RECENSIONE: SAI TENERE UN SEGRETO? ( Can you keep a secret? ), di Sophie Kinsella
Anno: 2003
Edizione originale:
Pubblicato in Italia da : Arnoldo Mondadori S.P.A; prima edizione agosto 2003; seconda edizione nella serie “Oscar bestseller”, giugno 2005.
Formato: paperback
Livello di sensualità: subtle (sottile)
Genere: chick lit
Ambientazione: Inghilterra, 2003
Voto: 9/10
Emma Corrigan è una ragazza come tante. Vive a Londra, divide l’appartamento con le amiche Lissy e Jemima, lavora come assistente marketing presso la Panther Corporation, un’importante multinazionale.
Proprio il suo primo viaggio di lavoro sarà l’occasione per cambiare la sua vita, anche se non nel modo che Emma sperava ( cioè con una promozione ): durante il volo di ritorno, in un momento di panico dovuto a un’improvvisa turbolenza, racconta al suo vicino di posto, un perfetto sconosciuto, tutti i suoi segreti: dal suo vero peso ai dubbi sulla sua relazione col fidanzato, dal senso di inadeguatezza rispetto alla cugina di successo al fatto che il perizoma le dà fastidio… insomma, piccole e grandi cose quotidiane che , per quieto vivere o per altri motivi, ha tenuto per sé. Una volta a terra, la nostra amica non bada più a ciò che è successo sull’aereo e a quello sconosciuto che ha ascoltato i suoi più intimi pensieri senza battere ciglio.
Fino a quando un bel giorno, in azienda non arriva nientepopodimeno che Jack Harper, il fondatore della Panther Corporation, in visita alle sue filiali: che, con grande sgomento di Emma, è proprio lui, lo sconosciuto ascoltatore…
Abbandonata (momentaneamente: all’epoca erano stati pubblicati solo i primi tre episodi) la serie I LOVE SHOPPING, Sophie Kinsella ci regala stavolta un romanzo un po’ diverso: una commedia degli equivoci con tratti seri.
Partendo dal presupposto che tutti, chi più chi meno, abbiamo dei segreti, la domanda di fondo è: quanto questi segreti, anche i più piccoli, possono condizionare o addirittura cambiare la nostra vita? Perché solitamente si pensa che siano solo i grossi segreti a poter avere questa funzione; ma la storia di Emma ci dimostra esattamente il contrario.
I segreti di Emma ( più reale e meno maniacale di Becky Bloomwood, seppur vicina a lei come svampitezza ) infatti, a ben vedere, non sono niente di che: la nostra ha mentito sul suo peso- ovviamente togliendosi qualche kg! ( e quante di noi non l’hanno mai fatto? ), si è tolta una taglia, ha finto di apprezzare tutti i concerti jazz e i film di Woody Allen propinatigli dal fidanzato e i capi all’uncinetto confezionategli da una collega ( mentre lei li odia ), si è vendicata della collega antipatica innaffiandogli la piantina con del succo d’arancia, ha nascosto alla compagna di appartamento il fatto di aver qualche volta preso in prestito senza chiederglielo i suoi vestiti firmati….insomma, tutte cose veniali. Rivelando le quali però Emma ha involontariamente scoperchiato un vaso di Pandora, e se ne accorgerà solo dopo qualche tempo…infatti l’uomo a cui ha confidato tutto, lo sconosciuto che tale avrebbe dovuto rimanere, è invece Jack Harper, il multimilionario fondatore della compagnia in cui Emma lavora. 
Jack ( il tipico famoso e fascinoso stufo di avere tutti ai suoi piedi - povero lui, lasciatemelo dire! ) rimane affascinato da quella giovane donna impulsiva ma soprattuto molto più “reale” di tutte le donne che ha avuto finora, appartenenti al jet set: tant’è vero che inizia un corteggiamento abbastanza serrato, in cui risulta chiaro fin da subito che le due parti sono sbilanciate: mentre lui sa quasi tutto di Emma, lei si accorge di non saperne molto di lui, soprattuto riguardo ad alcuni fatti misteriosi accaduti durante i loro appuntamenti. E quindi non è l’unica ad avere dei segreti…
Tutto ciò scatenerà una serie di eventi a catena, a volte divertenti, a volte seri ( soprattutto il principale, quello che a metà del romanzo sembra decisivo nel rovinare la nascente storia tra Emma e Jack ), che serviranno alla nostra amica per conoscere meglio sé stessa, gli altri e soprattutto per maturare: imparerà a farsi rispettare, a esprimere i propri desideri senza timore di ferire gli altri, a capire che tutto ( o quasi ) ha una spiegazione logica…
Il romanzo è scritto con lo stile vivace tipico dell’autrice, che in più ci mette un pizzico di mistero, riguardante i vari segreti dei personaggi che si intrecciano, e sicuramente ci regala una storia in cui al posto della moda la fa da padrona l’importanza della sincerità.
Certo nel finale c’è un particolare da cui si potrebbe rimanere un pochino delusi..ma in fondo, così vanno le cose a volte. Di cosa sto parlando?
Non ve lo dico…è un segreto! 
Tiziana
RECENSIONE NON PROPRIO UN GENTILUOMO (Almost a gentleman) di Pam Rosenthal
Prima edizione anno: 2003 by Brava Books, Kensignton Publishing Corp.
Edito in Italia da: Mondadori, I Romanzi Passione no.30 novembre 2009
Ambientazione: regency
Livello di sensualità: burning (estremo)
Voto/rating: 7/10
Cosa c’è di più devastante nella vita di una donna che perdere i propri figli, quello nato e quella che porta in grembo? Peggio ancora: vedere il proprio bimbo sbalzato e poi schiacciato dalla carrozza guidata dal proprio marito ed assistere impotenti alla sua morte. Come si può accettare tutto questo? E soprattutto, come si può sopravvivere? Invece di una muta rassegnazione, del rifugio nella follia od addirittura del suicidio, lady Phobe Claringworth sceglie di morire sì per il mondo e di rinascere come Phizz Marston, damerino, giocatore d’azzardo, dandy, arbiter elegantiarum. Tanto Phoebe era sottomessa e vittima nella sua vita precedente, tanto Phizz è spregiudicato, cinico e vincente. Tutti lo ammirano, tutti lo temono, nessuno sa chi egli sia veramente. Quando il vedovo lord David Hervey lo vede la prima volta ad un ballo si sente irrimediabilmente attratto dal giovane e benché non abbia mai avuto certe tendenze, inizia a temere di stare divenendo omosessuale poiché Marston lo ossessiona. Scoprirà ben presto e con sollievo che l’oggetto del suo desiderio è una donna e che lo ricambia pienamente, ma anche che qualcuno la sta spiando per farle del male, quindi si offrirà di aiutarla e proteggerla. Ma la battaglia peggiore, per entrambi, sarà quella con sé stessi, per accogliere e nutrire quel sentimento che tutti e due rifuggono ma di cui allo stesso tempo non possono fare a meno. Per abbracciare la vita anziché la morte, poiché niente è peggiore del decesso dello spirito.
Questo non è certo il solito romance, niente trama e personaggi rassicuranti ed abusati, per cui chi ama le storie ripetitive e conosciute dovrebbe lasciar perdere. Chi invece ha voglia di provare qualcosa di insolito dovrebbe invece leggerlo.
Pam Rosenthal scrive benissimo, con una lucidità , un acume ed una intelligenza che spesso non si trovano in questo tipo di narrativa. Come difficilmente si trovano le riflessioni sulla condizione sociale, culturale e sessuale delle donne, nonché di quei poveri il cui lezzo non riesce quasi mai ad insinuarsi nelle essenze pesanti e dolciastre del romance. Phoebe non è un’eroina simpatica od accattivante, è un’intellettuale frustrata, una persona svuotata quasi di energie vitali, una donna che non si sente più tale, un individuo che ha scelto la rivalsa come unica scappatoia all’intollerabile. Travestita da Phizz può essere e fare tutto ciò che Phoebe non poteva, ottenere e godersi cose e persone come una donna mai sarebbe stata in grado di fare. Assaporare la liberta senza catene, osare, battersi e vincere. Ma a parte una sorta di euforia iniziale, i suoi giorni oramai girano a vuoto e Phoebe non ha scopi, né progetti che vadano oltre l’indomani. L’inedia le si sta avvolgendo attorno lentamente ma inesorabilmente. Fin quando non incrocia lo sguardo di lord Linseley, riconoscendo istintivamente in lui quella presenza pacata eppure solida, che può riportare l’ emozione nelle sue giornate.
David è un uomo equilibrato, amante delle sue terre e della sua gente, per le quali si batte in Parlamento. Un uomo generoso, passionale ma fortemente spaventato all’idea di abbandonarsi all’amore, però per Phoebe metterà in discussione le sue idee ed il suo modo di vivere, confrontandosi con la diversità sotto varie forme e ponendo infine la donna amata su un piano egalitario e non inferiore. David e Phoebe si avvicineranno e tenteranno di incastrarsi anche oltre le regole stabilite dalla società, per inventare un’altra via, una giusta per loro. La felicità non si trova dietro l’angolo, bisogna battersi per essa ed essere disposti a sacrifici e rinunce per essa, una lezione che i nostri protagonisti impareranno sulla loro pelle, non si può evitare la gioia per sfuggire il dolore, l’una va con l’altro, come le dita si una mano. Il romanzo avrebbe certamente toccato ben altri vertici se a tutto questo la Rosenthal fosse riuscita ad aggiungere maggiore intensità, l’impressione che si ha, a volte, è di una certa freddezza e di un racconto troppo cerebrale per coinvolgere fino in fondo. Infatti se nella seconda parte la trama acquista densità con l’evolvere della relazione tra i protagonisti, nella prima si rimane perplessi su come quest’attrazione tra Phizz e David sia nata: purtroppo non si sente, benché ci venga descritta noi non la percepiamo, se non dopo molte pagine. Una pecca che guasta i meriti oggettivi di questo libro, forse anche dovuto al confronto diretto, questo mese, con la “divina” Kleypas, la cui capacità nel creare e trasmettere sensualità è leggendaria. Un romanzo interessante, intelligente e differente, non un capolavoro ma una bella lettura.
RECENSIONE :
LEZIONI DI DESIDERIO (Lessons of Desire) di Madeline Hunter
Publisher / Editore: Bantam Books
Publication date: 2007
Genre and setting / Genere e ambientazione: Historical, Italy-England 1820s / Storico, Italia-Inghilterra 1820 circa
Format: Paperback
Sensuality Rating / Livello di Sensualità: warm / caldo
Rating/Voto: 5/10
Edizione Italiana: Romanzi Mondadori n. 877
Collegamenti con altri libri / Connection to other books :
Questo è il secondo romanzo della serie Rothwell così composta:
1- LE REGOLE DELLA SEDUZIONE (The Rules of Seduction) : storia di Hayden Rothwell e Alexia Welbourne
2- LEZIONI DI DESIDERIO (The Lessons of Desire) : storia di Elliot Rothwell e Phaedra Blair
3 - Secrets of Surrender - protagonisti Roselyn Longworth e Kyle Bradwell
4 - The Sins of Lord Easterbrook - protagonisti Leona Montgomery e Christian Rothwell, marchese di Easterbrook
Il marchese di Easterbrook ha un problema: alcune notizie compromettenti contenute in un memoriale di un certo Richard Drury possono attirare lo scandalo sulla sua famiglia. Elliot, il fratello minore dei Rothwells, si fa carico di trovare il manoscritto e di epurarlo da tutto ciò che tocca la memoria del loro padre, che secondo quanto scritto da Drury, sarebbe responsabile della morte di un ufficiale mandato dall’altra parte del mondo, probabilmente l’amante della loro madre.
Purtroppo, il manoscritto, dopo la morte dell’editore socio di Drury, è divenuto di proprietà, insieme alla casa editrice, della figlia di Drury: Phaedra Blair. Una donna che già di per sé è un ostacolo, per la sua condotta immorale e la sua filosofia di vita, ammirata ma anche tenuta a distanza, che nessuno è mai riuscito a conquistare, e che in quel momento si trova in Italia, a Napoli.
Elliot la raggiunge proprio quando Phaedra ha maggior bisogno del suo aiuto, tenuta agli arresti nella stanza dell’albergo, per aver causato, con il suo comportamento disinvolto, un duello tra due pretendenti, uno dei quali un parente del re.
Elliot approfitta della situazione per prendere la donna sotto la propria responsabilità, e mentre la porta via da Napoli cerca di convincerla ad epurare il manoscritto dalle confidenze fatte a Drury di un ufficiale, che accuserebbero suo padre di essere il mandante dell'omicidio dell'amante della moglie.
Purtroppo, Phaedra non ha alcuna intenzione di privare il manoscritto di una delle sue parti, a meno che non vi siano prove che sia falsa.
Elliot, che non è immune al fascino anticonvenzionale e agli atteggiamenti liberi di Phaedra, deve trovare il modo di evitare lo scandalo che pende sulle loro teste. Ben presto però, complice l'assolata Italia, in lui si insinuano il desiderio e l'amore per quella donna fiera e bella, ma irraggiungibile, che ha giurato di non appartentere mai a un uomo.
Lezioni di Desiderio è un libro molto particolare.
A mio avviso, può piacere moltissimo o non piacere affatto, poiché tocca un argomento che di base dovrebbe mettere d'accordo ogni lettrice - ovvero la parità dei sessi e il diritto della donna di avere potere sulla propria vita e sul proprio patrimonio - ma che qui è volutamente portato all'esagerazione, mostrando in questo modo come anche la cosa più giusta possa risultare sbagliata se estremizzata.
Phaedra è stata allevata da una donna che rifiuta di sposarsi per non essere proprietà di un uomo, che vive da sola, e che incoraggia la figlia a seguire la stessa filosofia di vita, mandandola a vivere da sola a 16 anni perché diventi indipendente e padrona di se stessa.
Phaedra è considerata un’anticonvenzionale e una donna di bassa levatura morale, vive liberamente e ha tanti "amici"; lei non li considera amanti, poiché anche gli amanti hanno potere sullo spirito della donna e lei invece deve rifiutare ogni forma di controllo.
Elliot invece è un passionale, lui ama e vuole possedere, ma di fronte a questa donna, deve imparare ad aprire le mani invece che a chiuderle, anche se questo vuol dire andare contro la sua natura e accettare compromessi da cui si sente intimamente umiliato e frustrato.
Mentre per Phaedra l'amore è concentrato sul mero scambio di libero piacere fisico, per Elliot è un momento di profondo coinvolgimento emotivo, ed è lui a mostrarle la differenza, ad obbligarla a provare qualcosa di più intimo, in una delle scene a mio parere più belle del romanzo, quella sulla torre, ma che è anche molto atipica, poiché in essa i ruoli appaiono rovesciati proprio perché in genere la fisicità è un aspetto preponderatamente maschile nel rapporto sessuale.
Nonostante la scuola della madre, e la "necessità" di rimanere libera, che si tramuta ad un certo punto in un peso insostenibile, Phaedra si innamora di Elliot, e combatterà una dura battaglia con se stessa, per comprendere che non c'è sconfitta nel matrimonio, e che l'amore può dare le risposte laddove nessuno può darle.
Io sono una delle lettrici a cui non è piaciuto proprio per questa inversione di ruoli, per la caratterizzazione esasperata di Phaedra, e non ultima un'ambientazione italiana che non mi ha particolarmente convinta.
RECENSIONE LA MUSICA DELLA NOTTE (The music of the night) di Lydia Joyce
Prima edizione: 2005 by Signet Eclipse
Edito in Italia da: Mondadori, I Romanzi no.885, Novembre 2009
Ambientazione: Italia, 1874 circa
Livello di sensualità: hot (bollente)
Voto: 8/10
Collegamenti ad altri romanzi: secondo volume della serie Night (perchè è la notte a fare da filo conduttore di tutti i racconti) così composta:
1. IL VELO DELLA NOTTE (The Veil of Night) – protagonisti Byron Stratford, Duca di Raeburn, e Victoria Wakefield – potete trovare le nostre note sul romanzo qui http://romancebooks.splinder.com/post/21031095
2. LA MUSICA DELLA NOTTE (The Music of the Night) – protagonisti Sebastian Grimsthorpe, Lord Wortham, e Sarah Connolly
3. Whispers of the Night – protagonisti Dumitru Constantinescu, conte di Severinor, e Alcyone Carter
4. Voices of the Night – protagonisti Charles Crossham, Lord Edgington, e Maggie di King Street
5. Shadows of the Night – protagonisti Colin Radcliffe e Fern Ashcroft.
Sebastian Grimsthorpe aspetta nell'ombra di una bottega che la sua preda si avvicini. Non si trova a Venezia per caso, né ha abbandonato la natia Inghilterra assumendo l'identità del ricco argentino senor Guerra per un capriccio, ma al fine di ottenere giustizia per la sua giovanissima figlia illegittima. La legge in patria, viziata da interessi e pregiudizi, gli è stata avversa, lasciando a piede libero colui che un tempo gli era amico ed ora è il suo peggior nemico: Bertrand de Lint, annoiato, ricco, viziato e vizioso libertino, che per appagare le sue basse voglie ha violato una ragazza innocente. Mentre lo osserva avvicinarsi all'attracco con l'imbarcazione, la rabbia per il torto subito si mescola all'incredulità per la faccia tosta di de Lint che ha proclamato al mondo di essere stato in realtà sedotto dalla piccola Adela, gettando quindi discredito sulla povera vittima e su Sebastian stesso, pessimo padre, all'aspettativa per l'inizio del complicato piano che ha concepito. Questa volta, Bertrand non potrà fuggire e dovrà pagare per le sue colpe. Ma non appena de Lint sbarca, non è da lui che lo sguardo Grimstorpe è attratto, né dalle sue nipoti e cugine che l'accompagnano in questo viaggio nella Serenissima, ma da una donna piccola, esile e chiaramente di condizione poco elevata. Un paio di occhi meravigliosi incrocia i suoi e per un attimo il tempo sembra fermarsi, non c’è più un “prima” od un “dopo” ma solo un “ora”, non più angosce e preoccupazioni ma solo il piacere del momento. Poi l’incantesimo si rompe e Sebastian si rende conto delle evidenti benché non troppo marcate cicatrici da vaiolo che marchiano il suo viso e del fatto che ella sia legata in qualche modo a de Lint, visto che lui la sta aiutando a scendere a terra. Un’amante probabilmente, si dice Sebastian ed immediatamente, anche spinto da un improvviso quanto intenso desiderio, modifica i suoi piani per includerla ed umiliare ulteriormente Bertrand.
Sarah Connolly fissa lo sconosciuto seminascosto nel palazzo di fronte al pontile ed il cuore accelera i battiti, il calore le invade corpo e cuore, facendola sentire per un istante lungo un’eternità, bella, desiderabile e piena di vita, non la povera sfigurata, sola e negletta che è. Pur ringraziando il cielo di aver insperatamente trovato quell’impiego come dama di compagnia di Lady Merrill, la presenza di suo figlio le ricorda che è solo un’inferiore pronta per essere preda, senza potersi difendere, degli istinti del suo padrone, non è che una donna ed una serva, il suo destino segnato, le aspettative per il futuro poche. Eppure le è bastato sentirsi osservata da quello sconosciuto per immaginare e sognare una vita diversa, per sperare in un miracolo, per illudersi che anche a lei, almeno una volta, la fortuna potrebbe arridere. Nonostante sappia che è una follia, farà di tutto per aggrapparsi a questa fioca luce nel buio dei suoi giorni, correrà rischi assurdi per conoscere anche piccole briciole di gioia, per sentire la vita riempirla anche se per poco tempo. Costi quello che costi, è pronta a pagarne il prezzo, che sarà invero alto, come lo sarà anche per Sebastian, così alto che le loro esistenze non saranno più le stesse.
Avrei voluto recensire un altro libro oggi, ma dopo aver letto questo mi è stato impossibile. Avevo letto e molto apprezzato il precedente Il velo della notte, ma questo secondo romanzo di Lydia Joyce è stata una piacevole d inaspettata sorpresa. Scritto con perizia ed eleganza, rivela uno stile più maturo ed una maggiore sicurezza dell’autrice nei suoi mezzi espressivi, tanto da potersi dedicare in scioltezza alla storia ed personaggi, mentre ne Il velo della notte, si avvertiva una maggiore concentrazione sull’estetica della scrittura.
La trama, per quanto non originalissima, è talmente intensa da catturare immediatamente l’attenzione del lettore e mantenere alto il ritmo fino alle ultime pagine, a cui si giunge senza quasi rendersi conto di averle letteralmente divorate. Perché sin dal primo capitolo anche noi, come Sarah, siamo preda di una magia e ci troviamo completamente immerse nella vicenda. Sarah e Sebastian sono due figure contraddittorie, tormentate e sofferenti anche se per motivi molto differenti, che si incontrano quando non dovrebbero e come due ladri nella notte, provano a rubare uno scampolo di felicità. La Joyce è bravissima nel farci entrare dentro l’animo alquanto buio dei suoi personaggi, nel farci provare i loro patemi, nel permetterci si scorgere i lampi di possibile salvezza che appaiono loro davanti e che per essere abbracciati richiedono però sacrificio e fatica. Assisteremo alla crescita di Sarah e Sebastian con trepidazione e partecipazione, ci commuoveremo per le loro traversie e festeggeremo con loro il lieto fine, soddisfatti per una lettura densa e non scontata, quando sarebbe stato molto più semplice essere superficiali e poco profondi, oppure virare al melodrammatico come sovente fanno diverse scrittrici, sollecitando e sfruttando una risposta emotiva coatta. Ma Lydia Joyce si accosta alla sua coppia di eroi con rispetto, naturalezza e genuino interesse, ci svela la loro natura con delicatezza ma senza nascondere nulla, rendendoli quindi veri ed appassionanti.
Sarah, fragile ed insicura, imparerà ad avere coscienza di sé stessa, ad amarsi ed accettarsi, divenendo da bruco splendida farfalla, Sebastian farà pace con la sua sete inesausta di accettazione, approvazione ed affetto ed imparerà dai suoi errori, trovando la forza di provare ad essere un uomo ed un padre migliore. Il tutto in una storia dove, come nella realtà, non ci sono gli assoluti, ma l’infinità varietà delle mezze tinte e prima di arrivare al mare limpido, bisognerà sguazzare nell’acqua melmosa della laguna di Venezia. Unica nota dolente, a mio avviso, l’essere ricorsa da parte dell’autrice ad alcuni clichees nella figura di Sarah, oltre al fatto che difficilmente una ragazza dalle origini così umili e dalla vita passata nei bassifondi, per quanto abbia poi trascorso alcuni anni a sgrezzarsi, sarebbe stata in grado si raggiungere quel grado di istruzione e quei modi raffinati, tanto da poter passare per una aristocratica. Peccato perdonabile, visti i numerosi altri meriti del romanzo.
Emozionante e convincente, nonché estremamente sensuale, consigliatissimo.
RECENSIONE :
IL PERICOLO E IL PIACERE (The Perils of Pleasure) di Julie Anne Long
Publisher / Editore: Avon
Publication date: 2008
Genre and setting / Genere e ambientazione: Historical, England 1820s / Storico, Inghilterra 1820
Format: Paperback
Sensuality Rating / Livello di Sensualità: hot / bollente
Rating/Voto: 8/10
Edizione Italiana: Romanzi Passione Mondadori n. 29
Collegamenti con altri libri / Connection to other books :
E’ il primo romanzo della serie detta di "Pennyroyal Green", un piccolo villaggio del Sussex, Inghilterra dove vivono le ricche famiglie degli Everseas e dei Redmonds. La serie è composta da:
1 - IL PERICOLO E IL PIACERE (The Perils of Pleasure) - protagonisti Colin Eversea e Madeleine Greenway
2 - Like No Other Lover - protagonisti Miles Redmond e Cynthia Brightly
3 - Since the Surrender - protagonisti il capitano Chase Eversea e Rosalind March
Gli Everseas e i Redmonds, le famiglie più ricche e più potenti di Pennyroyal Green, Sussex, sono da sempre rivali e in molte occasioni si sono ritrovate l’una contro l’altra, si dice da quando, ai tempi di Guglielmo il Conquistatore, un sassone Redmond ha ucciso il primo normanno Eversea per avergli rubato una mucca. Si dice anche che il furto di quella mucca fu solo l’inizio, e che gli Everseas da allora hanno costruito la loro fortuna grazie al furto, il contrabbando, la pirateria e in molti altri modi illegali.
Ora, i rapporti tra Everseas e Redmonds sono nuovamente tesi.
L’affascinante Colin, il più giovane dei fratelli Everseas, seduttore e canaglia che ha passato la vita ad uscire illeso da un guaio dopo l’altro, sta per essere impiccato per un omicidio che non ha commesso. L’intero paese ricorda le sue gesta e le sue prodezze, come se fosse un eroe, la sua famiglia è riunita a lutto, la ragazza che aveva progettato di sposare, Louisa, viene fidanzata a suo fratello maggiore Marcus, e i Redmonds sono soddisfatti che giustizia sia fatta, poiché ritengono gli Everseas responsabili della morte del figlio maggiore Lyon.
L’unica persona in grado di testimoniare la sua innocenza, Horace Peele, è scomparsa la sera stessa del suo arresto, e Colin non può fare nulla se non cercare di affrontare la forca con lo stesso stile con cui ha condotto finora la sua vita. Inaspettatamente, mentre si avvia al patibolo, con la folla inneggiante che canta le ballate sulle sue prodezze, scoppiano improvvise esplosioni e tra il fumo e l’inenarrabile confusione, qualcuno gli infila un sacco in testa e lo trascina via.
Salvato dal patibolo, Colin si ritrova legato e rinchiuso in una cantina. La donna che ha organizzato la sua fuga non ha intenzione di liberarlo, ma di lasciarlo lì, a disposizione della persona anonima che ha pagato per i suoi servigi.
Madeline Green infatti è una coordinatrice che, grazie ai suoi contatti con il mondo della malavita londinese, assume le persone giuste perchè svolgano certi lavori per clienti che rimangono irrintracciabili. Prima che possa andarsene e riscuotere il suo compenso però, un uomo fa la sua apparizione nella cantina e le spara. Colin si lancia su di lei, salvandole la vita. La convince così ad unire le loro forze per scoprire l’identità del mandante e della persona che ha cercato di ucciderla, sperando nello stesso tempo di trovare le prove per scagionarsi dall’accusa di omicidio e riuscire a sposare la donna dei suoi sogni prima che lo faccia suo fratello, entro pochi giorni.
Inizia così una collaborazione basata sulla diffidenza, ma durante questi giorni passati forzatamente insieme, l’attrazione fisica li avvicina, imparano a conoscersi e a fidarsi l’uno dell’altra, più di una volta mettono la loro vita nelle mani dell’altro, fino al punto inc ui non è più possibile reprimere la passione.
Nell’evolversi del rapporto tra Colin e Madeline, la reciproca attrazione e il tempo sono fattori fondamentali. E' un romanzo frenetico, ma ci sono anche momenti molto intensi, che testimoniano una tensione sessuale che accompagna buona parte del romanzo. Molto bella e suggestiva la prima volta che si ritrovano l'uno tra le braccia dell'altro, in un fienile in cui hanno trovato riparo clandestino per la notte, dove l'elemento predominante è il silenzio denso di desiderio e di passione.
E’ un romanzo che cattura immediatamente l’attenzione, grazie all’abilità narrativa con la quale la Long ci introduce queste due famiglie, gli Everseas e i Redmonds, rivali da tempo immemorabile, e la figura affascinante di Colin, popolare e amato libertino, che incontriamo nel momento in cui deve affrontare la forca, e si sforza di farlo con stile.
Madeline è un enigma fin dalle prime righe, ma conquista man mano che la si conosce.
Colin e Madeline sono estranei e diffidenti l’uno dell’altro, ma sono anche profondamente attratti l’uno dall’altra, e il viaggio che intraprendono alla ricerca della verità diventa un percorso di reciproca conoscenza, verso la fiducia e l’amore. I dialoghi si evolvono insieme ai loro sentimenti, il modo di guardarsi, di parlarsi, di toccarsi cambia man mano che il loro rapporto diventa più profondo e più intimo; vi sono scene molto intense e sensuali, altre ravvivate da un tocco di pacato, particolarissimo umorismo.
La Long ha uno stile piacevole, capace di ritrarre personaggi molto credibili e di creare la giusta dose di suspense e di romanticismo in una trama densa di avvenimenti.
RECENSIONE: IL GIGLIO E LA SPADA, di Alexandra J. Forrest

Anno: 2008
Edizione originale: -
Pubblicato in Italia da: Harlequin Mondadori, serie I GRANDI ROMANZI STORICI SPECIAL, n.111, maggio 2009
Formato: paperback
Livello di sensualità: subtle (sottile)
Genere: medievale
Ambientazione: Francia - Terra Santa, XII secolo.
Voto: 7/10
Elise ed Eric, cresciuti insieme, si amano fin dall’infanzia. Eric è figlio primogenito del conte Udo, che ha accolto in casa sua Elise da bambina dopo che la sua famiglia era stata sterminata, lasciandola sola e priva di mezzi. Purtroppo il loro amore è ampiamente osteggiato dallo stesso Udo, che sogna per il figlio un futuro di gloria e una moglie ricca che aumenti la potenza della famiglia. Dopo un fallito tentativo di fuga, Elise ed Eric vengono separati:lui viene mandato in Terra Santa presso un cugino, lei viene spedita in convento.
Ma nonostante la lontananza e i diversi percorsi di vita che intraprendono, il loro amore non muore. E quando Eric ritorna i due si ritrovano…
Come ormai tutti sapete, non amo i medievali, ma questo ha costituito una piacevole eccezione, tant’è vero che lo vedrei bene come soggetto di uno sceneggiato.
E’ il primo romanzo che leggo di quest’autrice, ma ho trovato il suo stile semplice, scorrevole e allo stesso tempo intrigante e coinvolgente. Le avventure di Eric ed Elise si snodano in un’arco di tempo non lunghissimo ma sicuramente intenso e pieno di avvenimenti, eppure non ci si annoia o si perde interesse per il destino del loro amore; oltretutto mi è molto piaciuto il modo realistico in cui la vicenda viene affrontata.
I nostri due protagonisti infatti soffrono per la separazione cui sono costretti e per la lontananza, ma non fino al punto di struggersi e ammalarsi… almeno nel caso di Eric, che come è ovvio ( ricordiamoci che siamo nel Medioevo ) ha certamente un campo d’azione più ampio di quello di Elise. Se lei infatti deve vedersela con la durissima vita del convento, dove subisce vari maltrattamenti da parte della crudele badessa, Eric durante il viaggio in Terra Santa scopre veramente un altro mondo: il contatto con una cultura diversa, con persone potenti ( lo sfortunato re Baldovino, le sue sorelle Isabella e Sibilla, il guerriero Saladino ), con intrighi di corte che gli danno la possibilità di fare carriera come uomo di fiducia del re ( con tutti gli onori ma anche i rischi che ciò comporta ), sono sicuramente un palliativo per le sue sofferenze d’amore. Eric non dimentica Elise, ma nemmeno ci pensa ogni pagina; ciò però non toglie nulla all’intensità del suo amore.
Ovviamente il lieto fine è assicurato, dopo varie peripezie e intrighi anche dopo il ricongiungimento dei due innamorati; a questo proposito potrei dire che l’unico personaggio un poco “difettoso” mi è parsa Alice, la giovane che Udo vuole far sposare a Eric che davvero in alcuni punti mi è parsa troppo perfida per essere una cattiva convincente. Ma tutto il resto del romanzo è veramente godibile e appassionante. Se è piaciuto a me, non dubito che lo ameranno anche le appassionate di medievali!
Tiziana
RECENSIONE SENTIMENTO VENEZIANO (Your Scandalous Ways) di Loretta Chase
Prima edizione anno: 2008 by Avon Books
Edito in Italia da: Mondadori, Collana Emozioni no.10, Ottobre 2009
Ambientazione: Italia 1818
Grado di sensualità: warm (caldo)
Voto rating: 7+/10
James Cordier, agente della Crorona Inglese, è stanco di quella che per altri sarebbe una vita eccitante, ma lui non ne può più di tradimenti, doppi e tripli inganni, identità plurime, sesso frettoloso e vuoto, pericoli costanti, corse da una parte all'altra del continente, intrighi, menzogne sempre sulle labbra, nessun porto sicuro a cui tornare, nessun amico, nessun vero affetto a parte la famiglia lontana. La noia pervade la sua esistenza, il cinismo ed il disgusto per sé e per gli altri sono fedeli compagni. Vorrebbe finirla con tutto questo James, ma il suo superiore gli impone un'ultima missione prima del rimpatrio: andare a Venezia e recuperare delle lettere molto compromettenti per Lord Elphick, parlamentare che ambisce a divenire Primo Ministro, ma che ha alle spalle molti oscuri segreti.
Sembrerebbe una missione facile, se la custode di queste lettere non fosse Francesca Bonnard, ex moglie di Elphick ed ora famigerata e ricercatissima cortigiana. Bella, sensuale, intelligente, divertente, sagace, fiera ed indipendente, Francesca ha il potere di sedurre ogni uomo, James compreso nonostante la sua esperienza di seduttore incallito. Francesca a sua volta è irretita da quest'uomo così diverso, così sensuale e così intimamente simile a lei, ma non vuol cedere nemmeno all'idea di potersi innamorare e sconvolgere così la nuova vita che si è costruita con fatica lontano da casa.
Un gioco a rimpiattino metterà di fronte dunque i due degni avversari, impegnati ciascuno in una missione: lui quella di recuperare le lettere facendola cadere ai propri piedi, lei quella di farlo spasimare, conquistarlo e poi abbandonarlo. Alla fine entrambi perderanno ed ovviamente, entrambi vinceranno.
Cominciamo con lo sgombrare il campo dagli equivoci: nonostante il titolo originale e la professione della protagonista, qui di scandaloso non c'è davvero nulla. Al contrario, forse tanto l'impianto quanto la conclusione sono assolutamente e totalmente tradizionali. Per cui chi si aspettava un linguaggio ardito, argomenti scabrosi o passaggi molto spinti, rimarrà deluso.
Sentimento veneziano è una commedia leggera, alquanto godibile, con splendidi dialoghi ed un ritmo veloce, a tratti forse troppo. Si ride, ci si diverte, si ammira l'abilità dell'autrice nel tirare le fila della vicenda e nello scrivere alcune scene estremamente sensuali e romantiche con uno stile elegante, raffinato ed incisivo come da alcuni libri non la si vedeva più fare. Certe frasi destano ammirazione e confermano una ottenuta, brillante, maturità espressiva, che a mio avviso raggiunge e supera in qualche maniera quella de Il Lord della seduzione, ed è la ragione principale per la votazione odierna.
Bellissima inoltre l'atmosfera veneziana che la Chase riesce a creare, facendoci percepire quasi fisicamente l’umidità della laguna e la notte perenne di una città ormai avviata ad una decadenza senza riscatto. Ma tanto è viva la città, tanto sono inerti i protagonisti di questa storia. Nessuno dei due convince, avvince o palpita. Nessuno dei due suscita emozioni. E’ impossibile non riconoscere la mano sicura con cui l’autrice padroneggia loro e la trama, ma pare più un esercizio di stile, uno sfoggio di bravura e mestiere che non il risultato di una vera ispirazione o anche partecipazione alla trama. James e Francesca sono due figure intercambiabili nella loro completa autosufficienza, nessuno ha realmente bisogno dell’altro e difatti non capiamo perché due persone che palesemente hanno tutto e in fondo sono soddisfatte della loro condizione, debbano innamorarsi follemente ed abbassare difese degne di Fort Knox nel giro di dieci giorni.
Forse se la Chase avesse dedicato uno spazio maggiore all’approfondimento psicologico ed alla ricostruzione del presunto passato doloroso di entrambi, ce li avrebbe fatti sentire più vicini, allo stato delle cose invece non abbiamo elementi per credere veramente alle motivazioni che animano i due, in particolare Francesca, che avrebbe deciso di divenire una cortigiana per ragioni proprio inconsistenti. Un divorzio, per quanto devastante, non è giustificabile da solo come causa di una scelta così radicale, anche perché il continuo ribadire della donna quanto sia forte e indipendente da qualsiasi uomo stride con l’amara verità: nessuno è più dipendente dagli uomini di una prostituta, anche se d’alto bordo. E difatti Francesca ci mette pochissimo a mandare all’aria tutto per buttarsi nelle braccia di James, arrivando addirittura al matrimonio con tanto di presunta benedizione della futura suocera italiana (ma come, la suocera italiana, ovvero una jattura peggio di tutte le sette piaghe d’Egitto che accetta col sorriso la nuora ex- sgualdrina? Impossibile!). Come ho detto all’inizio, le controversie in questo romanzo sono solo formali, in realtà ed ahimè in modo assolutamente reazionario, Francesca non è una ribelle né una eroina scomoda ma il trionfo dell’ovvio e dello scontato nel romance: la puttana che in realtà ha il cuore d’oro e non attende che un cavaliere per tornare all’ovile, più sottomessa di prima, a sancire il trionfo del maschio padrone. Avrebbe potuto essere un libro diverso, molto più oscuro e languido se solo la scrittrice avesse avuto il coraggio di andare fino in fondo e, sfruttando anche un’ambientazione così straordinaria, avesse ritratto due anime perdute. Comunque da consigliare perché poche scrivono come la Chase e tante dovrebbero imparare da lei, i suoi libri meno riusciti sono comunque superiore alla media delle altre. Forse se ci fosse stata meno intelligenza e più passione ne avremmo beneficiato tutti. Incompiuto.
RECENSIONE: DUCHESSA PER UN GIORNO (Duchess for a Day), di Nan Ryan

Anno: 2005
Edizione originale: Mira Books
Pubblicato in Italia da: Prima edizione, Harlequin Mondadori nella serie I GRANDI ROMANZI STORICI SPECIAL, maggio 2009
Formato: paperback
Livello di sensualità: hot (bollente)
Genere: historical
Ambientazione: Saratoga Springs (Stati Uniti),1895
Voto: 7/10
Rinchiusa per un’ingiusta accusa nel carcere di Newgate, l’ex governante Claire Orwell viene scarcerata grazie al provvidenziale e misterioso intervento di un’altra detenuta, Olivia, che la giovane ricambia portando con sé in America nella nota località di villeggiatura di Saratoga Springs, dove inizierà il nuovo lavoro di sovrintendete nella villa della spumeggiante duchessa di Beaumont.
Accade però che una volta arrivata Claire venga scambiata per la duchessa da alcuni conoscenti (la donna manca da molti anni); la giovane decide così di cogliere l’opportunità per vivere un periodo in quel mondo dorato che ha osservato solo da lontano. L’imbroglio riesce alla perfezione, e la spumeggiante duchessa fa faville, animando la vita mondana della città; oltretutto Claire allaccia una relazione con Hank Cassidy, uno degli scapoli d’oro per eccellenza. Relazione che i due hanno deciso rimarrà puro divertimento…
Forse Nan Ryan non sarà una delle più grandi autrici di romance, ma i suoi romanzi sono molto carini: sono divertenti e passionali, con protagoniste dinamiche e intelligenti (tranne in ELISA L’IMPERTINENTE…). Anche questo romanzo si attiene a questa linea: Claire, la protagonista, è una giovane donna che nella sua vita ha avuto molte sfortune, l’ultima delle quali è quella di venire rinchiusa in carcere a causa di un’ingiusta accusa di furto. Tutto sembra davvero perduto: e invece proprio qui, nella cella comune umida e fetida, Claire incontra Olivia, il suo angelo salvatore. Un’altra donna sfortunata che però, grazie a un segreto che verrà svelato nel finale, riesce ad aiutare la nostra protagonista, e per ringraziamento viene a sua volta tolta dal carcere, pronta come Claire a ricominciare una nuova vita.
Le due vengono incaricate di riaprire e preparare la residenza estiva di Saratoga Springs, di proprietà della duchessa di Beaumont, alcune settimane prima dell’arrivo di quest’ultima, che da anni manca dalla località mondana statunitense. Questa è la condizione principale per la nascita dell’equivoco che porterà Claire, da sempre abituata alla povertà e al lavoro, a decidere di compiere la prima, e forse unica, pazzia della sua vita: farsi passare per la spumeggiante e chiacchierata duchessa, assaporando per qualche settimana una vita fatta di agi e divertimento, chiacchiere e flirt senza alcun pensiero. Tra le altre cose, vuole anche concedersi ciò che nella sua vita non ha mia conosciuto: la passione per un uomo. 
Claire mi è piaciuta molto perché è una donna che non si vergogna di ammettere i propri desideri, anche fisici, e la sua voglia di vivere per un poco una vita del tutto diversa dalla vita di fatica e sacrificio che ha sempre conosciuto; non trova nulla di male nell’attuare questo piccolo inganno non dannoso per nessuno;è un personaggio sincero, vivace e privo di ipocrisia, ma anche gentile e sensibile.
Il protagonista maschile, Hank, prescelto da Claire per la sua avventura, è il tipico scapolo d’oro: si è fatto da sé con un duro lavoro, è bello e corteggiatissimo, e desideroso quanto la controparte femminile di divertirsi sena complicazioni: scontato il risultato di questa avventura in termini sentimentali, ma è davvero piacevole leggere il procedere della storia.
Molto bella ed efficace anche la descrizione della cittadina di Saratoga Springs, caratteristica cittadina di villeggiatura. La narrazione è gradevole e scorrevole.
Le pecche purtroppo sono fastidiose e tipiche di quest’autrice: oltre alla snervante ripetizione (minimo ogni due pagine!) delle eccezionali caratteristiche fisiche dei protagonisti - ci viene ripetuto fino alla nausea quanto siano setosi i capelli di lei, quanto sia morbida e nivea la sua pelle, e quanto siano possenti i muscoli di lui! - e la netta divisione buoni - tutti bravissimi e bellissimi - e cattivi: tutti bruttissimi - e qui brutto è identificato con grasso! - sporchi, perversi e schifosi (in senso letterale: la descrizione della cena in famiglia dei Nardees a momenti mi faceva rimettere, scusate il francesismo). Ammetto che difetti di questo tipo possono risultare disturbanti, anche se non è successo nel mio caso.
Una noticina finale vorrei dedicarla alla copertina del libro, davvero graziosa!
Tiziana
RECENSIONE: LA CASA SULLA SCOGLIERA ( Pale Moon Rising ) di Ginna Gray
Prima edizione: Mira 2004
Edito in Italia da: Harlequin gennaio 2005
Ambientazione: contemporaneo
Genere: romantic suspense
Grado di sensualità: warm (caldo)
Voto/ratin: 6,5/10
Olivia, arredatrice affermata, accetta un incarico prestigioso senza sapere che il suo datore di lavoro è in realtà il suo ex marito. E quando lo scopre si impone di comportarsi con disinvoltura, fingendo che la vicinanza di Joe non la turbi affatto. Inevitabilmente, la famiglia di lui ritrova tutta l'ostilità di un tempo e la accusa di volerlo riconquistare, senza ricordare che in effetti era stato proprio Joe a voler sposare la figlia della governante di casa perché aspettava un figlio da lui. Maldicenze e meschinità non influenzano minimamente Joe, che si sta davvero innamorando della ex moglie. Ma sull'isola dove entrambi lavorano al restauro di un'antica dimora cominciano ad accadere strani, allarmanti fenomeni.
Cosa fareste voi al posto della nostra protagonista se un doloroso passato vi riportasse indietro di 14 anni?
Io credo che avrei fatto esattamente come Olivia, che con la forza della disperazione è andata avanti per la sua strada rinunciando all’amore della sua vita senza più lottare e senza voltarsi indietro, perché la stupidità del genere umano non ha limiti! Olivia infatti ha sofferto molto quando da ragazza ha dovuto divorziare da Joe, lasciando poi la sua città natale per costruirsi un futuro altrove solo con le sue forze
Ma arriva il giorno in cui Olivia dovrà scegliere se rimanere indietro o andare avanti.
Alla fine deciderà di andare avanti. Ma il destino, è bizzarro e un lavoro la porterà a vivere per un certo periodo a stretto contatto con Joe, l’ex marito, che nonostante tutto lei continua ad apprezzare perché lui è tutto l’opposto dei soliti uomini che lei ha conosciuto, ossia era ed è ancora una persona in gamba, gentile che fa sempre quello che considera il suo dovere senza mai lamentarsi, anzi sembra che la cosa non gli crei nessun problema, lui pensa che se una cosa è da fare, ebbene che si faccia!
E se fosse dipeso da lui, un divorzio non ci sarebbe mai stato!
Ma quell’uomo sa anche essere terribile quando si arrabbia!!! Specialmente con la madre e le sue interferenze nella sua vita privata .
E quando si rende conto che la persona assunta dalla sua società è la sua ex moglie, l’antica attrazione rinasce.
Olivia dopo vari tentennamenti accetta di lavorare al progetto della società di Joe, trasformare e arredare un’antica dimora per farne un albergo di lusso. Simile a un castello, la dimora è situata su un isoletta a strapiombo sul mare, famosa perche si dice, sia infestata dal fantasma del vecchio proprietario, un tipo non proprio un’acqua cheta! Tutto ciò crea tra gli abitanti locali un alone di mistero e paura. L’avventura lavorativa di Olivia comincia in un’atmosfera tutt’alto che serena, tra apparizioni di fantasmi, anonimi bigliettini minacciosi. Qualcuno poi si aggira durante la notte nella sua stanza, (di cui la giovane ne vede l’ombra e ne sente i passi), gettandola nel panico e alla fine tenta di ucciderla.
Insomma ci sono alcuni ingredienti per un giallo!
Mentre leggevo sarei tanto voluta entrare dentro il libro per tirare il collo alla madre di Joe, fonte principale del divorzio dei giovani, che mai ha accettato la relazione del figlio con Olivia perché la famiglia di Joe è ricca mentre Olivia è solo la figlia della cuoca che ha osato alzare gli occhi sul figlio adorato. Guardate le avrei volentieri tirato un paio di ceffoni con tutto il rispetto per l’eta! Perché Eleanore, la madre di Joe ha usato e usa ogni mezzo per separare i due ragazzi trovandola nuora inadatta essendo di basso ceto sociale, è ancora attaccata a vecchi pregiudizi e al potere che i soldi danno ed è fermamente convinta che classi sociali così differenti, non possano coesistere, credetemi ogni volta che si metteva in mezzo sarei voluta essere al posto dei due giovani e mandarla a quel paese e dirle di farsi gli affaracci suoi ,,,sapete quanto mi prudevano le mani!!!!!
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Appartengo alla categorie di lettrici che si lascia conquistare da un libro, sia dalla cover che dalla trama, penso che una buona cover faccia la differenza anche se a volte quello che vedo e quello che poi è il risultato, è differente, infatti mi è capitato spesso di trovare un libro delizioso ma che ahimè, aveva una cover orrenda o viceversa! Della casa sulla scogliera mi ha attirato sia la cover che la trama e considerando che l’Harlequin ha praticamente ospitato vita natural durante le forbici di cui ne fa un uso improprio, durante la lettura ho capito che era stato tagliuzzato non proprio ad arte, e benchè non sia uno di quei libri eccezionali che lasciano il segno, rileggerei la casa sulla scogliera,
Perché oltre ad essere di lettura scorrevole mi ha aiutato a spezzare la monotonia del romance storico.
Infine l’ho letto con piacere, anche pensando a tutto ciò che mi sono persa sicuramente del libro originale!
Prima pubblicazione anno: 1990 by Avon
Per quale ragione quindi, leggere un testo che è decisamente superato da vari punti di vista e non è di eccelsa qualità tutto sommato? Perché appunto la Lindsey è stata un’apripista per quanto riguarda l’erotismo e l’umorismo nel romance, alcuni dialoghi sono veramente impagabili anche a distanza di anni e poche come lei sono così capaci di creare e manovrare situazioni intriganti e sensuali a colpo sicuro. Ma più di tutto io credo, questo romanzo va letto per quello che è il suo unico e maggior pregio, ovvero l’eroe, James Malory. Un libertino fatto e finito, senza traumi e dolori alle spalle, cinico, disilluso, egoista, prepotente, astuto, manipolatore e gaudente. Nonché dotato di grande bellezza, prestanza e virilità. Uno che trascura i suoi doveri di capitano per amare Georgina a tutte le ore, sempre affamato e sempre pronto (che facesse uso di qualche sostanza afrodisiaca?). Insomma un gran bel quarto di manzo, lasciatemelo dire (un paio di pensierini ce li ho fatti anch’io) non brilla per intelligenza o sensibilità, ma è pronto a sottomettere la vergine di turno ed farsi trasformare da questa in padre e marito modello, lasciandosi incastrare fin troppo facilmente.
Prima edizione: 1994 by Ace
generi fino all’eccesso (thriller, gotico, fantasy etc.), il risultato è un nuovo universo credibilissimo ed in qualche modo ipnotizzante, perché nonostante gli elementi soprannaturali non si dubita per un istante dei sentimenti e della credibilità di tutti i personaggi. Vi è una malinconia di fondo, un’insoddisfazione, un senso di impotenza che pervadono tutta la storia e che sono molto efficaci ed intensii nella loro evidente sincerità e che fanno accettare quindi anche quello che freddamente si giudicherebbe inaccettabile. RECENSIONE: CATENE DI VELLUTO ( Velvet Bound ), di Catherine Archer

Edizione originale: Harlequin Historical
Anno: 1995
Pubblicato in Italia da: Harlequin Mondadori, prima edizione nella serie I GRANDI ROMANZI STORICI (agosto 1997) seconda edizione nella serie I GRANDI ROMANZI STORICI SPECIAL, maggio 2002; terza edizione nella serie I ROMANZI STORICI, n. 30, maggio 2008.
Formato: paperback
Livello di sensualità: warm (caldo)
Genere: Medievale
Ambientazione: Inghilterra, 1360
Voto: 6/10
Il romanzo ha un seguito, VELVET TOUCH (LA NINFA DEI BOSCHI).
Alla corte del re la bella Elizabeth Clayburn rimane intrigata da Sir Raynor de Warwicke, ex compagno del fratello Stephen, a tal punto che decide di invitarlo a cena anche quando viene a sapere che la sera decisa il fratello non sarà presente.
Ma quando il fratello ritorna e i due vengono sorpresi mentre si baciano, l’unica soluzione possibile rimane ormai il matrimonio; nonostante nessuno dei due sposi tenga a quest’unione: Raynor disprezza le donne ritenendole solo manipolatrici egoiste, ed Elizabeth certo non desidera sposarsi con qualcuno che ha questa opinione anche di lei, in quanto donna. Però i due sono comunque costretti alle nozze riparatrici, e subito dopo partono per la dimora di Raynor. La vita da subito appare difficile:se da un lato Elizabeth cerca di trovare un punto di contatto col marito pur senza rinunciare al rispetto di sé stessa, lui si ostina a voler vedere in ogni sua azione o parola il calcolo e la meschinità che attribuisce alle donne;la cosa continua al maniero, nonostante Elizabeth si occupi con competenza della gestione della casa e della piccola Willow, la bimba che Raynor ha dichiarato essere sua figlia, ma la cui nascita nasconde un pericoloso segreto.
Segreto che purtroppo si rivelerà nel momento in cui i due sposi depongono le armi e scoprono l’amore, e che metterà in pericolo la vita di molti…
Questo piacevole medievale si base quasi esclusivamente sulla passione-guerra tra i due protagonisti, due caratteri che il lettore intuisce subito destinati a completarsi... ma solo dopo aver superato la fase de “l’amore è bello se non è litigarello”.
Tutto nasce da un equivoco: Raynor infatti ha visto nell’infanzia il padre tradito e ingannato più volte dalla madre, una donna evidentemente priva di scrupoli che usava il marito come una pedina per i suoi maneggi, e che alla morte di questi ha tentato di fare la stessa cosa col figlio, senza peraltro avere successo. Il ricordo di tale comportamento e delle sofferenze causate a tutta la famiglia si è talmente cementato nel suo animo che egli non è davvero saldamente convinto che tutte le donne si comportino così, a tal punto da voler leggere in ogni loro gesto o parola una dimostrazione della sua teoria.
Si comporta così anche con Elizabeth, da cui è attratto, ma il fatto di essere stato costretto a prenderla in moglie per colpa di una situazione compromettente (se vogliamo, creata proprio da lei, anche se non a quello scopo), non ha fatto altro che rinforzare la sua convinzione, al di là di ogni ragionevole dubbio.
Come personaggio mi è sembrato davvero troppo ostinato! E’ vero che Elizabeth inizialmente è al classica damigella capricciosa e viziata che non accetta rifiuti di alcun tipo (caratteristica che l’autrice fa passare abilmente come orgoglio e forza di carattere: qualità che si manifestano molto più in là…), ma dal suo arrivo al castello dà vari segni di maturità, di responsabilità, soprattutto accettando la piccola Willow, che lei crede figlia illegittima del marito, come una propria figlia e dando così indirettamente lezione a Raynor sul ruolo di genitore. Ma lui si attacca a qualsiasi banalità per rinfacciarle i comportamenti della madre… devo dire che mi ha spesso dato sui nervi!
Per fortuna poi le litigate lasciano il posto alla maturazione dei due personaggi e alla nascita del loro amore, che ovviamente aiuterà lui a ricredersi sulla teoria base della sua vita, e a lei di capire che nella vita ci sono cose più importanti dell’essere adorata e riverita a ogni costo:per esempio, il dare amore e protezione a qualcun altro.
Di questo romanzo credo le scene migliori siano quelle dove vedono i due giovani alla presa con Willow, visto che sono anche le parti in cui cominciano ad avvicinarsi: la bimba insomma per gran parte del libro funge da collante tra i due, creando scene molto dolci e simpatiche.
Il mistero sulla nascita di Willow viene svelato da subito al lettore, permettendo così di capire meglio lo svolgersi della trama e gli intrighi che ruotano attorno ad esso.
Tiziana
Prime edizione anno: 1993 by Avon BooksRECENSIONE: PROMESSA D’AMORE (Passion’s promise), di Danielle Steel

Anno: 1977
Edizione originale:
Pubblicato in Italia da: Sperling & Kupfer, prima edizione 1990, seconda edizione 1994
Formato: paperback
Livello di sensualità: hot (bollente)
Genere: contemporaneo
Ambientazione: Stati Uniti, anni’70
Voto: 4/10
Kezia St. Martin, ereditiera, è una delle più note protagoniste del jet set internazionale e della cronaca mondana; tutto ciò le permette, ovviamente sotto falso nome, di lavorare segretamente come giornalista, tenendo rubriche di gossip per alcuni noti giornali.
La sua vita cambia totalmente quando accetta di intervistare Luke, un ex detenuto che ora lotta per i diritti civili dei carcerati. La passione che scoppia tra loro cambierà radicalmente la vita di Kezia, mentre anche il suo mondo subisce forti scosse…
Questo romanzo di Danielle Steel risente probabilmente del clima dell’epoca in cui è stato scritto, cioè gli impegnati anni ’70, impegnati per quanto riguarda la politica e per i diritti civili. Naturalmente però non aspettatevi qualcosa alla COME ERAVAMO…anzi, direi che siamo proprio anni luce lontano da questo tipo di storia d’amore. A pensarci bene, il sottotitolo di questo romanzo potrebbero essere le parole di una canzone di Gianni Morandi, che dice “i soldi non fanno la felicità… ma lo dice solo chi li ha già!”. In fondo stiamo pur sempre parlando di Danielle Steel, no?
E quindi, ecco che la protagonista, Kezia, è la solita ereditiera talmente provata dalle sofferenze che la sua esistenza implica (eh già: come sopravivvere a cene e pranzi nei ristoranti più lussuosi, vestiti-scarpe-gioielli firmatissimi, viaggi e feste…certo deve essere una vita terribile!) da condurre non una doppia, ma addirittura tripla vita: 1- ricca e frivola ereditiera; 2- misteriosa giornalista di gossip (una specie di Lady Whistledown degli anni’70, per intenderci); 3- studentessa d’arte anticonformista (quando sta con il suo amante pittore a Soho). Ovviamente assolutamente nessuno, a parte il suo editore (che comunque è al corrente solo di due vite), sa di tutto ciò…e lo credo:altrimenti l’avrebbero ricoverata in qualche (costosissima e supervipposa) clinica per disturbi mentali.
Ma,volendo essere sincera, anche Kezia a ben vedere ha le sue belle sofferenze, come ogni comune mortale:la madre si è suicidata quando lei era piccola, e il suicidio è stato tenuto nascosto a tutti per paura dello scandalo; anche il padre è morto, lasciandola sì ricchissima, ma completamente sola: la migliore amica Tiffany è una donna fragile e sensibile, vittima di un marito meschino. Kezia cerca di aiutarla ma la poveretta prima cade nelle spire dell’alcolismo e successivamente si suicida (unica vicenda di un certo spessore all’interno del romanzo).
In tutto ‘sto marasma piomba all’improvviso Luke, un ex detenuto che ha fatto dei diritti dei carcerati la sua personale crociata; un uomo che ha alle spalle una figlia morta mentre era in carcere e una moglie che non reggendo il peso di tante disgrazie si è suicidata. Ebbene, a quanto pare sembra che costui non sia rimasto minimamente segnato da queste disgrazie: in certe pagine ho avuto l’impressione di trovarmi davanti un ventenne immaturo e zuzzurellone, invece di un adulto segnato da tutte queste esperienze… anzi il modo in cui parla della moglie morta l’unica volta che la nomina è il solito, irritante modo che ha quest’autrice di farci capire che questo amore è unico, cioè sminuire l’unione precedente.
Ovviamente essendo diversissimi scoppia una passione che più passione non si può, che travolge tutto, che non guarda in faccia nessuno ecc, ecc, ecc, e durante la quale la protagonista farà cose impensabili (non solo per una del suo ambiente, ma proprio per una persona normale), amerà come non mai, soffrirà come non mai ecc. ecc.ecc… mentre il lettore viene preso da una botta di sonno come non mai. Aggiungiamoci pure un prete come terzo incomodo e un colpo di scena finale che anche Fracchia avrebbe intuito da quasi subito… e il polpettone pseudo impegnato è servito. Buona lettura (sconsigliatissima!).
Tiziana
RECENSIONE: LO SCUDIERO (Lady of the knight), di Tori Phillips

Anno: 1999
Edizione originale: Harlequin Historicals
Pubblicato in Italia da: Harlequin Mondadori, prima edizione nella serie I GRANDI ROMANZI STORICI con il titolo LO SCUDIERO DEI CAVENDISH, maggio 2001; seconda edizione nella serie GRANDI SAGHE,n. 22, febbraio 2007
Formato: paperback
Livello di sensualità: warm (caldo)
Genere: medievale
Ambientazione: Inghilterra, 1520
Voto: 4/10
E’ il secondo libro della serie CRONACHE DEI CAVENDISH:
1- THREE DOG KNIGHT ( Il lupo dei Cavendish );
2- LADY OF THE KNIGHT (Lo scudiero;
3- SILENT KNIGHT ( Un cuore alato );
4- MIDSUMMER’S KNIGHT ( La rosa d’oro );
5- LADY OF THE KNIGHT ( Lo scudiero dei Cavendish );
6- HALLOWEEN KNIGHT ( Il rubino dei Cavendish );
7- ONE KNIGHT IN VENICE ( La donna mascherata );
8- THE DARK KNIGHT ( Canzone gitana ).
Si Andrew Ford, ex scudiero e fedele amico di Thomas Cavendish, nonché mentore dei suoi due figli Brandon e Guy, salva dalle mani di un crudele protettore la giovane popolana Rosie, messa all’asta dal padrone di un bordello per essere usata come prostituta.
L’azione non è fatta tanto per buon cuore quanto perché l’esteta e modaiolo Andrew ha scommesso con Brandon e Guy, figli di Sir Thomas, che in poco tempo riuscirà a trasformare la rozza popolana in un perfetta lady, tanto che quando verrà presentata alla corte di re Enrico nessuno noterà la differenza.
Da subito Sir Andrew capisce che l’impresa non sarà facile: oltre ai modi che più rozzi non si può, Rosie possiede anche un caratterino niente male col quale tiene testa al suo mentore in un modo che non lo lascia certo indifferente…
Leggendo la serie CRONACHE DEI CAVENDISH mi era sfuggito questo romanzo, più che un seguito uno spin off del precedente (e bellissimo) L A FIGLIA DELL’ORAFO. L’ho recuperato ora, ma a dire la verità non mi sarei persa molto.
La Phillips narra una storia alla MY FAIR LADY, protagonista Andrew Ford, ex scudiero di Thomas Cavendish modaiolo e apparentemente superficiale nel ruolo di un Higgins ante litteram, e Rosie, servetta orfana venduta al mercato come prostituta, nei panni della sua allieva. La prima parte del romanzo ricorda appunto la storia più famosa, visto che si dipana tutta sulle lezioni-di linguaggio, postura, moda- che Andrew impartisce con molta fatica alla giovane allieva; naturalmente per differenziare un poco la cosa, già dopo due pagine si comincia a parlare dell’attrazione immediata che l’attempato gentiluomo prova per la giovanissima Rosie…questo quando ancora la servetta è coperta di fango e stracci; ben più comprensibile l’attrazione che la giovane prova per lui, visto che è il primo essere umano gentile che incontra; la poverina è talmente abituata a botte e altro che inizialmente non riesce proprio a credere che Andrew voglia solo “usarla” come allieva, anzi pensa che la voglia violentare da un momento all’altro e si chiede persino se sia normale che non lo faccia!
La prima parte è comunque quella più divertente del romanzo, che comincia proprio a cadere quando entra in scena il risvolto sentimentale per entrambi i protagonisti; crolla del tutto quando, verso la metà, si intuisce la piega che l’autrice fa prendere alla storia personale di Rosie, che nel frattempo sta diventando una perfetta gentildonna; si scopre infatti (soluzione ultratelefonata) che la giovane è figlia illegittima di una nobile parente dei Cavendish da tempo defunta. La scoperta avviene da parte di Lady Alicia in poche righe, la prima volta che parla con Rosie, e unicamente sulla base di due indizi: il nome del paese da cui proviene la ragazza e il fatto che era stata abbandonata neonata. Da qui Lady Cavendish, facendo 2+2 arriva alla soluzione in un batter d’occhio…verosimile, no?
Ancora più brutto il messaggio che passa dopo questa rivelazione: da qui Rosie, che fino ad allora nonostante fosse stata visibilmente maltrattata veniva dileggiata dagli stessi figli dei Cavendish come prostituta, avrà diritto al rispetto dovutole; e se invece non si fosse scoperto nulla?
L’unico elemento di interesse è l’aggiungere un nuovo squarcio della vita dei protagonisti del precedente romanzo, Alicia e Thomas, e quindi ritrovare i personaggi già conosciuti e apprezzati; ma per il resto, come ho detto, è l’apoteosi dell’inverosimilità.
Tiziana
RECENSIONE: AMORE E ALTRI SOSPETTI, di Sylvia Z. Summers
Anno: 2009
Edizione originale: Harlequin Mondadori, serie I GRANDI ROMANZI STORICI, N.694, Agosto 2009
Formato: paperback
Livello di sensualità: sottile
Genere: Storico
Ambientazione: Inghilterra, 1805
Voto: 9/10
La cittadina di St. Jules, sulle scogliere del Devon, è nel più totale scompiglio. Al porto, il sindaco ha appena accolto un misterioso gentiluomo dall'aria tormentata, che non pare affatto felice di trovarsi al centro dell'attenzione generale. In un paesino così piccolo si sa, le voci circolano in fretta e non passa molto tempo prima che gli abitanti si pongano certe domande.
Chi è quell’uomo? Perché è venuto proprio a St. Jules? E soprattutto come mai due tenenti della Marina lo seguono costantemente?
Questi e molti altri sono i quesiti che sconvolgono anche la vivace Pheabe Swan. Una ragazza apparentemente semplice, di poche parole, che fa di tutto per passare inosservata ma che finisce inevitabilmente per cacciarsi sempre nei guai. Pheabe infatti non è soltanto di animo buono, è dotata di un’acuta intelligenza tanto che dietro il nome di "Desmond Malvern", l’ipotetico personaggio che scrive gli articoli più pungenti sul giornale locale, si nasconde proprio lei! Ed è per questo motivo che Pheabe si lascia tentare. La sua indole curiosa non le permette certamente di ignorare il nuovo arrivato. Ma questa volta per Pheabe non sarà così semplice scoprire cosa si nasconde dietro al misterioso Julian Emerson. In poco tempo si troverà di fronte a qualcosa di sconcertante e quando una serie di strani eventi inizieranno a sconvolgere la serenità della placida cittadina lei stessadiventerà la vittima di numerosi avvertimenti e minacce. Ma nonostante ciò Pheabe non si abbatte e continua nelle sue ricerche, deve farlo perchè lui è il soggetto perfetto per il suo prossimo articolo perché lui, quell'uomo dagli occhi blu profondi come l'oceano, è il più affascinante che abbia mai visto...
Di certo ricordete che il mese scorso, e più precisamente il 22 Luglio, abbiamo avuto nostra ospite Sylvia Z. Summers. E’ perciò con molto piacere che oggi mi accingo a recensire il suo ultimo romanzo “Amore e altri sospetti”.
Già dalle poche righe della trama scritte sul retro del libro si può intuire che questo romanzo è tutto fuorché noioso.
La Summers non riesce ad offrirci una storia semplice, non riesce a limitarsi alla descrizione degli eventi e questo, a mio parere, è sicuramente il suo maggior pregio. Le sue storie sono un complicato intreccio di eventi dove nessun personaggio è escluso. Ognuno, dai protagonisti principali a quelli secondari, ha un senso. Ognuno di loro è indispensabile per capire ciò che accade e come accade.Il romanzo si apre con Mrs. Stonebridge, la moglie del vicario attenta ad ogni pettegolezzo per poi passare alla procace Nelly, la figlia del proprietario delle scuderie, all’ipocondriaca signorina Sandyton, alla frivola Charlotte, all’amico di infanzia Nicholas, ad un ricco sconosciuto a bordo di una carrozza nera, a due poveri fratelli maltrattati costretti a lavorare nelle miniere fino alla misteriosa Martha Langwood che giunge dal nulla assieme ad un bambino. Insomma in “Amore ed altri sospetti” c’è ne davvero per tutti i gusti perciò, per conoscerli tutti, non vi resta che leggerlo.
Ma non è tutto qui! Ciò che mi ha tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine è stata, soprattutto, la storia fra Pheabe e Julian. Due persone completamente diverse che s’incontrano e si scontrano. Entrambi sono tormentati dal loro passato, Pheabe ha un grosso trauma da superare causato da un drammatico incidente accaduto nella sua adolescenza e Julian vive col rimorso di un tragico evento. La differenza tra i due è che mentre Pheabe lotta per i suoi ideali Julian ha deciso di non lottare più ma sarà proprio questo a portare l’uno verso l’altro. I frequenti incontri tra loro li porteranno inevitabilmente ad innamorarsi dando così vita ad una “complicata e magica” storia d’amore. Scrivo “complicata” perché la strada verso la felicità sarà, per Pheabe e Julian, ardua e contorta, oltre che densa di sconvolgenti verità. Ma non potevo esimermi dallo scrivere “magica” perché questo amore fatto di giochi di sguardi, di parole non dette e di sorrisi rubati vi farà sognare anche dopo aver chiuso l’ultima pagina.
A questo punto mi auguro di avervi incuriosito a sufficienza perciò se non avete ancora acquistato “Amore e altri sospetti”…
Ops scusate, non è un atteggiamento professionale essere di parte quindi: a voi la parola!
RECENSIONE: LA SPOSA E IL GUERRIERO, di Ornella Albanese

Anno: 2006
Edizione originale: Arnoldo Mondadori, edizione I ROMANZI, n.699, luglio 2006
Formato: paperback
Livello di sensualità: subtle (sottile)
Genere: medievale
Ambientazione: Castello di Montenero, 1259
Voto: 7/10
La bella Angelica è promessa sposa dal patrigno al crudele Lamberto di Fossombrosa, uomo crudele che non ha esitato a costruire la propria fortuna sacrificando vite umane. Angelica ha acconsentito di malavoglia a quest’unione, e solo per mantenere fede alla promessa fatta alla madre di non ribellarsi al patrigno.
Ma la sera prima della cerimonia un servo racconta alla giovane una strana storia riguardo alla famiglia che possedeva una volta il castello, quella stessa famiglia di cui Angelica ha sempre saputo essere stata sterminata durante un terribile attacco da parte di stranieri; e che invece si mormora c’entrasse qualcosa proprio Lamberto.
Quest’ultima cosa è la goccia che fa traboccare il vaso: la mattina delle nozze con uno stratagemma Angelica riesce a fuggire, e durante la sua fuga incontra un misterioso straniero che dapprima vorrebbe riconsegnarla a Lamberto, poi invece l’aiuta nella fuga, giurandole che l’avrebbe sempre protetta. Chi è costui?
Dopo i due precedenti ambientati nell’800 (IL FILO DI ARIANNA e L’ALBA DI UN GIORNO NUOVO), che mi sono piaciuti molto, ho voluto provare Ornella Albanese in versione medievale e vedere se questa scrittrice da me molto apprezzata sarebbe riuscita a farmi piacere un genere che mi ha sempre lasciato abbastanza indifferente, quando proprio non mi ha delusa.
Impresa riuscita in parte, probabilmente perché questo proprio non è il mio genere!
Comincio col dire che più che una storia d’amore, mi è sembrata la storia di un’attrazione, che solo nelle ultime pagine diventa amore, in maniera però improvvisa e troppo affrettata per essere davvero credibile.
Per tutta la durata del racconto Angelica e il misterioso fuggitivo passano insieme il loro tempo senza sapere quasi nulla l’uno dell’altra, lei fino alla fine non sa nemmeno il nome di lui; è vero che condividono sprazzi della loro storia personale, cercando disperatamente motivazioni valide per fidarsi entrambi l’uno dell’altra, consapevoli di essere completamente soli al mondo. Il rapporto che si instaura tra loro è di flebile speranza, a cui entrambi sono costretti ad aggrapparsi, che poi si trasforma in fiducia, sempre però con un certo timore, una certa paura, una certa insicurezza…insomma, mi sembra tutto tranne che amore.
Come ho detto c’è sì un’attrazione di fondo ma non credo basti a giustificare la profondità di un sentimento così importante, seppur il lettore è portato a pensare che, piuttosto che l’orribile Lamberto, come marito sia meglio chiunque altro!
Al di fuori del contesto sentimentale, non mi ha convinto per nulla l’improvviso ritrovamento del vero padre di Angelica, una vicenda che mi è sembrata davvero poco probabile.
Eppure la storia fila, coinvolge, anche perché i nostri due protagonisti hanno due personalità ben tratteggiate e definite, riusciamo a comprendere le sofferenze e le fatiche che il misterioso evaso (di cui solo alla fine veniamo a conoscenza della sua identità con certezza, anche se durante la lettura ci sono vari indizi che lasciano chiaramente intuire chi sia) ha dovuto subire, la conseguente voglia di vendetta e la diffidenza verso qualunque altro essere umano; così come riusciamo a capire Angelica, la sua paura per quel matrimonio tanto orribile cui viene costretta, la sua solitudine non solo come figlia rimasta sola dopo la morte della madre e senza alcun parente che possa aiutarla, ma anche come donna che gli uomini usano esclusivamente come pedina per i loro scambi, e di conseguenza arriviamo a comprendere i suoi disperati tentativi di fuga, anche quando non c’è quasi alcuna possibilità.
Ben caratterizzati anche i personaggi secondari: il crudele Lamberto, Il debole patrigno Gaddo e il misterioso frate che in qualche modo si rivelerà essenziale per la vicenda.
Nonostante tutto, un buon libro, che credo possa piacere alle amanti di questo periodo storico.
Tiziana
RECENSIONE: SULLE ALI DELL’AMORE ( On the Wings of Love ) di Elizabeth Lane
Anno: 2008
Edizione originale: Harlequin Mills & Boon Historicals Romance
Pubblicato in Italia da: Harlequin Mondadori, serie I GRANDI ROMANZI STORICI, N.671, Febbraio 2009
Formato: paperback
Livello di sensualità: caldo
Genere: Storico
Ambientazione: Long Island, 1911-1919
Voto: 9/10
Long Island, New York, 16 Giugno 1911
Alexandra Bromley, erede di una fortuna acquisita con la vendita delle armi, ha sempre avuto tutto ciò che il denaro del padre poteva comprarle. Non le è mai mancato nulla, dai bei vestiti, alle belle automobili, a una vita ricca di impegni sociali. Dal canto suo, suo padre, si aspetta semplicemente una cosa da lei. Che si sposi al più presto e che gli generi un nipote maschio a cui lasciare in mano il suo impero economico.
Alexandra vive questo desiderio in maniera misurata consapevole del fatto che prima o poi avrebbe dovuto soddisfarlo ma nonostante questo, nella sua vita, manca qualcosa.
Qualcosa che va oltre la ricchezza e i doveri come l'avventura e l'indipendenza.
Così, quando Rafe Garrick precipita con il suo biplano nelle acque del fiume adiacenti alla proprietà di famiglia, Alexandra vede dischiudersi davanti a sé nuove, eccitanti possibilità. Infatti, dopo averlo salvato dal naufragio e avergli offerto assistenza, Alexandra scopre che l'affascinante aviatore è un uomo che si è fatto da solo, orgoglioso e indipendente, il cui sogno è costruire un aereo migliore di tutti quelli in circolazione. Così, affascinata dall'idea di imparare a volare, si offre di aiutarlo nell'impresa. Ma Rafe Garrick non è un uomo che scende a compromessi e inizialmente oppone un netto rifiuto. Ben presto però Rafe si rende conto che l’enorme fortuna dei Bromley può trovargli i mezzi per permettergli di realizzare il suo sogno e così finisce per accettare.
Ed è proprio qui che inizia la meravigliosa e combattuta storia tra Alexandra e Rafe.
Una storia che ha come protagonisti due ribelli orgogliosi dal carattere forte e deciso… due protagonisti che si ameranno, si scontreranno e si lasceranno… due protagonisti che non potranno fare a meno l’uno dell’altra.
Alexandra si ritrova a provare un’immediata attrazione fisica per Rafe ma lavorando al suo fianco si accorge ben presto che la sua bellezza esteriore non è che una minima parte del suo essere. Rafe non è soltanto un uomo esperto e deciso, è un sognatore disposto a lottare per realizzare ciò in cui crede. E saranno proprio queste doti a spingere Alexandra nelle sue braccia e ad innamorarsi immancabilmente. Ma nemmeno Rafe è così estraneo alla bellezza di Alexandra. Attratto, in particolar modo, dal suo spirito indomito così simile al proprio finisce col cedere alle sue attenzioni e…
Se ciò che vi ho narrato fino ad ora vi sembra interessante vi posso assicurare che c’è molto di più!
Dubito fortemente di riuscire a spiegare con le sole parole il romanticismo che incalza in questo
romanzo. Adoro la Lane ma ammetto che quando l’ho acquistato non ero del tutto convinta. Amo gli storici ma catapultarmi nel XX secolo mi sembrava un salto troppo “contemporaneo”, se così si può definire. Invece, quando ho cominciato a leggerlo mi sono dovuta ricredere. La mia mente assorbiva ogni parola, ogni lettera e si è immediatamente catapultata a Long Island. La Lane scrive con così tanta intimità che mi sembrava di essere un’invitata al ricevimento che si stava tenendo nella tenuta della famiglia Bromley. Sentivo il profumo del mare, lo scroscio lontano delle onde, l’aria calda tra i capelli, il mormorio concitato degli invitati e mi sembrava addirittura di percepire gli sguardi indagatori degli uomini presenti. Pagina dopo pagina ho vissuto con emozione ogni gesto, ho assaporato ogni ricordo e condiviso ogni attimo.
Ma oltre alla trama ci sono altri due aspetti del romanzo che mi hanno particolarmente colpito.
Il primo è il periodo storico in cui è ambientato. Il Ventesimo secolo è stato un periodo di straordinario progresso. In campo scientifico e tecnologico prima di tutto, ma anche sotto il profilo economico e politico. Il forte desiderio di costruire e la sete di conoscenza emergono da ogni pagina mettendo in risalto un’epoca ricca di cambiamenti dove l’uomo abbandona l’etichetta formale dei secoli precedenti diventando padrone di sé stesso e delle sue idee.
La seconda è che la Lane svolge un grande lavoro sui personaggi secondari, descrivendo con minuziosa cura anche gli altri membri della famiglia di Alexandra. Inizialmente i suoi genitori, Buck e Maude Bromley, ci vengono presentati in modo fugace, due figure semplici descritte nelle loro abitudini odierne. Non avrei mai immaginato, che nel corso della storia, avrebbero assunto un ruolo fondamentale per la svolta del romanzo. Circa a metà libro infatti ci troveremo di fronte ad un padre avido che pensa solo ai soldi. Un uomo privo di scrupoli, che trascura la moglie e le è infedele e che è disposto a macchiarsi di crimini umani pur di raggiungere i suoi scopi. Dall’altra parte invece scopriremo una donna dolce e comprensiva, rassegnata ad un matrimonio combinato ed una madre saggia, sempre pronta ad incoraggiare la figlia. E sarà proprio questo forte amore materno a tirarle fuori una spina dorsale di acciaio tanto che non esiterà a… pur di salvare la figlia…
Beh, non voglio andare oltre o rischio di rovinarvi la lettura!
Concludo semplicemente dicendovi che Elizabeth Lane è una di quelle autrici che hanno la capacità di scrivere storie semplici ma coinvolgenti. Non ci sono eroi perfetti nei suoi romanzi ma soltanto personaggi fatti di pregi e difetti. Storie comuni dunque che, nella loro semplicità, riescono a far vibrare il cuore di emozioni.
Mi auguro di avervi invogliato alla lettura e soprattutto vi invito a perdervi, almeno una volta, nel romanticismo dei romanzi di questa autrice.
Per saperne di più potete visitare il suo sito: http://www.elizabethlaneauthor.com/
RECENSIONE: UN DONO SPECIALE (Special Delivery), di Danielle Steel

Anno: 1997
Edizione originale: Delacorte Press
Pubblicato in Italia da: Sperling and Kupfer
Formato: paperback
Livello di sensualità: warm (caldo)
Genere: women’s fiction
Ambientazione: Stati Uniti, anni ‘90
Voto: 4/10
Jack Watson ha 59 anni ed è proprietario della catena di boutique più famosa di Beverly Hills, la “Julie’s”, chiamata così in onore dell’amata figlia Julie; dopo la fine del suo matrimonio si è dedicato alla bella vita del playboy, senza pensieri né preoccupazioni. Oltre a Julie ha anche un figlio, Paul, che è sposato con Jan, figlia di Amanda Robbins, ex stella di Hollywood che dopo il matrimonio ha rinunciato alla carriera in favore della famiglia.
Quando il marito di Amanda muore, la donna precipita in un profondo stato di depressione; finchè un giorno, partecipando alla festa di Natale organizzata dal consuocero per fare piacere alla figlia, Amanda e Jack finalmente hanno modo di incontrarsi e di approfondire la conoscenza. Inaspettatamente nasce un sentimento profondo che però scatenerà contrasti in famiglia, e non solo….
Sono affezionata a Danielle Steel, perché è grazie a quest’autrice che ho scoperto il mondo della letteratura rosa che mi ha pian piano portato alla scoperta del romance vero e proprio. Quindi per me, a volte, è un piccolo dispiacere notare come questa autrice abbia in realtà più difetti che qualità (mio parere personale, ovvio, visto che comunque è una delle scrittrici americane più amate). Questo romanzo, che ho letto parecchi anni fa, ne è un esempio lampante, molto più di altri.
Inizio subito dicendo che un merito non indifferente, a mio avviso, ce l’ha, ed è quello di scegliere come protagonisti di una storia d’amore non i soliti giovani tormentati, o i soliti quarantenni a un bivio, ma due persone ormai sulla soglia della vecchiaia (o comunque, così avviate). Non è molto comune come scelta narrativa, sembra che, a dispetto del romantico detto “l’amore non ha età”, le persone comprese in una fascia d’età più matura siano tagliate fuori da sentimenti forti, e secondo me è sbagliato.
Detto questo, passiamo alla parte dolente, cioè praticamente a tutto il resto.
Jack e Amanda sono quelli che potremmo definire due tipici americani, non certo semplici americani ma appartenenti allo star system.
Jack è il tipico playboy che ha due soli affetti importanti nella vita, i due figli, e una riuscita carriera nel mondo della moda, essendo infatti proprietario della più esclusiva boutique delle star; la sua vita sentimentale è stata costellata da una serie di delusioni (dovute principalmente al fatto di non saper resistere alle donne, ma su questo la nostra Steel glissa…) e dalla perdita in un terribile incidente di un grande amore. Tutto ciò ha contribuito a renderlo un uomo cinico e disincantato nei confronti dei sentimenti, anche di quelli altrui; infatti non crede più all’amore vero.
Amanda è invece una donna bellissima, eccezionale, ottima moglie e madre, la più grande attrice della sua epoca, piena di qualità ribadite a ogni pagina, e chi più ne ha più ne metta… insomma la perfezione fatta persona! Giovanissima, ha sacrificato alla felicità familiare la sua, come abbiamo detto, splendente carriera, senza peraltro rimpiangerla perché è stata una moglie e madre felice…finchè la morte dell’amato marito non la fa piombare nella depressione più cupa, tant’è vero che per un anno non esce nemmeno di casa! Poi dopo un anno si lascia convincere dalla figlia (nuora di Jack) a partecipare alla festa di Natale organizzata dal suocero… e qui comincia la metamorfosi: Amanda e Jack, che prima di questa occasione si erano visti pochissime volte in quanto non si potevano sopportare (lui dall’alto del suo cinismo irrideva la famiglia felice di lei, lei dall’alto della sua moralità condannava col dito puntato la sua vita libertina), scoprono ciascuno i lati positivi dell’altro, e l’impressione è talmente buona che decidono di approfondire la conoscenza.
E i due che per anni non si potevano vedere diventano, nel giro di due pagine, affiatatissimi: cene, spiagge, viaggi, locali all’ultimissima moda… insomma tutto quello che, a quanto pare, serve per far nascere un amore unico, che ovviamente supera qualsiasi sentimento entrambi abbiano potuto provare prima (compreso, per Amanda, quello del marito buonanima). E qui come ho già detto per altri romanzi, non metto certo in discussione il fatto che un vedovo possa provare di nuovo l’amore, ci mancherebbe, ma perché spesso in questi romanzi si fa sempre il paragone tra la nuova unione e la vecchia, a svantaggio di quest’ultima? Non è brutto e di cattivo gusto?
Tra l’altro questo sentimento, che dovrebbe essere più maturo anche data l’età dei protagonisti, è narrato come se i due fossero adolescenti, e non solo per il trasporto con cui si abbandonano alla passione, ma proprio per l’inconveniente che ne nasce, letteralmente parlando… proprio così: alla tenera età di 52 anni Amanda resta incinta!
Ora, non starò a tediarvi con tutto quello che succede dopo, mi pare di aver detto già abbastanza, ma riassumendo:
1- Amanda è una ex attrice ricordata nella storia del cinema anche dopo il suo ritiro in favore della famiglia (e qui non vi viene in mente una certa principessa?), ma alla festa di Jack, dove partecipano celebrità come Tom Cruise, Michael Jackson e Liz Taylor nessuno la riconosce;
2- All’età di 52 anni, già madre di due figlie, Amanda rimane incinta e quando si sente male non riesce assolutamente a capire di cosa possa trattarsi…
3- Siccome ci tengono alla moralità, Amanda e Jack decidono di regolarizzare la loro unione... al nono mese di gravidanza; ma ormai che fretta avevano? E ovviamente lei partorisce la prima notte di nozze…
Decisamente sullo sfondo, ed esclusivamente asservito alla passione dei genitori, la storia di Paul e Jan, i due figli di Amanda e Jack; banalizzando così un problema serio come la difficoltà di molte giovani coppie di avere un figlio; mentre i nonni a quanto pare ritornano ragazzini.
Concludo con un’osservazione: dopo tutta l’accozzaglia di astrusità che ha scritto in questo libro, l’autrice poteva almeno sprecarsi a farci sapere il nome del neonato…
Tiziana
P.S: scusate la lunghezza, ma erano dieci anni che tenevo ‘sti sassolini nella scarpa…
RECENSIONE: LA DIVINA JULIETTE ( The Heart's Wager ), di Gayle Wylson

Anno: 1995
Edizione originale: Harlequin Historical
Pubblicato in Italia da: Harlequin Mondadori, serie I GRANDI ROMANZI STORICI, luglio 1998; seconda edizione nella serie I ROMANZI STORICI, n. 29, maggio 2008.
Formato: paperback
Livello di sensualità: warm (caldo)
Genere: regency
Ambientazione: Francia - Inghilterra, 1815
Voto: 6/10
Collegamenti con altri romanzi: è il secondo di un trittico di romanzi che forma il ciclo "Heart's desire":
1 - EMILY E IL DUCA (The Heart's Desire)
2 - LA DIVINA JULIETTE (The Heart's Wager)
3 - L'UOMO DAI DUE VOLTI (The Gambler's Heart).
La lettura dei romanzi è, comunque, tra loro perfettamente indipendente.
Juliette de Valmè gestisce la casa da gioco più esclusiva di Parigi al posto del padre gravemente malato. La sua vita si rivoluziona una sera, quando il padre le rivela di essere in realtà un agente segreto al servizio dell’Inghilterra, suo Paese d’origine. Gli uomini di Fouchè, il capo della polizia, lo hanno scoperto e fanno irruzione nella casa per catturarlo;l’uomo prima di uccidersi per non cadere nelle mani dei nemici riesce a far fuggire la figlia, la quale travestita da ragazzo per qualche tempo vaga per la Francia.
Un giorno qualcuno tenta di rapirla, e in suo soccorso accorre il colonnello Devon Burke, in Francia per cercare il cognato, duca di Avon, misteriosamente scomparso. L’uomo salva Julie ma rimane ferito, così la ragazza si occupa di lui. Ovviamente è subito amore, ma molti ostacoli si frappongo tra loro…
A essere sincera, ho trovato la storia narrata in questo romanzo piuttosto normale, non molto appassionante e scontata. Non che il libro non mi sia piaciuto, ma a differenza dell’ultimo della serie (L’UOMO DAI DUE VOLTI, che ho adorato), questo mi è parso un po’ scipito, sebbene sia ben scritto e soprattutto, coinvolgente la di là dei suoi difetti.
La Wylson ha una predilezione per i protagonisti feriti nel corpo e nell’animo, e per le protagoniste forti ma allo stesso tempo dolci, e questo romanzo non fa eccezione.
Devon è un soldato che in guerra ha riportato ferite terribili (e che ha anche subito un’operazione rischiosa) che gli hanno lasciato cicatrici sul corpo, mentre una brutta delusione d’amore gliene ha lasciate nell’animo: la donna che amava infatti, quando ha visto come era ridotto, lo ha rifiutato per sposare un altro.Delle due non so quale sia la più grave... ovvio quindi che Devon si sia chiuso in sé stesso dedicandosi solo al lavoro; l’unica cosa che riesce a scuoterlo da questo torpore, dopo tanto tempo, è la scomparsa dell’affezionato cognato, ragione che lo spinge ad andare a cercarlo rischiando anche la vita. La pericolo ricerca sarà in realtà la sua salvezza, perché l’incontro e la storia d’amore che nasce con Juliette lo faranno ritornare alla vita nel senso più ampio di questo termine.
Come questa storia nasca e si sviluppi, è cosa un po’ ovvia (e comunque non voglio certo togliervi il piacere di scoprirlo
); l’interesse principale però , a mio avviso, sta tutto nei personaggi, nella loro umanità che li rende molto vicini a noi, nonostante ovviamente non abbiano esperienze di vita in comune con chi legge.
Di Devon abbiamo già detto; l’eroina, Juliette, ha sempre vissuto all’ombra di un padre malinconico e amareggiato a causa di uno scandalo per colpa del quale dovette fuggire dal paese natale (l’Inghilterra); la giovane ha sempre vissuto tra carte da gioco, biscazzieri e cose simili, e la sua vita viene letteralmente sconvolta in pochissimi minuti! Questo mi ha fatto provare molta solidarietà per lei…ma Juliette rimane forte, volitiva, capace di badare a sé stessa e di essere indipendente, tant’è vero che per molte buone ragioni(che alla fine però paiono più un’ostinazione che altro…) rifiuta più volte la proposta di matrimonio di Devon, nonostante sia in realtà la cosa che desidera di più al mondo.
Una nota di merito per Jean, l’amico di Juliette che sarà poi protagonista del terzo romanzo della saga: insomma , io sarò pure di parte, ma non ho davvero capito come faccia Juliette a innamorarsi di Devon piuttosto che di Jean!
Per il resto non anticipo più nulla..ma auguro buona lettura alla lettrice che ha vinto il romanzo, e ovviamente, a tutti coloro che decideranno di leggerlo!
Tiziana