincitore del James Tait Black Memorial Prize),  Mare e Sardegna (1921), La verga d'Aronne (1922), la raccolta Uccelli bestie e fiori  1923), Canguro (1923), Il ragazzo nella boscaglia (1924) Il serpente piumato, (1926,  romanzo composto durante i soggiorni nel Messico (1923-1925), La donna che fuggì a cavallo (1928 ),  L'uomo che era morto (1929),  e  La vergine e lo zingaro (1930).
Nel 1928 Lawrence scrive la sua opera più discussa, L'amante di Lady Chatterley (1928), storia (forse autobiografica) di un rapporto particolare fra una ricca signora e il guardacaccia del marito. Il romanzo pubblicato per la prima volta da un piccolo editore fiorentino, Pino Orioli, viene censurato per molti anni in quasi tutti i paesi del mondo.
David Herbert Richards Lawrence muore a Vence, in Provenza, il  2 marzo del 1930.

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venerdì, 05 giugno 2009 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

       

Ragione

Non riamata, amo, non rimpianta, rimpiango,
Inibisco il dolore, reprimo la speranza;
Vana è quest'angoscia, ancorata e profonda,
Più vani i desideri o gli strumenti di felicità.

La mia vita è fredda, estinto il fuoco dell'amore;
Un fuoco compiaciuto e assetato di se stesso;
Che vivo ardore, solo qualche tempo fa, si diffuse da esso,
Ora domato da una così atroce estinzione.

Priva di fascino, come potei sognare
Che il mio amore non richiesto potesse tornare?
Quale destino, quale influsso accese in me la fiamma
Che ancora sento profondamente ardere dentro?

Ahimè, c'è chi mai dovrebbe amare;
Ed io appartengo a questa misera specie;
Consapevole di ciò, d'ora innanzi saggiamente proverò
A comporre la ballata della delusione.

No, Sirena, la Bellezza non mi appartiene;
Mai conoscerò le gioie dell'Amore;
Solitario sarà il declino della mia vita
Come solitaria è ora la mia gioventù.

Venite Ragione, Scienza, Pensiero, Conoscenza
A voi dedico il mio cuore;
Ho portato con me un fedele soggetto:
Fedele perché il più desolato.

Non temete una fragile mente vagabonda:
Severità Sovrana, sta a te
Distruggere, consolare, liberare, vincolare;
Non condivisa, né reclamata, cerca il tuo trono

Possa la brezza estiva soffiare leggera,
Il sole brillare dolcemente sulle valli;
E tutta la terra risplendere d'amore,
Nessun tepore raggiungerà questo mio cuore.

Inutile, falso vanto! Perfino ora il fuoco,
Pur se soppresso, allentato, respinto, arde
Alla sorgente della mia vita; e più forte e più alto
Accresce l'ardente desiderio del mio spirito.

Si risveglia ma per essere nuovamente annientato:
Non mi scoraggerò, né cederò al dolore;
Conflitto e sforzo soffocheranno la mente;
Non dubitate che domani io sia più forte.

Non ho forse abbandonato ciò che potevo conquistare?
E attraversato lo scuro mare nella fede più ferma
Per poter infine affondare la mia ancora
Dove la passione non può prevalere sulla morte?

Charlotte Brontë

 

 

Reason

Unloved I love, unwept I weep,
Grief I restrain, hope I repress;
Vain is this anguish, fixed and deep,
Vainer desires or means of bliss.

My life is cold, love's fire being dead;
That fire self-kindled, self-consumed;
What living warmth erewhile it shed,
Now to how drear extinction doomed!

Devoid of charm how could I dream
My unasked love would e'er return?
What fate, what influence lit the flame
I still feel inly, deeply burn?

Alas! there are those who should not love;
I to this dreary band belong;
This knowing let me henceforth prove
Too wise to list delusion's song.

No, Syren! Beauty is not mine,
Affection's joy I ne'er shall know;
Lonely will be my life's decline,
Even as my youth is lonely now.

Come Reason-Science-Learning-Thought
To you my heart I dedicate,
I have a faithful subject brought:
Faithful because most desolate.

Fear not a wandering, feeble mind:
Stern Sovereign, it is all your own
To crush, to cheer, to loose, to bind;
Unclaimed, unshared, it seeks your throne.

Soft may the breeze of summer blow,
Sweetly its sun in valleys shine;
All earth around with love may glow,
No warmth shall reach this heart of mine.

Vain boast and false! Even now the fire
Though smothered, slacked, repelled, is burning
At my life's source; and stronger, higher,
Waxes the spirit's trampled yearning.

It wakes but to be crushed again:
Faint I will not, nor yield to sorrow;
Conflict and force will quell the brain;
Doubt not I shall be strong to-morrow.

Have I not fled that I may conquer?
Crost the dark sea in firmest faith
That I at last might plant my anchor
Where love cannot prevail to death?
 

Charlotte Brontë

Cenni biografici della scrittrice

Charlotte Brontë nasce a Thornton, nello Yorkshire, Inghilterra, il 21 aprile 1816 da Patrick Brontë, un sacerdote irlandese, e da Maria Branwell. Entrambi i coniugi Brontë hanno una grande passione per la letteratura e per la scrittura. Dal loro matrimonio nascono sei figli: Maria, Elizabeth, Charlotte, Patrick, Emily  e Anne . Charlotte Brontë fu  una romanziera inglese,  la più vecchia tra le tre sorelle Brontë, i romanzi delle quali sono diventati dei classici della letteratura inglese. Quando la madre Maria muore nel 1821, i bambini svengono  accuditi da una zia, Elisabeth, e da una governante, Tabita Aykroyd. Nel 1825 le due sorelle maggiori di Charlotte muoiono.
Nel 1831 Charlotte viene iscritta alla scuola di Roe Head dove poi otterrà un posto come insegnante nel 1835. In seguito, per alcuni anni, Charlotte svolgerà la professione di governante presso alcune famiglie, ma nel 1842, insieme alla sorella minore Emily, si reca a Bruxelles per studiare francese. Tornata in Inghilterra nel 1844 comincia a cullare il progetto di scrivere, insieme alle sorelle, alcuni romanzi.
Nel 1847 tutte e tre le sorelle pubblicano il loro romanzo: Charlotte propone dapprima "Il professore" che viene rifiutato, poi "Jane Eyre", L'opera più riuscita di Charlotte Bronte. Di tutti i romanzi che le tre sorelle Bronte pubblicarono, Jane Eyre è certamente quello più conosciuto. Pubblicato con il falso nome di Currer Bell nel 1848, Jane Eyre è un romanzo che racconta la solitudine e il sogno di una giovane donna, come Charlote Bronte, priva di esperienze di vita, ma desiderosa di farne. Seguirà la pubblicazione di altri romanzi,come Shirley  nel 1849 e Villette nel 1853. Nel 1854 dopo tensioni con il padre, Charlotte sposa il reverendo Nicholls. La felicità conquistata durerà poco poiché Charlotte in attesa di un figlio si spegnerà l'anno seguente, ad Haworth, il 31 marzo 1855).

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sabato, 09 maggio 2009 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

Canto della fanciulla indiana

Del sonno tra i fantasimi
Di te sognavo, o amore!
Mi desto: i venti trepididi sospirano,
È delle stelle vivido il fulgore.
Ti sognavo; e uno spirito
M'addusse, come fu?
Oh amor, sotto il balcone
Della camera, ove dimori tu!
     Le aure errabonde languono
Sulle mute correnti.
Dei gigli neri vagano gli effluvii,
Come in sogno pensieri evanescenti.
All'usignolo il querulo canto
Nel petto muor:
Così debbo morire, o fior dell'anima,
Così sovra il tuor cuor!
     Oh! Da terra sollevami!
Io muoio, io languo, io manco.
Piova in baci il tuor amor sulle miei palpebre
Bianche, sul labbro sitibondo e bianco.
Ahi! La mia guancia è pallida!
Il cuor battiti dà impetuosi!
Oh! Ancor contro il tuo stringilo:
Ivi s'infrangerà.

Percy Bysshe Shelley

 

I arise from dreams of thee

I arise from dreams of thee
In the first sweet sleep of night,
When the winds are breathing low,
And the stars are shining bright:
I arise from dreams of thee,
And a spirit in my feet
[Has]1 led me - who knows how?
To thy chamber window, Sweet!
The wandering airs they faint
On the dark, the silent stream -
The Champak odours fail
Like sweet thoughts in a dream;
The nightingale's complaint,
It dies upon her heart; -
As I must die on thine,
O belovèd as thou art!
Oh lift me from the grass!
I die! I faint! I fail!
Let thy love in kisses rain
On my lips and eyelids pale.
My cheek is cold and white, alas!
My heart beats loud and fast; -
Oh! press it to thine own again,
Where it will break at last.

Percy Bysshe Shelley

 

Cenni biografici dello scrittore

Percy Bysshe Shelley  di antica famiglia nobile, nasce il 4 agosto del 1792 a Field Place,  Warnham nella contea del Sussex
Considerato uno dei più grandi poeti inglesi romantici, studiò a Eton e a Oxford, dove fu espulso nel 1811 per la pubblicazione di un suo opuscoletto agnostico “La necessità dell’ateismo”. Sempre nel 1811, sposa Harriet Westbrook e dopo l'ennesimo conflitto con il padre che  lo disereda, rompe ogni rapporto con lui e si trasferisce  nel Lake District. Harriet gli darà due figli, Eliza Ianthe e Charles.
Dopo la fine del matrimonio  avvenuta tre anni dopo, fugge in Francia con Mary Godwin che  sposerà nel 1816, dopo il suicidio della moglie Harriet.
Dopo essere rientrato in Inghilrerra, la lascerà nel 1818 per stabilirsi in Italia.È forse più famoso per aver scritto opere antologiche quali "Ozymandias", l'Ode al vento dell'Ovest (Ode to the West Wind), A un'allodola (To a Skylark), e La maschera dell'anarchia (The Masque ofAnarchy); ma quelli che vengono considerati i suoi capolavori furono i poemi narrativi visionari come l' Adone (Adonais) e il Prometeo liberato
Divenne inoltre famoso per la sua amicizia con i contemporanei John Keats e Lord Byron.
La seconda moglie Mary Godwin  era in realtà Mary Wollstonecraft Shelley, autrice del romanzo Frankenstein.
Percy Bysshe Shelley  muore  per annegamento nel 1822 a soli trent’anni, mentre era a bordo della sua barca a vela  che affondò insieme a lui.
Recuperato il cadavere, le sue ceneri furono seppellite nel cimitero protestante di Roma presso La piramide di Cestio.

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giovedì, 05 marzo 2009 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

“La verità vi prego sull’amore”

Dicono alcuni che amore è un bambino
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo
e alcuni che è un’assurdità
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l’aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami
o al salame dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare i lama
o avrà un profumo consolante?
A toccarlo, è pungente come un prugno
o è lieve come morbido piumino?
è tagliente o ben liscio lungo gli orli?

La verità, vi prego, sull’amore.

I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi
e l’ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta
o il bum bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da
concerto?

Quando canta alle feste è un
finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po’ di pace?

La verità vi prego sull’amore.

Sono andato a guardare nel bersò
lì non c’era mai stato;
ho esportato il Tamigi a Maidenhead
e poi l’aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio
e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro’
é un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?

La verità, vi prego sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta
o là sul bus mi pesterà un piede?
Succederà come quando cambia
il tempo?

Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?

La verità, vi prego, sull’amore.

W.H.Auden

 

"O Tell Me The Truth About Love"

Some say that Love's a little boy
And some say he's a bird,
Some say he makes the world go round
And some say that's absurd:
But when I asked the man next door
Who looked as if he knew,
His wife was very cross indeed
And said it wouldn't do.

Does it look like a pair of pyjamas
Or the ham in a temperance hotel,
Does it odour remind one of llamas
Or has it a comforting smell ?
Is it prickly to touch as a hedge is
Or soft as eiderdown fluff,
Is it sharp or quite smooth at the edges ?
O tell me the truth about love.

The history book refers to it
In cryptic little notes ,
And it's a common topic on
The Trans-Atlantic boats;
I' ve found the subject mentioned in
Accounts of suicides,
And even seen it scribbled on
The back of railway guides.

Can it pull extraordinary faces,
Is it usually sick on a swing,
Does it spend all its time at the races
Or fiddling with pieces of string,
Has it views of its own about money,
Does it think Patriotism enough,
Are it stories vulgar but funny?
O tell me the truth about love.

Your feelings when you meet it,I
Am told you can't forget,
I've sought it since I was a child
But haven't found it yet;
I'm getting on for thirty-five,
And still I do not know
What kind of creature it can be
That bothers people so.

When it comes, will it come without warning
Just as I' m picking my nose,
Will it knock on my door in the morning
Or tread in the bus on my toes,
Will it come like a change in the weather,
Will its greeting be courteous or bluff,
Will it alter my life altogether?
O tell me the truth about love.

W.H.Auden

 

 

Cenni biografici dello scrittore

Wystan Hugh Auden nasce a  York  il 21 febbraio del 1907 in una famiglia anglo-cattolica, il padre è un medico, la madre un’infermiera missionaria. Vivace, colto ed eccentrico, è ultimo di tre fratelli
Nel 1908 la sua famiglia si trasferì a Birmingham, nello Yokshire, dove  Auden inizia  i primi studi che continuerà poi nel Surrey e in Norfolk.
Omosessuale dichiarato, Auden ebbe due lunghe relazioni, che furono anche dei  sodalizi letterari. Nonostante la sua omosessualità nel 1935 sposa  Erika, la figlia di Thomas Mann, per assicurarle la fuga dalla Germania nazista.
Viaggiò molto in Islanda (nel 1936) e in Cina (1938). Le sue opere teatrali in versi anticiparono il Teatro dell’Assurdo del dopo guerra e furono rappresentate dal “Group Theatre”.
Nel 1930 scrisse “Poesie (Poems)”, seguita nel 1932 dall’opera sperimentale in prosa “Gli oratori (The Orators)” e nel 1933 dal  dramma in versi “La danza della morte (The Dance of Death)”
Nel 1939 si stabilì in America e aprì a Brooklyn, in casa sua una specie di “comune” intellettuale, fino a quando la politica lo deluse, smise di trattare argomenti politici ed incominciò ad insegnare a New York.
Nel 1940 pubblicò “ Another Time”, il suo miglior volume di poesie, da cui è tratto “ O dimmi la verità sull’amore”.
Tra le altre opere ricordiamo le raccolte poetiche “Un altro tempo (Another Time)” del 1940, Lo scudo di Achille (The Shield of Achilles)”del 1955  e Città senza muri (City Without Walls) del  1969
Nel 1958 comprò una fattoria ristrutturata a Kirchstetten, vicino a Vienna, dove passò l’estate   per tutti gli anni che gli rimasero da vivere
Era professore di poesia a Oxford e dedicò molto tempo e pazienza ai giovani poeti. Lasciò molte poesie in questo periodo, le migliori delle quali sono raccolte in “Homage to Clio” del 1960, mentre “The Dyer’s Hand” del 1962 raccoglie i suoi ultimi saggi in prosa.
Negli  anni 30’W.H. Auden ha scritto una delle più belle e note poesie d’amore: “Funeral blues”, recitata nel film inglese “Quattro matrimoni e un funerale”.
Muore a Vienna il  29 sett  del 1973.  E  sepolto nel cimitero di Kirchstretten. La cittadinanza ha voluto ricordarlo nel nome di una strada, che gli è stata dedicata: Audenstrasse.

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mercoledì, 04 febbraio 2009 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

LE OMBRE

Stai lì
davanti a me
nella luce dell'amore
Ed io
sto qui
davanti a te
nella musica della felicità
Ma la tua ombra
sulla parete
spia ogni attimo
dei miei giorni
e la mia ombra
fa lo stesso
e spia la tua libertà
Eppure ti amo
e tu mi ami
come s'ama il giorno la vita o l'estate
Ma come le ore che si seguono
non suonano mai ad un tempo
le nostre due ombre s'inseguono
come due cani di una stessa madre
staccati dalla medesima catena
ma ostili entrambi all'amore
unicamente fedeli al padrone
alla padrona
e che aspettano pazientemente
ma tremanti d'angoscia
la separazione degli amanti
e che aspettano
che la nostra esistenza si concluda
e il nostro amore
e che gli buttin là le nostre ossa
per prenderle
celarle e seppellirle
e seppellirsi anch'essi
sotto le ceneri del desiderio
fra le macerie del tempo.

JACQUES PREVERT

 

Cenni biografici dello scrittore

Jacques Prévert nasce a Neuilly-sur-Seine nel 1900 ed è uno dei più grandi poeti francesi del XX secolo.
Interessatosi all’arte populista, giovanissimo entra nel gruppo di surrealisti dell’epoca come Andrè Breton  e Raymond Queneau.   
Nel1928 si discosta dal gruppo per entrare in una compagnia teatrale di sinistra il “Groupe octobre", formatasi con l’intento di promuovere un”teatro sociale e, tra il 1932 e il 1937 scrive testi per il teatro.
Ma la sua fama è dovuta alla poesia con temi come  l’amore, la libertà,il sogno e la fantasia, la compassione,l’umorismo, la satira contro i potenti e l’oppressione sociale.
Nel 1947 sposa Janine Tricotet che li darà una figlia, Michèle.
Le poesie di Prevert sono ricche di ritmi interni, giochi di parole e di situazioni psicologiche che rispecchiano questo grande poeta francese.
Ricordiamo alcune sue opere :
La pioggia e il bel tempo (1955) Alberi (1976) e la sempre amata “Questo Amore”che fa parte della raccolta di poesie “Paroles”del 1947
Jacques Prevert muore per un cancro al polmone a Parigi nel 1977.

 

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lunedì, 05 gennaio 2009 ¦ Permalink
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La Befana

Viene viene la Befana,
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! la circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.

Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello,
ed il gelo il suo pannello,
ed è il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.

E si accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare,
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.

Che c'è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c'è dentro questa villa?

Guarda e guarda… tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
Guarda e guarda… ai capitoni
c'è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini…

Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale:
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?

Coi suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Coi suoi doni mamma è scesa.

La Befana alla finestra
sente e vede, e si allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra:
trema ogni uscio, ogni finestra.

E che c'è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c'è nel casolare?

Guarda e guarda… tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra le cenere e i carboni
c'è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…

E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.

La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch'è l'aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.

La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride:
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte.

Giovanni Pascoli

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martedì, 09 dicembre 2008 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

 

Da C a C

Tu,
screziato sorriso
su nevi gelate -
vento di Marzo,
balletto di rami
spuntati sulla neve,
gemendo e ardendo,
i tuoi piccoli "oh!" -
daina dalle membra bianche,
graziosa,
potessi io sapeva
ancora
la grazia volteggiante
di tutti i tuoi giorni,
la trina di spuma
di tutte le tue vie -
domani è gelato
giù nella pianura -
tu, screziato sorriso,
tu, risata ardente
.

CESARE PAVESE

 

 

To C. from C.

You,
dappled smile
on frozen snows -
wind of March,
ballet of boughs
sprung on the snow,
moaning and glowing
your little "ohs"-
white-limbed doe,
gracious,
would I could know
yet
the gliding grace
of all your days,
the foam-like lace
of all your ways -
to-morrow is frozen
down on the plain
you, dappled smile,
you, glowing laughter

CESARE PAVESE


Cenni biografici dello scrittore

Cesare Pavese nasce a Santo Stefano  nel 1908 da una famiglia originaria del luogo. Dopo aver studiato a Torino,  si laurea con una tesi su Walt Whitman, diventando un’esperto di letteratura angloamericana. Nella città piemontese comincia a frequentare gli ambienti della casa editrice Einaudi, intorno alla quale si erano radunati molti antifascisti. Comincia l’attività di traduttore di scrittori inglesi come: Daniel Defoe, Charles Dickens, Herman Melville, Sherwood Anderson, Gertrude Stein, John Steinbeck e Ernest Hemingway. Nel 1935 viene condannato al confino a Brancaleone Calabro dove inizia a scrivere una specie di  diario che verrà pubblicato nel 1952, dopo la sua morte con il titolo di “Il mestiere di vivere". Nella poesia esordisce nel 1935 con l’opera “Lavorare stanca”cui seguiranno altri scritti come il romanzo Paesi tuoi , La casa in collina e La spiaggia del 1941. Recatosi a Roma per lavoro, conosce una giovane attrice di cui s'innamora: Constance Dowling, la donna che voleva sposare.Ma lei poi  lo abbandona e torna in America e Pavese come per un addio le dedica il romanzo "La luna e i falò". "For C. - Ripeness is all". Nel 1947 escono "I Dialoghi con Leucò", ma la consacrazione definitiva avviene con "La luna e i falò" nel 1950.I n quello stesso anno in Agosto in un albergo di Torino , Ceasare Pavese si toglie la vita oppresso da una grave forma di depressione che non lo ha mai abbandonato in tutta la sua vita. ". Dopo la sua morte viene pubblicata un'altra raccolta poetica, "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" (1951).

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martedì, 04 novembre 2008 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

Sul matrimonio (Il Profeta)

Allora Almitra di nuovo parlò e disse: Che cos’è il Matrimonio, maestro?
E lui rispose dicendo:
Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di Dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione,
E tra voi danzino i venti dei cieli.


Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e siate allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.

Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,
Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini:
Le colonne del tempio si ergono distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

 

 Kalhil Gibran

The Prophet On Marriage

Then Almitra spoke again and said, And what of Marriage, master?
And he answered saying:
You were born together, and together you shall be for evermore.
You shall be together when the white wings of death scatter your days.
Aye, you shall be together even in the silent memory of God.
But let there be spaces in you togetherness,
And let the winds of the heavens dance between you.

Love one another, but make not a bond of love:
Let it rather be a moving sea between the shores of your souls.
Fill each other’s cup but drink not from one cup.
Give one another of your bread but eat not from the same loaf.
Sing and dance together and be joyous, but let each one of you be alone,
Even as the strings of a lute are alone though they quiver with the same music.

Give your hearts, but not into each other’s keeping,
For only the hand of Life can contain your hearts.
And stand together yet not too near together:
For the pillars of the temple stand apart,
And the oak tree and the cypress grow not in each other’s shadow.

Kalhil Gibran

Cenni biografici dello scrittore

Kahlil Gibran nasce a Bisherri, una cittadina nel Libano settentrionale, il 6 gennaio 1883, luogo circondato dai famosi "Cedri del Libano". Si chiamava Gibran Khalil Gibran e quando emigrò negli Stati Uniti a undici anni il nome gli fu abbreviato da un'insegnante inglese. Nei suoi scritti in inglese la sua firma sarà sempre Kahlil Gibran.
Nel 1984 emigra a Boston con la madre e i fratelli Mariana,  Sultana e il fratellastro Boutros mentre il padre semialcolizzato con cui non ha un buon rapporto rimane in libano.La sua religiosità e i valori umani  della sua tradizione culturale  li vengono trasmessi dalla madre Kamele Rahmè.
A 14 anni torna in libano e completati gli studi, nel 1897, viaggia attraverso il Libano e la Siria.A Boston, nel 1904, conosce Mary Haskell, di dieci anni più grande di lui  e preside di una scuola femminile.
Sarà l'incontro più importante della sua vita. Mary sarà sua collaboratrice, amica, musa, e più tardi curatrice delle sue opere.Tornato negli Stati Uniti nel 1912 va a vivere a New York dove apre uno studio, da lui definito nei suoi scritti "l'eremo"  dove si dedica contemporaneamente alla letteratura e alle arti figurative.
La salute di Gibran è piuttosto minata negli ultimi anni di vita che trascorre tra New York e Boston, dove vive e lavora sua sorella Mariana. Muore a New York, di cirrosi epatica e con un polmone colpito da tubercolosi, il 10 Aprile 1931, aveva 48 anni e stava lavorando a "The Wanderer" raccolta di parabole e parole. Gibran è sepolto in un antico monastero del suo paese d'origine, secondo la sua volontà. Per l'occasione il giornale "The New York Sun" annunciò: "A Prophet is Dead." "Un profeta è morto".Gibran lascia i diritti d'autore in eredità agli abitanti di Bisherri per opere di pubblico beneficio.

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lunedì, 06 ottobre 2008 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

SENZA DI TE

Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.

JOHN KEATS

 

 

TO FANNY BRAWNE

I cannot exist without you
I am forgetful of every thing
 but seeing you again
my life seems to stop there
I see no further.
You have absorb'd me.

I have a sensation at the present moment as though
I were dissolving...
I have been astonished that men could
die martyrs for religion
I have shudder'd at it
I shudder no more
I could be martyr'd for my religion
love is my religion
I could die for that
I could die for you.
 My creed is love and you are its only tenet
you have ravish'd me away by a power
I cannot resist.
 

JOHN KEATS

Cenni biografici dello scrittore

John Keats nasce a Londra il 31 ottobre del  1795.Di umili origini, perde entrambi i genitori in giovane età. Affidato a un tutore, questi lo indirizza verso la medicina, mandando il giovane come apprendista presso un chirurgo.
Keats  studia a Londra e nel 1816 ottiene la licenza di farmacista ma è tra i quindici e sedici anni  che Keats scopre  l’amore per i libri e la poesia,  queste letture  lo indirizzano verso la sua vera vocazione.
Frequenta una cerchia di letterati tra cui il poeta Percy Bysshe Shelley. Influenzato da Shelley, accetta la sfida a comporre un poema di 4000 versi entro il 1817 “Endymion” che porterà a termine nell’autunno di quell’anno.
Nel 1817 pubblica il suo il suo primo volume di poesie. Tra queste il sonetto “Guardando per la prima volta nell'Omero di Chapman,” e
“Sonno e poesia”
All'inizio del 1819 trascorre un periodo di estrema depressione ed eccessi di alcool, dovuto in parte alla passione non pienamente corrisposta per Fanny Brawne. Dopo essersi ripreso, ha un periodo di serenità  e nel maggio 1819 compone le grandi odi, “A un Allodola”, “Su un'urna Greca”, “Sull'indolenza”, “Sulla Malinconia”. In estate completa “l'Hyperion e Lamia”.
Nel luglio 1820 esce la sua terza raccolta poetica, ma è anche l’anno in cui si ammala di tubercolosi e su consiglio del medico si stabilisce in Italia. Alcune delle sue opere migliori uscirono postume, come “La vigilia di San Marco (1848) e La bella dama senza pietà” (1888). John Keats muore di tubercolosi a Roma  nel 1821 a soli  26 anni nella sua casa di Piazza di Spagna 26, oggi adibita a museo.

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venerdì, 05 settembre 2008 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

DIMMI SE QUESTO è VERO, AMORE MIO 

Dimmi se questo è vero, amore mio,
dimmi se questo è tutto vero.
Quando i miei occhi lampeggiano, le oscure nuvole,
nel tuo petto, danno risposte tempestose.
E' vero che le mie labbra son dolci
come il boccio del primo amore?
Che le memorie di mesi svaniti
di maggio indugiano nelle mie membra?
Che la terra, come un'arpa, vibra
di canzoni al tocco dei miei piedi?
E' poi vero che gocce di rugiada
cadono dagli occhi della notte
al mio apparire e la luce del giorno
è felice quando avvolge il mio corpo?
E' vero, è vero che il tuo amore viaggiò
per ere e mondi in cerca di me?
Che quando finalmente mi trovasti
il tuo secolare desiderio
trovò una pace perfetta
nel mio gentile parlare
nei miei occhi e nelle mie labbra
e nei miei capelli fluenti?
E dimmi infine se è proprio vero
che il mistero dell'infinito
è scritto sulla mia piccola fronte.
Dimmi, amor mio, se tutto questo è vero.

RABINDRANATH  TAGORE

 

Cenni biografici dello scrittore

Rabindranath Tagore  scrittore, poeta, drammaturgo e filosofo indiano, nasce a Calcutta il 6 maggio  del 1861 da una famiglia di ricchi intellettuali, che lo manda nel 1877 in Gran Bretagna a studiare diritto. Sin da bambino leggeva i poeti bengalesi e alla sola età di otto anni cominciò a scrivere poesie, passione che aumenterà col tempo. Di estro creativo, il poeta si diletta in danza, musica e pittura, compose liriche che musicò lui stesso e dipinse quadri. In Inghilterra apprezzò la cultura occidentale, ma vi rimase solo per 3 anni e benché nel 1879 si scrisse alla University  College a Londra, nel 1880 viene richiamato in patria dal padre. In India amministrerà le sue terre e si dedicherà all’arte. Nel 1881 all’età di 20 anni pubblica la raccolta di poesie Prabbat Sangit (Canti del mattino), seguito da Sandhya Sangit (Canti della sera). Nel 1883 si sposa con Mrinalini Devi e Nel 1891 è nominato vice-presidente dell’ Accademia di Lettere del Bengala Nel 1901 fonda a Shanti Niketan una scuola che successivamente diventerà l’Università Internazionale Visva-bharati.
Il pensiero religioso –filosofico è alla base di tutte le sue opere che, scritte originariamente in bengali e in parte tradotte in inglese dall'autore stesso, manifestano un profondo amore per la natura. Tra le sue opere ricordiamo “La vendetta della natura”  (1884) Il naufragio, (1906) mentre tra il 1909 e il 1912 scrive Gitanjali, una raccolta di poemi religiosi. Nel 1912 scrisse anche la sua autobiografia “Ricordi della mia vita” .
Esercitò un enorme fascino anche sul mondo occidentale, che lo premiò col Premio Nobel per la letteratura nel 1913 per  Canti di offerta con questa motivazione : « Per la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell'ovest ».  Nel 1915 Tagore viene insignito da Giorgio V del titolo di baronetto, ma vi rinuncia nel 1919, in seguito al massacro di Amritsar .
Muore a Santi Niketan, Bengala, nel 1941.

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martedì, 05 agosto 2008 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

IL VERO AMORE NON LASCIA TRACCE

Come la bruma non lascia sfregi
Sul verde cupo della collina
Così il mio corpo non lascia sfregi
Su di te e non lo farà mai

Oltre le finestre nel buio
I bambini vengono, i bambini vanno
Come frecce senza bersaglio
Come manette fatte di neve

Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
Si perde nei nostri abbracci
Come stelle contro il sole
Come una foglia cadente può restare
Un momento nell'aria
Così come la tua testa sul mio petto
Così la mia mano sui tuoi capelli

E molte notti resistono
Senza una luna, senza una stella
Così resisteremo noi
Quando uno dei due sarà via, lontano.

LEONARD COHEN

 

Cenni biografici dello scrittore

Leonard Cohen nasce in Canada nel 1934 da genitori ebrei .
E' considerato uno dei più eclettici e sorprendenti artisti del novecento.
Musicista ,poeta, romanziere e cantautore questo è Cohen.
Le sue canzoni hanno influenzato cantautori come Nick Cave e Fabrizio de Andrè, facendo sognare milioni di fan in tutto il mondo
Leonard Cohen nelle sue opere affronta temi come  l'amore, la passione, il viaggio , la sofferenza , la solitudine, e i sentimenti dell'uomo in generale.
Parla con una  delicatezza  e una forza unica che da profondità ai versi teneri, romantici e passionali, fragili e forti allo stesso tempo confermando ancora la grande sensibilità nel raccontare quella vita che ama con tutto il suo essere.

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venerdì, 04 luglio 2008 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

     

A  MIA MOGLIE

Tu sei come una giovane,
una bianca pollastra.
Le si arruffano al vento le piume, il collo china
per bere, e in terra raspa;
ma, nell’andare, ha il lento tuo passo di regina,
ed incede sull’erba pettoruta e superba.
E' migliore del maschio.
E' come sono tutte le femmine di tutti
i sereni animali che avvicinano a Dio.
Così se l’occhio,
se il giudizio mio non m’inganna,
fra queste hai le tue uguali, e in nessun’altra donna.
Quando la sera assonna
le gallinelle, mettono voci che ricordan quelle,
dolcissime,
onde a volte dei tuoi mali, ti quereli, e non sai
che la tua voce ha la soave e triste
musica dei pollai.
Tu sei come una gravida giovenca;
libera ancora e senza gravezza, anzi festosa;
che, se la lisci,
il collo volge, ove tinge un rosa tenero la sua carne.
Se l’incontri e muggire l’odi, tanto è quel suono
lamentoso,
che l’erba   strappi, per farle un dono.
E' così che il mio dono t’offro quando sei triste.
Tu sei come una lunga
cagna, che sempre tanta dolcezza ha negli occhi,
e ferocia nel cuore.
Ai tuoi piedi una santa sembra, che d’un fervore
indomabile arda,
e così ti riguarda come il suo Dio e Signore.
Quando in casa o per via segue, a chi solo tenti
avvicinarsi, i denti candidissimi scopre.
Ed il suo amore soffre
di gelosia.
Tu sei come la pavida coniglia. Entro l’angusta
gabbia ritta al vederti s’alza,
e verso te gli orecchi
alti protende e fermi; che la crusca e i radicchi
tu le porti, di cui priva in sé si rannicchia,
cerca gli angoli bui.
Chi potrebbe quel cibo ritoglierle? chi il pelo che si strappa di dosso,
per aggiungerlo al nido dove poi partorire?
Chi mai farti soffrire?
Tu sei come la rondine che torna in primavera.
Ma in autunno riparte; e tu non hai quest’arte.
Tu questo hai della rondine:
le movenze leggere; questo che a me, che mi sentiva ed era
vecchio, annunciavi un’altra primavera.
Tu sei come la provvida formica.
Di lei, quando escono alla campagna,
parla al bimbo la nonna che l’accompagna.
E così nella pecchia
ti ritrovo, ed in tutte le femmine di tutti
i sereni animali che avvicinano a Dio;
e in nessun’altra donna.


UMBERTO SABA

Cenni biografici dello scrittore

Umberto Saba nasce a Trieste il 9 marzo del 1883 da madre ebrea e da padre appartenente alla nobiltà veneziana.
Abbandonato dal padre prima ancora che venisse al mondo, Saba trascorre la sua infanzia privo della figura paterna diviso tra l’amore per la madre adottiva e l’amore per la madre severa e austera.
L’infelicità della situazione,trasparirà presto nella preziosa malinconia della raccolta Il piccolo Berto.
Demotivato dagli scarsi profitti scolastici, abbandona gli studi e benché la madre naturale lo ostacoli nell’ amore per Leopardi, la letteratura e la poesia saranno destinate a divenire la sua sola forma di compensazione e di sfogo (le Poesie dell’adolescenza e giovanili risalgono agli anni tra il 1900 e il 1907).
Vittima della persecuzione razziale per via della sua origine ebraica, cerca rifugio prima a Parigi, poi a Roma sotto la protezione di Ungaretti ed infine a Firenze, ospite di Montale.
Nel 1909 sposa Carolina Wolfler da cui avrà una figlia.
Tra le sue opere ricordiamo:
La serena disperazione (1913-1915), Tre poesie fuori luogo, Cose leggere e vaganti (1920), L’amorosa spina (1920), Preludio e canzonette (1922-1923), Autobiografia (1924), I prigioni (1924), Preludio e fughe (1928-1929), Parole (1933-1934), Ultime cose (1935-1943), Varie Mediterranee (1945-1946), Epigrafe (1947-1948), Quasi un racconto (1951) e Sei poesie della vecchiaia (1953-1954).
Gli ultimi anni della sua vita sono resi difficili dalle continue e sempre più gravi crisi di depressione, di cui resterà vittima, e dalla malattia della moglie, che muore nel 1956.
Il 25 agosto del 1957 dopo soli nove mesi  Saba la seguirà

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venerdì, 13 giugno 2008 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

E se mi devi amare per null’altro sia

E se mi devi amare per null’altro sia
che per amore. Non dire "L’amo per il
suo sorriso, il suo sguardo, il modo
gentile di parlare, per le sue idee
che si accordano alle mie e che un giorno
mi resero sereno". Queste cose possono
Amato, in sé mutare o mutare per te.
Così fatto un amore può disfarsi.
E ancora non amarmi per la pietà che
le mie guance asciuga. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo
conforto, e perdere così il tuo amore.
Ma amami solo per amore dell’amore,
che cresca in te, in un’eternità d’amore!

ELIZABETH BARRET BROWNING

IF THOU MUST LOVE ME,LET IT BE FOR NOUGHT

If thou must love me, let it be for nought
Except for love's sake only. Do not say
"I love her for her smile her look her way
Of speaking gently, for a trick of thought
That falls in well with mine, and certes brought
A sense of ease on such a day"
For these things in themselves, Beloved, may
Be changed, or change for thee, and love, so wrought,
May be unwrought so. Neither love me for
Thine own dear pity's wiping my cheek dry,
A creature might forget to weep, who bore
Thy comfort long, and lose thy love thereby!
But love me for love's sake, that evermore
Thou may'st love on, through love's eternity.

ELIZABETH BARRET BROWNING

Cenni biografici della scrittrice

Elizabeth Barret Browning, nacque a Coxhoe Hall Durham England nel 1806.

Di salute malferma, con problemi agli arti inferiori,visse per anni nel castello paterno dedicandosi allo studio dei classici e alla composizione poetica.

All’età di dodici anni scrisse un poema epico. Nel 1844 l’uscita dei Poems la rende una delle più popolari scrittrici del momento.

Ebbe una fitta corrispondenza con il poeta Robert  Browing che sposò contro il volere del padre.

Si stabilì a Firenze nell'appartamento che oggi è diventato il museo di Casa Guidi, dedicato alla loro memoria.

Nel 1850 pubblicò Sonnets from Portuguese opera ispirata all’amore per il marito.

Grande fautrice del Risorgimento, simpatizzò per l’indipendenza dell’Italia la quale ne descrisse gli avvenimenti del 1848, 1849, in Casa Guidi Windows.

Stimava L’italiano Camillo Benson, conte di Cavour, e la sua morte la rattristò.

Le condizioni di salute di Elizabeth Barret si aggravarono e, nel 1861 morì a Firenze.

È sepolta al Cimitero degli Inglesi di Firenze.

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mercoledì, 07 maggio 2008 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

IL TUO SORRISO 

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l' aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l' acqua che d' improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d' argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d' aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell' ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d' improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perchè il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d' autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell' isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l' aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perchè io ne morrei.

PABLO NERUDA

Your Laughter

Take bread away from me, if you wish,
take air away, but
do not take from me your laughter.
Do not take away the rose,
the lance flower that you pluck,
the water that suddenly
bursts forth in joy,
the sudden wave
of silver born in you.
My struggle is harsh and I come back
with eyes tired
at times from having seen
the unchanging earth,
but when your laughter enters
it rises to the sky seeking me
and it opens for me all
the doors of life.
My love, in the darkest
hour your laughter
opens, and if suddenly
you see my blood staining
the stones of the street,
laugh, because your laughter
will be for my hands
like a fresh sword.
Next to the sea in the autumn,
your laughter must raise
its foamy cascade,
and in the spring, love,
I want your laughter like
the flower I was waiting for,
the blue flower, the rose
of my echoing country.
Laugh at the night,
at the day, at the moon,
laugh at the twisted
streets of the island,
laugh at this clumsy
boy who loves you,
but when I open
my eyes and close them,
when my steps go,
when my steps return,
deny me bread, air,
light, spring,
but never your laughter
for I would die.

PABLO NERUDA


Cenni biografici dello scrittore


Pablo Neruda è lo pseudonimo di Neftali Ricardo Reyes Basoalto.

Il poeta nasce a Parral in Ccile nel 1904, scelse il nome d’arte in onore di Jan Neruda , poeta cecoslovacco ( 1834-1891).

 Nato come poeta , Pablo Neruda entra in politica diventando diplomatico del suo paese dal 1926 al 1943.

Per via delle sue posizioni politiche subirà per alcuni anni l’esilio voluto dal dittatore Gonzales Videla.

Dopo aver girato il mondo, ritorna in Cile per volere di Salvador Allende neo presidente della reppublica che lo nomina ambasciatore in Francia.

Vince il Nobel per la letteratura nel 1971 .

Pablo Neruda muore all’eta di 69 anni dopo il suo rientro in patria avvenuto nel 1973.

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sabato, 05 aprile 2008 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

Mater Triumphans

Figlio del mio corpo di donna, tu vai coi tamburi e le trombe
a gustare il colore dell'amore e l'altro lato della vita;
dal tenero rude, dal fragile forte,
di secolo in secolo, eternamente dalla femmina viene il maschio

Le dieci dita delle mani e dei piedi e su ogni dito le unghie come piccole conchiglie,
gli occhi ciechi come gemme e la lingua che cerca di parlare;
e queste mani impotenti sul mio seno impugneranno la spada,
drogato di sonni d'oro e latte attendi il giorno del Signore.
Sposo bambino, re senza corona, sacerdote senza unzione,
soldato, amante, esploratore, io ti vedo strofinare il viso sul seno.

Tu che brancoli nel mio petto colmerai di anelli le signore,
tu che sei uscito per queste porte, squarcerai le porte dei re.

Robert Louis Stevenson

 

 

 

 

Mater Triumphans

Son of my woman's body, you go, to the drum and fife,
To taste the colour of love and the other side of life-
From out of the dainty the rude,the strong from out of the frail,
Eternally through the ages from the female comes the male

The ten fingers and toes, and the shell-like nail on each;
The eyes blind as gems and tongue attempting speech;
Impotent hands in my bosom, and yet they shall wield the sword!
Drugged with slumber and milk, you wait the day of the Lord.
Infant bridegroom, uncrowned king, unanointed priest,
Soldier, lover, explorer, I see you nuzzle the breast.

You, that grope in my bosom shall load the ladies with rings,
You, that came forth trough the doors, shall burst the doors of kings
.

Robert Louis Stevenson

Cenni biografici dello scrittore

Robert Louis Stevenson nasce a Edimburgo in Scozia il 13 novembre del 1850.
Giovane ribelle sempre  in polemica con il padre, soffre di una malattia polmonare che si aggrava soprattutto per il suo  stile di vita sregolato.
Studierà legge anche se non eserciterà mai la professione di avvocato, diventando uno scrittore.
Nel 1714 la sua malattia si aggrava e  per curarsi si recherà in Francia dove conoscerà la sua futura moglie Fanny Osbourne, donna divorziata con due figli maggiore di lui di dieci anni.
Oltre a vari racconti, Stevenson scrive anche saggi e poesie, ma è con il libro L’isola del tesoro  1883 che la notorietà lo raggiunge, e questo libro è ancora oggi il suo capolavoro più conosciuto.
Col suo stile narrativo Stevenson  ha rinnovato il romanzo d’avventura.
Nel 1886 viene pubblicato "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" cui seguirà lo stesso anno  "Il ragazzo rapito" "La freccia nera nel 1888 e il Signore di Ballantrae nel 1889.
Divenuto benestante, la sua salute lo costringerà a trasferirsi in un luogo più mite come le Isole Samoa dove si stabilirà nel 1891 e  vivrà sino alla sua morte.
Scrittore versatile passa dai  racconti letterari più diversi alla poesia, al romanzo poliziesco,storico ed esotico.
Robert Louis Stevenson muore a Upolu, nelle isole Samoa, il 3 dicembre 1894.

 

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mercoledì, 12 marzo 2008 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

Filosofia dell'amore

Le fonti si confondono col fiume
i fiumi con l'Oceano
i venti del Cielo sempre
in dolci moti si uniscono
niente al mondo è celibe
e tutto per divina
legge in una forza
si incontra e si confonde.
Perché non io con te?
Vedi che le montagne baciano l'alto
del Cielo, e che le onde una per una
si abbracciano. Nessun fiore-sorella
vivrebbe più ritroso
verso il fratello-fiore.
E il chiarore del sole abbraccia la terra
e i raggi della Luna baciano il mare.
Per che cosa tutto questo lavoro tenero
se tu non vuoi baciarmi?


Percy Bysshe Shelley

 

 

Philosophy of love

The fountains mingle with the river,
And the rivers with the ocean;
The winds of heaven mix forever
With a sweet emotion;
Nothing in the world is single;
All things by a law divine
In another's being mingle--
Why not I with thine?
See, the mountains kiss high heaven,
And the waves clasp one another;
No sister flower could be forgiven
If it disdained its brother;
And the sunlight clasps the earth,
And the moonbeams kiss the sea;--
What is all this sweet work worth,
If thou kiss not me?

Percy Bysshe Shelley

 

Cenni biografici dello scrittore

Percy Bysshe Shelley  di antica famiglia nobile, nasce il 4 agosto del 1792 a Field Place,  Warnham nella contea del Sussex
Considerato uno dei più grandi poeti inglesi romantici, studiò a Eton e a Oxford, dove fu espulso nel 1811 per la pubblicazione di un suo opuscoletto agnostico “La necessità dell’ateismo”.
Sempre nel 1811, sposa Harriet Westbrook e dopo l'ennesimo conflitto con il padre che  lo disereda, rompe ogni rapporto con lui e si trasferisce  nel Lake District. Harriet gli darà due figli, Eliza Ianthe e Charles.
Dopo la fine del matrimonio  avvenuta tre anni dopo, fugge in Francia con Mary Godwin che  sposerà nel 1816, dopo il suicidio della moglie Harriet.
Dopo essere rientrato in Inghilrerra, la lascerà nel 1818 per stabilirsi in Italia.
È forse più famoso per aver scritto opere antologiche quali "Ozymandias", l'Ode al vento dell'Ovest (Ode to the West Wind), A un'allodola (To a Skylark), e La maschera dell'anarchia (The Masque ofAnarchy); ma quelli che vengono considerati i suoi capolavori furono i poemi narrativi visionari come l' Adone (Adonais) e il Prometeo liberato
Divenne inoltre famoso per la sua amicizia con i contemporanei John Keats e Lord Byron.
La seconda moglie Mary Godwin  era in realtà Mary Wollstonecraft Shelley, autrice del romanzo Frankenstein.
Percy Bysshe Shelley  muore  per annegamento nel 1822 a soli trent’anni, mentre era a bordo della sua barca a vela  che affondò insieme a lui.
Recuperato il cadavere, le sue ceneri furono seppellite nel cimitero protestante di Roma presso La piramide di Cerio.

 

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martedì, 05 febbraio 2008 ¦ Permalink
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POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

IO SONO QUELLA CHE SONO

Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m'ama
Non è colpa mia
Se non e sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c'e niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s'amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare...
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi.

JACQUES PREVERT

 

 

JE SUIS COMME JE SUIS 

Je suis comme je suis
Je suis faite comme ça
Quand j'ai envie de rire
Oui je ris aux éclats
J'aime celui qui m'aime
Est-ce ma faute à moi
Si ce n'est pas le même
Que j'aime chaque fois
Je suis comme je suis
Je suis faite comme ça
Que voulez-vous de plus
Que voulez-vous de moi
Je suis faite pour plaire
Et n'y puis rien changer
Mes talons sont trop hauts
Ma taille trop cambrée
Mes seins beaucoup trop durs
Et mes yeux trop cernés
Et puis après
Qu'est-ce que ça peut vous faire
Je suis comme je suis
Je plais à qui je plais
Qu'st-ce que ça peut vous faire
Ce qui m'est arrivé
Oui j'ai aimé quelqu'un
Oui quelqu'un m'a aimée
Comme les enfants qui s'aiment
Simplement savent aimer
Aimer aimer...
Pourquoi me questionner
Je suis là pour vous plaire
Et n'y puis rien changer.

JACQUES PREVERT

 

Cenni biografici dello scrittore

Jacques Prévert nasce a Neuilly-sur-Seine nel 1900 ed è uno dei più grandi poeti francesi del XX secolo.
Interessatosi all’arte populista, giovanissimo entra nel gruppo di surrealisti dell’epoca come Andrè Breton  e Raymond Queneau.   
Nel1928 si discosta dal gruppo per entrare in una compagnia teatrale di sinistra il “Groupe octobre", formatasi con l’intento di promuovere un”teatro sociale e, tra il 1932 e il 1937 scrive testi per il teatro.
Ma la sua fama è dovuta alla poesia con temi come :
l’amore, la libertà,il sogno e la fantasia, la compassione,l’umorismo, la satira contro i potenti e l’oppressione sociale.
Nel 1947 sposa Janine Tricotet che li darà una figlia, Michèle.
Le poesie di Prevert sono ricche di ritmi interni, giochi di parole e di situazioni psicologiche
che rispecchiano questo grande poeta francese.
Ricordiamo alcune sue opere :
La pioggia e il bel tempo (1955) Alberi (1976) e la sempre amata “Questo Amore”che fa parte della raccolta di poesie “Paroles”del 1947
Jacques Prevert muore per un cancro al polmone a Parigi nel 1977.


 

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venerdì, 04 gennaio 2008 ¦ Permalink
categoria : poems

POESIA DEL MESE - POEM OF THE MONTH

Questo mese dedichiamo agli ospiti di isn't it romantic? una poesia made in Italy, speriamo di farvi cosa gradita.

Lavorare stanca

I due, stesi sull'erba, vestiti, si guardano in faccia
tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell'erba. Sorride scomposta, tra l'erba.
L'uomo afferra la mano sottile e la morde
e s'addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l'erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s'aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.
Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all'inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano
non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.
Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa
alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco,
interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia.
Stringe a sè il mazzo verde - raccolto sul sasso
di una grotta - di bel capevenere e volge al compagno
un'occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell'abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.
Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest'è la vendetta, s'immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.

Cesare Pavese  

Cenni biografici dello scrittore

Cesare Pavese nasce a Santo Stefano  nel 1908 da una famiglia originaria del luogo. Dopo aver studiato a Torino,  si laurea con una tesi su Walt Whitman, diventando un’esperto di letteratura angloamericana. Nella città piemontese comincia a frequentare gli ambienti della casa editrice Einaudi, intorno alla quale si erano radunati molti antifascisti. Comincia l’attività di traduttore di scrittori inglesi come: Daniel Defoe, Charles Dickens, Herman Melville, Sherwood Anderson, Gertrude Stein, John Steinbeck e Ernest Hemingway. Nel 1935 viene condannato al confino a Brancaleone Calabro dove inizia a scrivere una specie di  diario che verrà pubblicato nel 1952, dopo la sua morte con il titolo di “Il mestiere di vivere". Nella poesia esordisce nel 1935 con l’opera “Lavorare stanca”cui seguiranno altri scritti come il romanzo Paesi tuoi , La casa in collina e La spiaggia del 1941. Nel 1947 escono "I Dialoghi con Leucò", ma la consacrazione definitiva avviene con "La luna e i falò" nel 1950.I n quello stesso anno in Agosto in un albergo di Torino , Ceasare Pavese si toglie la vita oppresso da una grave forma di depressione che non lo ha mai abbandonato in tutta la sua vita. ". Dopo la sua morte viene pubblicata un'altra raccolta poetica, "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" (1951).

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martedì, 04 dicembre 2007 ¦ Permalink
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Sull'amore (Il Profeta)

Allora Almitra disse "Parlaci dell'Amore."
E egli alzò il capo e scrutò il popolo
e su di esso calò una grande quiete E con voce ferma disse:
Quando l'amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vi sono dure e scoscese.
E quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume, vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il soffio del vento del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocifigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi raccoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi setaccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cerchereste nell’amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete, ma non tutto il vostro riso, e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non dà nulla fuorché se stesso, e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l’amore basta all'amore.
Quando amate non dovreste dire: "Ho Dio nel cuore", ma piuttosto, "Io sono nel cuore di Dio".
E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni, è lui che vi guida.
L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia alla notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell’ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l’amato e una canto di lode sulle labbra.

Kalhil Gibran

The Prophet On Love


Then said Almitra, Speak to us of Love.
And he raised his head and looked upon the people,
and there fell a stillness upon them. And with a great voice he said:
When love beckons to you, follow him,
Though his ways are hard and steep.
And when his wings enfold you yield to him,
Though the sword hidden among his pinions may wound you.
And when he speaks to you believe in him,
Though his voice may shatter your dreams as the north wind lays waste the garden.
For even as love crowns you so shall he crucify you.
Even as he is for your growth so is he for your pruning.
Even as he ascends to your height and caresses your tenderest branches that quiver in the sun,
So shall he descend to your roots and shake them in their clinging to the earth
Like sheaves of corn he gathers you unto himself.
He threshes you to make you naked.
He sifts you to free you from your husks.
He grinds you to whiteness.
He kneads you until you are pliant;
And then he assigns you to his sacred fire, that you may become sacred bread for God’s sacred feast.
All these things shall love do unto you that you may know the secrets of your heart, and in that knowledge become a fragment of Life’s heart,
But if in your fear you would seek only love’s peace and love’s pleasure,
Then it is better for you that you cover your naked-ness and pass out of love’s threshing-floor,
Into the seasonless world where you shall laugh, but non all of your laughter, and weep, but not all of your tears.
Love gives naught but itself and takes naught but from itself.
Love possesses not nor would it be possessed;
For love is sufficient unto love.
When you love you should not say, “God is in my heart”, but rather, “I am in the heart of God”.
And think not you can direct the course of love, for love, if it finds you worthy, directs your course.
Love has no other desire but to fulfil itself.
But if you love and must needs have desires, let these be your desires:
To melt and be like a running brook that sings its melody to the night.
To know the pain of too much tenderness.
To be wounded by your own understanding of love; and to bleed willingly and joyfully.
To wake at dawn with a winged heart and give thanks for another day of loving;
To rest at the noon hour and meditate love’s ecstasy;
To return home at eventide with gratitude;
And then to sleep with a prayer for the beloved in your heart and a song of praise upon your lips.


Kalhil Gibran

 

Cenni biografici dello scrittore

Kahlil Gibran nasce a Bisherri, una cittadina nel Libano settentrionale, il 6 gennaio 1883, luogo circondato dai famosi "Cedri del Libano". Si chiamava Gibran Khalil Gibran e quando emigrò negli Stati Uniti a undici anni il nome gli fu abbreviato da un'insegnante inglese. Nei suoi scritti in inglese la sua firma sarà sempre Kahlil Gibran.
Nel 1984 emigra a Boston con la madre e i fratelli Mariana,  Sultana e il fratellastro Boutros mentre il padre semialcolizzato con cui non ha un buon rapporto rimane in libano.
La sua religiosità e i valori umani  della sua tradizione culturale  li vengono trasmessi dalla madre Kamele Rahmè.
A 14 anni torna in libano e completati gli studi, nel 1897, viaggia attraverso il Libano e la Siria.
A Boston, nel 1904, conosce Mary Haskell, di dieci anni più grande di lui  e preside di una scuola femminile.
Sarà l'incontro più importante della sua vita. Mary sarà sua collaboratrice, amica, musa, e più tardi curatrice delle sue opere.
Tornato negli Stati Uniti nel 1912 va a vivere a New York dove apre uno studio, da lui definito nei suoi scritti "l'eremo"  dove si dedica contemporaneamente alla letteratura e alle arti figurative.
La salute di Gibran è piuttosto minata negli ultimi anni di vita che trascorre tra New York e Boston, dove vive e lavora sua sorella Mariana. Muore a New York, di cirrosi epatica e con un polmone colpito da tubercolosi, il 10 Aprile 1931, aveva 48 anni e stava lavorando a "The Wanderer" raccolta di parabole e parole. Gibran è sepolto in un antico monastero del suo paese d'origine, secondo la sua volontà. Per l'occasione il giornale "The New York Sun" annunciò: "A Prophet is Dead." "Un profeta è morto". Gibran lascia i diritti d'autore in eredità agli abitanti di Bisherri per opere di pubblico beneficio.

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venerdì, 02 novembre 2007 ¦ Permalink
categoria : poems


SE
Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
e mettendo in conto anche il loro dubitare;
se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa,
se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,
senza apparir però troppo buono o troppo saggio;

se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso
trattando quei due impostori allo stesso modo
se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;

se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
a perdere e a ricominciar tutto daccapo,
senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
e a tener duro quando niente più resta in te
tranne la volontà che ingiunge: "tieni duro!";

se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario;
se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti,
se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile
e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
e - quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio!

Rudyard Kipling

 

IF

If you can keep you head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too;
If you can, wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don't deal in lies,
Or being hated, don't give way to hating,
And yet don't look too good, not talk too wise:

If you can dream - and not make dreams your master;
If you can think - and not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same;
If you can bear to hear the truth yuo've spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build 'em up with worn-out tools:

If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-andtoss,
And lose, and start again at your beginnings,
And never breathe a word about your loss;
If you can force yourheart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: "hold on!"

If you can talk with crowds and keep your vrtue,
Or walk with Kings - nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much;
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds' worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that's in it,
And - which is more - you'll be a Man, my son!

Rudyard Kipling

Cenni biografici dello scrittore

Joseph Rudyard Kipling nasce a Bombay nel 1865 e trascorre la sua infanzia in India dove il padre esperto d'arte e pittore,era conservatore in un museo e professore di scultura architettonica.
Visse un infanzia infelice e all’età di sei anni nel 1871 fu mandato Southsea,in Inghilterra presso una zia sposata a un comandante di marina in pensione affinché avesse una «corretta educazione inglese.
Questo segnò a vita il poeta che subisce dai due tutori torture sia fisiche che mentali compromettendo così la salute e la vista.
Nel  1878 entra nella United Service College di Westward un ambiente rigido e ossessivo,ma con una sua rigorosa moralità.
Torna in India nel 1882 come giornalista e nel 1889 rientra in Inghilterra diventando uno degli scrittori più letti e pagati.
Nel 1892 sposa Caroline Starr Balestrier,di origine americana e nel 1907 ebbe il premio nobel.
Nella prima guerra mondiale perde il suo unico figlio maschio.
Muore a Londra  nel 1936 e viene sepolto nell'Abbazia di Westminster, fra i Grandi d'Inghilterra.

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